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Barshim e Semenya, sigilli d’autore! Perkovic imbattibile, gli USA perdono la staffetta maschile

Barshim e Semenya, sigilli d’autore! Perkovic imbattibile, gli USA perdono la staffetta maschile

Il 13/08/2017 alle 23:19

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Allo Stadio Olimpico di Londra si sono conclusi i Mondiali 2017 di atletica leggera. L’ultima serata assegnava ben sette titoli e lo spettacolo non è mancato nella capitale britannica al termine di dieci giorni davvero eccezionali sotto il profilo delle emozioni, dei colpi di scena e delle prestazioni.

4X400 METRI (maschile):

Si chiude letteralmente con il botto e con un colpo di scena inatteso: gli USA hanno perso la staffetta del miglio! Gli americani erano i super favoriti della vigilia ma Trinidad & Tobago non ha mai mollato la presa è sempre rimasta a contatto e in ultime frazione Lalonde Gordon è riuscito a battere Fred Kerley trascinando i caraibici verso un’insperata medaglia d’oro (2:58.12, miglior prestazione mondiale stagionale): Jarrin Solomon, Jeree Richards, Machel Cedenio e Lalone Gordon sono diventati eroi nazionali mentre Wilbert London III, Gil Roberts, Michael Cherry, Fred Kerley (2:58.61) si leccano le ferite. Bella medaglia di bronzo per la Gran Bretagna (2:59.00), il Belgio dei fratelli Borlée si deve accontentare della quarta piazza (3:00.04), record nazionale per la Spagna (3:00.65).

4X400 METRI (femminile):

Una passeggiata di salute per gli USA che dominano letteralmente la staffetta del miglio con una prova corale davvero incontenibile. La corazzata a stelle e strisce ha fatto la differenza fin da subito con Quanera Hayes, poi Allyson Felix (alla 16esima medaglia iridata della carriera, record assoluto) ha fatto il vuoto, Shakima Wimbley e Phyllis Francis completano l’opera in 3:19.02, miglior prestazione mondiale stagionale. Le americane hanno rifilato addirittura sei secondi di distacco alla Gran Bretagna (3:25.00 per Clark, Nielsen, Doyle e Diamond) e alla Polonia (3:25.41 per Holub, Baumgart, Gaworska, Swiety) che hanno approfittato al meglio dell’infortunio della giamaicana Anneisha McLaughlin-Whilby in seconda frazione.

SALTO IN ALTO (maschile):

Non si vola così in alto come magari ci si poteva sperare, 2.40 rimane un terreno inviolabile questa sera ma Mutaz Essa Barshim si laurea Campione del Mondo per la prima volta in carriera con una prestazione perfetta e con un percorso netto: fino a 2.35 ha saltato tutte le misure al primo tentativo, non lasciando alcuna speranza agli avversari.

Il qatarino, che salì sul podio in questo Stadio cinque anni fa alle Olimpiadi, ha confermato il pronostico della vigilia e riesce finalmente a conquistare il tanto agognato oro internazionale. Ha poi provato 2.40 ma sono arrivati dei nulli, il secondo davvero di pochissimo. L’argento va al collo del russo Danil Lysenko, 20enne esploso in questa stagione e subito sul podio iridato (2.32 alla prima, poi tre nulli a 2.35 nello scontro diretto con Barshim).

Momento storico per la Siria che festeggia la medaglia di bronzo con Majd Eddin Gahzal (2.29 alla seconda). Delusione immensa per l’ucraino Bohdan Bondarenko: il Campione del Mondo 2013 ha superato 2.25 solo al terzo tentativo e poi ha commesso tre errori a 2.32 non dimostrandosi in condizione. Si è andati a medaglia con un modesto 2.29: il rammarico per Gianmarco Tamberi aumenta in maniera incredibile…

Video - L'acrobata Barshim vola nel riscaldamento del salto in alto, pazzesco balzo a forbice

00:25

800 METRI (femminile):

Si trattava di uno degli ori già assegnati alla vigilia e Caster Semenya non ha avuto alcun problema a imporsi in un eccellente 1:55.16, miglior prestazione mondiale stagionale nonché record africano. La sudafricana è sempre al centro dell’attenzione per i suoi elevati livelli di testosterone e per la discussa sessualità, lei non ci fa caso e continua a vincere con estrema disinvoltura.

