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Repesa: “Sono tornato in Italia anche per vincere la Coppa”

Repesa: “Sono tornato in Italia anche per vincere la Coppa”

Il 21/02/2016 alle 21:11Aggiornato Il 21/02/2016 alle 21:14

Grande soddisfazione per il coach dell’Olimpia Milano dopo il successo in finale contro Avellino che gli ha permesso di vincere la prima Coppa Italia della carriera. “Grazie al pubblico: è stato il nostro sesto uomo”. Sacripanti rende onore all’EA7 con un pizzico di rammarico: “Alla fine ho pensato di poter vincere…”

Tutte le dichiarazioni a caldo al termine della finale di Coppa Italia, vinta dall’Olimpia Milano sulla Scandone Avellino per 82-76

JASMIN REPESA (allenatore Milano) - "Una soddisfazione enorme. Personale, perché sono stato 9 anni in Italia e non avevo mai vinto questo trofeo. Volevo tornare per conquistarlo. Stessa cosa per la società: lo aspettava addirittura da vent'anni. È una soddisfazione per questa gente, per la proprietà, per tutti i dirigenti, per i ragazzi. Abbiamo giocato in casa e volevo ringraziare il pubblico. È stato il nostro sesto uomo. Il recupero dall'infortunio al ginocchio record di Cerella? Come ogni giocatore è importante per noi. Volevamo avere intensità per 40 minuti. È stato un esempio della voglia di ognuno per vincere questa coppa. Sanders? Chi lavora nella pallacanestro sa come è difficile inserire un giocatore in corsa. Tutto lo staff tecnico è stato molto attento. Lui è un ragazzo disponibile. Il roster lungo con 14 giocatori? È meglio averne di più che di meno. Per due mesi abbiamo giocato con 7-8 giocatori, rischiando di perdere qualcuno per le tante partite e i tanti viaggi. Non si vince da nessuna parte se non arrivi preparato e concentrato. Gentile? Per noi è un giocatore stra-importante: talento e fisico. Non dovevo ascoltare nessuno: avrei dovuto lasciarlo a Milano e non in America in tournée, perché agli Europei ha giocato molto e avrebbe dovuto recuperare. Ha avuto già tre infortuni. Aspettiamo che torni il capitano. È un grande capitano e ho tante aspettative nei suoi confronti".

ANDREA CINCIARINI (playmaker Milano) – “Ringrazio Mario Fioretti (assistente allenatore, ndr) perché è con lui che passo la maggior parte del tempo per migliorare il tiro. I canestri che ho segnato sono merito suo e della mia perseveranza nel lavoro. Oggi volevo la Coppa con tutto me stesso, perché l’anno scorso, per me, ci hanno rubato lo scudetto. Complimenti ad Avellino e a Sacripanti, perché sono davvero una grande squadra. Sono contento per tutti questi tifosi, per il signor Armani, ma soprattutto per noi stessi, perché siamo usciti subito dall’Eurolega, abbiamo perso la Supercoppa, ma abbiamo sempre continuato a crederci e a lavorare duramente. Ora iniziamo a raccogliere i frutti. In questa Final8 ho riacquisito la fiducia che avevo a Reggio Emilia e che avevo un po’ perso all’inizio della stagione”.

PINO SACRIPANTI (allenatore Avellino) - "Prima di tutto faccio ai complimenti ai miei ragazzi e alla squadra: fino alla fine ha pensato di poter vincere. Faccio i complimenti a tutta questa gente con i colori biancoverdi che ci ha spinto. È una bella cosa che ti ripaga di quello che fai e della sconfitta difficile da digerire. Milano è pazzesca, ha un'intensità incredibile. Credo che sia una squadra veramente difficile da battere: ha una profondità e una fisicità al di sopra delle altre in questo momento. Qualche rimpianto c’è: per due partite abbiamo sgobbato come i pazzi, mentre loro hanno passeggiato e non hanno mai fatto una partita come quella di stasera, davanti al loro pubblico. Un minimo di rammarico c'è per questo. Poi Sanders è stato un giocatore al di sopra di questo livello. Una fisicità devastante, ha preso rimbalzi, ha segnato da fuori ed è stato bravissimo. La grande differenza è stata a rimbalzo. Quando giochi una partita del genere e crei dei buoni tiri, devi fare canestro. Alcuni li abbiamo sbagliati e questo ci ha punito. Siamo stati degni di una buona finale, orgogliosi di esserci, di averla fatta, di essere stati in prima linea fino alla fine. Sono molto contento per questo. I ragazzi hanno giocato a testa alta"

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