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Istanbul, giornata finale con i botti

Istanbul, giornata finale con i botti
Di Eurosport

Il 11/03/2012 alle 18:24

Grande giornata conclusiva nei campionati mondiali indoor, con il volo dell’americana Reese a 7,23

Finale scoppiettante ai mondiali indoor di Istanbul. E il botto maggiore l’abbiamo avuto nel salto in lungo femminile, con l’americana Brittney Reese volata a 7,23 metri, misura che non si vedeva dai tempi della Drechsler e della Germania dell’est negli anni ’80. La sua tecnica è assai semplice, quasi elementare, ma sull’efficacia non si discute, visti anche i due titoli mondiali vinti all’aperto.

    Nei giorni scorsi si è detto che le pedane dell’impianto turco non erano granché, eppure oggi le cose migliori sono venute proprio dai salti.

    Infatti la Reese non è stata l’unica ad atterrare lontano: nel triplo maschile gran duello tra i due supertalentuosi e giovanissimi americani Will Claye e Christian Taylor (rispettivamente 21 e 22 anni), con il primo a prevalere con 17,70 metri sul secondo, che aveva cercato di uccidere la gara al primo salto con 17,63 metri. Nella gara sprazzi di azzurro, con Fabrizio Donato che ha dovuto alzare bandiera bianca dopo il terzo salto per un sospetto infortunio, ma capace comunque del quarto posto con 17,28. Ancor più gioia suscita il quinto posto del giovane Daniele Greco, miglioratosi sino ad eguagliare Donato a 17,28. Bravi.

    Nell’alto maschile vittoria non pronosticabile, per come si era presentato in qualificazione, del greco Dimítrios Chondrokoúkis con 2,33, davanti ai favoriti russi Silnov e Hukhov in una gara molto bella e tirata, con ben sei atleti a superare la misura di 2,31.

    Negli 800 maschili il polacco Kszczot gioca male le proprie carte e nel tentativo di vincere il titolo tira la gara agli altri e finisce fuori dal podio: la vittoria è andata all’etiope Mohammed Aman, balzato agli onori delle cronache nel 2011 per essere riuscito nell’impresa di interrompere la striscia vincente di David Rudisha.

    Nei 60 h buona figura dell’azzurro Emanuele Abate, finito sesto nella gara vinta dall’americano Aries Merritt,che ha prevalso sul campione cinese Xiang Liu con 7’’.44.

    Nei 3.000 metri femminili la keniana Obiri ha interrotto il sogno di Meseret Defar di vincere il quinto titolo mondiale indoor consecutivo: nell’ormai eterna lotta tra le due nazioni, la Obiri, con un grande ultimo giro, ha affiancato e supertao l’etiope, andando a vincere in 8’.37’’.16.

    Tutto come previsto, invece, nella gara del salto con l’asta femminile, con la vittoria della rinata zarina Elena Isinbaeva in una gara condotta tutta alla sua (vecchia) maniera: due salti, giusto per mettere le cose in chiaro e per vincere con 4,80 metri, e tentativo finale di record del mondo. Dopo un paio di anni difficili, con auto allontanamento dalle gare per ritrovare se stessa, la fortissima atleta russa pare essere tornata alla grande e, dopo aver superato in febbraio 5,01 metri, ha chiarito che a Londra non vuole andare facendo la comparsa.

    Altro ritorno l’abbiamo avuto negli 800 metri, con la campionessa olimpica in carica Pamela Jelimo, prima con l’ottimo tempo di 1’.58’’.83. Tanti sospetti e tante chiacchiere aveva suscitato nel 2008, anno del suo exploit internazionale, cosa che probabilmente aveva contribuito ad appannarla per le stagioni successive. Oggi è apparsa pimpante e determinata, quasi come ai bei tempi.

    Nei 60 vittoria giamaicana, con Veronica Campbell-Brown a precedere tutte le altre in 7’’.01.

    Un discorso a parte, ed una ammirazione a parte, merita l’americano, ma keniano di origine, Bernard Lagat. Classe 1974 (!) ha infilato con la solita gara da marpione tattico tutti i giovanotti che invano hanno cercato di resistere alla sua grandiosa progressione, chiudendo primo in 7’.41’’.44. Forse a 37 anni non ha più lo spunto che aveva ai tempi dei grandissimi duelli con Hicham El Guerrouj sui 1.500, ma ha dimostrato ancora una volta che in gare che scivolano via tranquille sino all’ultimo chilometro rimane un gran brutto cliente, per tutti. Gli altri paiono non capirlo, visto che conducono gare tattiche tenendosi d’occhio l’un l’altro, snobbando un poco il “vecchietto” che, invece, quasi sempre li infila negli ultimi 200 metri. Immenso.

    Il programma si è concluso con le staffette 4x400, con le vittorie andate alla Gran Bretagna nella gara femminile, con inaspettata sconfitta delle statunitensi, ed agli Stati Uniti in quella maschile.

    Cala così il sipario su Istanbul. Tra poco inizierà la stagione all’aperto, in un climax che ci porterà all’appuntamento più importante, quello di Londra, passando per meeting e campionati europei. Speriamo di divertirci.

    DI SEGUITO ALCUNI DEGLI HIGHLIGHTS DELL'ULTIMA GIORNATA...

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