Oggi le è bastata una mini volata all’inizio del rettilineo per lasciare sul posto la burundiana Francine Niyonsaba (1:55.92) e la statunitense Ajee Wilson (1:56.52). La 26enne ha così conquistato il secondo titolo iridato della carriera dopo quello del 2009, nel 2012 aveva vinto l’argento olimpico proprio in questo Stadio e poi si era rifatta con gli interessi a Rio 2016. Qui a Londra è invece la seconda medaglia visto che ha già vinto il bronzo sui 1500m.

1500 METRI (maschile):

Era una delle finali più imprevedibili di tutti i Mondiali, non c’era l’autentico favorito. Il Kenya ha firmato la doppietta con Elijah Manangoi (3:33.61) e Timothy Cheruiyot (3:33.99) mentre Asbel Kiprop non era quello dei giorni migliori (nono, 3:37.24). Il bronzo finisce così al collo del norvegese Filip Ingebrigtsen (3:34.53). Manangoi, dopo l’argento di due anni fa, riesce così a salire sul gradino più alto del podio mentre Cheruiyot festeggia la prima medaglia internazionale a 21 anni.

5000 METRI (femminile):

Le doppiette sono maledette in questi Mondiali! Dopo i falliti tentativi di Van Niekerk e Farah, anche Almaz Ayana non riesce a completare la sua accoppiata personale. L’etiope aveva trionfato sui 10000m e oggi voleva chiudere con l’oro sulla mezza distanza. Ha fatto gara di coppia con la sua grande rivale Hellen Obiri ma a 300m dal traguardo la kenyota ha piazzato un allungo micidiale e la Ayana non è riuscita a starle dietro.

Hellen Obiri, 27enne vicecampionessa olimpica, trionfa così per la prima volta in una rassegna iridata all’aperto dopo che nel 2012 aveva vinto i 3000m al coperto mentre a Mosca 2013 conquistò il bronzo sui 1500m. L’africana si è imposta in 14:34.86 rifilando mezzo rettilineo ad Almaz Ayana (14:40.35). Il bronzo va al collo dell’olandese Sifan Hassan (14:42.73) che qualche giorno fa aveva spalleggiato proprio con la Ayana nell’ultimo giro dei 10000m. Giù dal podio le accreditate Senbere Teferi (14:47.45) e Margaret Kipkemboi (14:48.74).

LANCIO DEL DISCO (femminile):

Sandra Perkovic ha ribadito ancora una volta di essere una delle più forti discobole della storia e ci è riuscita infilando una serie letteralmente strepitosa: 69.30, 70.31, 70.28, 69.81. Quattro misure di lusso che sembravano valere la vittoria senza alcun problema ma negli ultimi due tentativi l’australiana Dani Stevens le ha seriamente messo paura con due super 66.59 e 66.64 (nuovo record oceanico) spingendosi a meno di settanta centimetri dall rivale. La croata Perkovic ha così vinto nuovamente in questo Stadio che cinque anni fa la incoronò Campionessa Olimpica per la prima volta nella carriera, poi a Rio 2016 infilò il bis.

Quello odierno è il secondo titolo iridato della carriera dopo quello di Mosca 2013 mentre due anni fa venne clamorosamente battuta dalla cubana Denia Caballero (oggi quinta con 64.37). La Stevens, invece, ha ottenuto la prima grande medaglia internazionale della carriera dopo l’amaro quarto posto di Rio 2016 e a 29 anni assapora finalmente il profumo del podio. Terzo posto per la francese Mélina Robert-Michon: a 38 anni ha piazzato un incredibile 66.21 all’ultimo tentativo e ha scalato la classifica confermandosi sul podio dopo l’argento di Rio 2016 e dell’ultima rassegna iridata.

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