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Italia 38esima nella classifica a punti, 0 finali in pista: mai così male a un Mondiale

Italia 38esima nella classifica a punti, 0 finali in pista: mai così male a un Mondiale

Il 14/08/2017 alle 17:09

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L’Italia è uscita con le ossa rotte dai Mondiali 2017 di atletica leggera. La nostra Nazionale ha collezionato una serie di figuracce in pista e soltanto in coda, grazie a una strepitosa Antonella Palmisano, ha sbloccato il medagliere. La pugliese si è messa al collo il bronzo della 20km di marcia ma per il resto gli azzurri hanno sfigurato nella rassegna iridata, dimostrandosi lontani anni luci da dei livelli prestazionali accettabili per l’evento più importante dell’anno.

Abbiamo purtroppo assistito a una sfilza di controprestazioni importanti, anonime eliminazioni al primo turno, atleti che quasi non riuscivano a spiegarsi il motivo di certi risultati così scadenti, spesso ampiamente al di sotto dei loro stessi stagionali. Si sapeva che salire sul podio sarebbe stato complicato e non si chiedevano certe sfilze di medaglie (anche perché avevamo una carta e mezza…) ma di certo ci si attendeva un atteggiamento complessivamente differente. Al contrario abbiamo assistito a tanti volti rassegnati, ad atleti decisamente al di sotto delle proprie potenzialità, a tante scuse e serie di “mi dispiace” che di certo non fanno onore alla tradizione sportiva dell’Italia.

Basta fare parlare i numeri, la massima oggettività di fronte alla quale bisogna solo stare in silenzio. In pista sono state raccolte 0 finali (cioè nessun atleta tra i migliori 8 e quindi incapace di portare a casa dei punti, il fantastico Marco Lingua è stato decimo nel lancio del martello): è il peggior risultato della storia, non era mai accaduto che all’interno delle stadio scendessimo a questi infimi livelli. La miglior prestazione è quella appena citata di Marco Lingua, un 39enne che da dilettante si è riscattato dopo 6 nulli in due Olimpiadi.

Video - Palmisano bronzo nella 20km di marcia! Decisiva la squalifica della cinese

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Nella classifica a punti l’Italia è soltanto 38esima con 9 miseri punti (6 raccolti da Antonella Palmisano e 3 da Daniele Meucci, sesto nella Maratona): è il peggior risultato della storia. Addirittura sotto la doppia cifra e in classifica soltanto con due atleti… Prima di oggi eravamo scesi massimo agli 11 di Pechino 2015 quando però non arrivò la medaglia. L’alloro della Palmisano sembra essere la toppa a tutti i mali ma invece va preso come il risultato singolo di una ragazza eccezionale e capace di rispettare il pronostico, non come la punta di diamante di un movimento che fatica in ogni singolo frangente. Sarà pur vero che torniamo nel medagliere (38esimo posto anche qui, al pari della Tanzania e del Kazakhstan!) dopo quattro anni di assenza (a Mosca 2013 ci salvò l’argento di Valeria Straneo, poi zero assoluto a Pechino 2015 e anche alle Olimpiadi di Rio 2016 per la prima volta nella storia) ma è davvero una magra consolazione.

Anche perché il de profundis non finisce qui: soltanto 5 semifinali raccolte (Filippo Tortu sui 200m, Davide Re sui 400m, Josè Bencosme sui 400m ostacoli, Ayomide Folorunso e Yadisleidy Pedroso sul giro di pista con barriere), appena 5 personali fatti registrare (i già citati Meucci e Palmisano, Ala Zoghlami sui 3000m siepi, Francesco Fortunato e Valentina Trapletti nelle 20km di marcia) e altri 3 stagionali “reali”, cioè di atleti che non erano alla prima gara dell’anno (Gianmarco Tamberi nell’alto, Folorunso, Giorgio Rubino nella 20km di marcia).

Questa la fredda analisi numerica di un’Italia davvero ai minimi storici, in maniera inconfutabile. Ci si vuole nascondere dietro al fatto che nelle rassegne giovanili si è andati bene (Europei U23 e U20 su tutti)? Si vuole elencare qualche assenza a Londra (l’eterno Fabrizio Donato che sarebbe stato da medaglia nel triplo, gli infortunati Filippo Randazzo e Marcell Jacobs nel lungo magari insieme a Andrew Howe, Valerio Straneo sulla 42km, Federica Del Buono e chi altri)? La realtà è che purtroppo c’è davvero poco da salvare.

Già detto tutto di Antonella Palmisano, che anzi meritava sicuramente di più se i giudici avessero squalificato le avversarie come avrebbero dovuto visto che non marciavano. Daniele Meucci merita un elogio particolare: si è presentato a Londra senza proclami, davvero a fari spenti, e ha disputato una Maratona di assoluto rilievo, chiusa al sesto posto e con il personale.

Non si può rimproverare davvero nulla a Gianmarco Tamberi: è venuto a Londra per cercare di tentare il tutto per tutto dopo un anno difficilissimo, recuperando da un infortunio e da due operazioni. Ha dovuto dire addio alla finale pur saltando 2.29 (misura con cui Ghezal è andato a medaglia!) in una qualifica davvero folle in cui 17 atleti si sono presentati a 2.31. Solo tanta amarezza per come si sono sviluppate le cose ma il suo comportamento è ineccepibile.

Video - Niente finale per Tamberi: non supera il 2.31

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Filippo Tortu è il nostro grande futuro e al suo primo Mondiale non ha sfigurato: semifinale conquistata (era l’obiettivo minimo), dispiace che non sia riuscito a realizzare il personale ma quella sera è piovuto. Il brianzolo è contento del suo 20.62 perché a sua dire lo ha ottenuto correndo meglio rispetto al Golden Gala (20.34 due mesi fa). Il futuro è suo ma ora dovrà seriamente lavorare per migliorare ulteriormente.

Video - Semifinali 200m: Tortu eliminato, Makwala chiude secondo

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Di fronte al cuore e alla caparbietà di Marco Lingua bisogna soltanto inchinarsi, il Rocky Balboa del martello ci ha emozionato con la sua goliardia e con un decimo posto comunque di grande sostanza. Davide Re potrà raccontare ai suoi nipoti di aver chiuso una batteria dei 400m ai Mondiali alle spalle della leggenda Wayde Van Niekerk: quella rimonta valsa la semifinale lo promuove di diritto.

Da Ayomide Folorunso ci si poteva aspettare qualcosa in più, per il resto è stato davvero un calvario. Alessia Trost purtroppo è in chiara difficoltà e in parabola discendente, la 4x400m finalista alle Olimpiadi si è eclissata con Libania Grenot lontana parente della due volte Campionessa d’Europa, ma anche Yadi Pedroso out in semifinale e Yusneysi Santiusti fuori in batterie sugli 800m… La sensazione è che davvero non si riesca a risolvere la situazione e il futuro è sempre più incerto…

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