Eurosport

La vittoria di Milano, il pubblico di Brescia e tanto altro: ecco cosa lascia la Final 8 di Rimini

La vittoria di Milano, il pubblico di Brescia e tanto altro: ecco cosa lascia la Final 8 di Rimini

Il 20/02/2017 alle 18:10Aggiornato Il 20/02/2017 alle 18:38

Il weekend romagnolo lascia alla pallacanestro italiana qualcosa più di un trofeo. La Fiera riminese è stata luogo di aggregazione ancor prima che ritrovo per tifosi, dove iniziative e innovazione muovono la Legabasket verso un futuro (si spera) più giovane e accattivante

Al di là della vittoria di Milano, scritta alla vigilia ma tutt'altro che scontata e facile da conseguire in una competizione di quattro giorni con partite in rapida successione; ciò che ci lascia la Final8 di Coppa Italia tenutasi a Rimini lo scorso weekend è altro. Il pubblico ad esempio, che ha faticato inizialmente a riempire il padiglione Bologna della Fiera ma che col passare di giorni e partite ha assiepato sempre più le tribune ai bordi del parquet nonché riempito gli stand presenti al di fuori del campo di gioco, valore aggiunto e idea da riproporre per una Lega che sta cercando di rendersi più giovane e accattivante; anche tramite la tecnologia, quella portata a Rimini dalla startup tutta italiana MyAgonism, che con il suo algoritmo e i chip nelle canotte riesce a tracciare le partite dando agli addetti ai lavori parametri statistici nuovi, già apprezzati dal mondo Nba e presentati al Mit di Boston.

Brescia vince il titolo del tifo

Poco da dire, fortunatamente, in negativo sulle fazioni e sul tifo, anche se in certi casi andrebbero rivisti i termini “educazione” e “tolleranza”, perché va bene che i presenti pagano per assistere a uno spettacolo e possono dire quello che vogliono, ma la cultura sportiva e il rispetto dell'avversario dovrebbero arrivare prima del “baratto” pago = insulto. A tal proposito è giusto onorare chi ha sfruttato bene e meglio di tutti l'occasione offertale dalla vetrina riminese: la Leonessa Brescia. Presenti in Fiera con uno stand dedicato – unica società delle 8 partecipanti insieme a Capo d'Orlando – che ha saputo coinvolgere con un'idea tanto semplice quanto centrata come un torneo di biliardino molti dei “passanti”, i bresciani escono vincitori tra le tifoserie. Impressionante, a tratti commovente (perché purtroppo non siamo abituati) il muro biancoblù presente nelle due gare giocate da Vitali e compagni, sempre e solo per tifare in favore della propria squadra. Mai contro! Un esempio di quella cultura sportiva cui abbiamo fatto cenno che ha avuto il suo climax al termine della semifinale con Sassari, dove i tifosi della Germani sono rimasti ben oltre la sirena a cantare per la loro squadra in un clima irreale (purtroppo) che ha portato la tribuna stampa a rivolgergli un sentito applauso e che al sottoscritto ha ricordato i sostenitori dell'Islanda (casualità, con gli stessi colori sociali) ad Eurobasket 2015: consci di essere venuti a vedere una squadra “perdente” ma comunque incitanti, caldi, lì per vivere un momento storico come è stato quello di Brescia, a prescindere dal risultato.

EA7 più forte, stop!

Poi c'è stato il campo. E ha parlato chiaro. Milano è la squadra più forte, la candidata numero uno a vincere ancora lo Scudetto. Non lo scopriamo dopo questa Coppa Italia, certo, ma ne abbiamo avuto una conferma in un momento di passaggio importante della stagione, che in caso di risultato diverso avrebbe potuto destabilizzare l'ambiente biancorosso, già di per sé incline a non vivere bene qualsivoglia sconfitta. L'Olimpia ha vinto senza il suo giocatore di riferimento, Simon, ne ha ritrovati alcuni e “smarriti” altri, ma ora è certo e l'ha confermato la società: la squadra è questa fino alla fine della stagione. Hickman (Mvp della finale), Cinciarini e Pascolo sono oggi insieme a Sanders le più belle realtà di casa Olimpia, mentre Raduljica e Abass vivono momenti difficile, che li portano ad essere marginali in un progetto creato per vincere.

Ricky Hickman, Olimpia Milano - Mvp Coppa Italia 2017

Ricky Hickman, Olimpia Milano - Mvp Coppa Italia 2017Eurosport

Delle altre un bel passo in avanti nella propria consapevolezza lo ha fatto sicuramente Sassari, che prima contro Avellino e poi con Brescia ha messo in mostra tutto il proprio potenziale, riuscendo a giocarsi in gara secca il trofeo anche contro Milano. Un gruppo ben costruito quello di Pasquini, che da questa competizione deve tornare cosciente e ripartire dai suoi punti fermi – Lacey e Lawal in attacco, Devecchi e Sacchetti in difesa – per un finale di stagione senza quei crolli che ne hanno caratterizzato la prima parte. Allo stesso modo devono fare Reggio Emilia e Brescia, che nonostante obiettivi iniziali diversi, possono trarre beneficio dalla quattro giorni riminese e rituffarsi in campionato. Una, Reggio, con la consapevolezza che recuperato anche Stefano Gentile, con questo Reynolds, se la gioca ad armi (quasi) pari con i campioni d'Italia in carica; l'altra, la Leonessa, che una volta raggiunta la salvezza desiderata l'obiettivo playoff è decisamente alla portata.

Avellino delusa, ma con Logan...

La più delusa del lotto è Avellino, antagonista preannunciata di Milano e invece a casa al primo giro. Una sconfitta di un punto vale quel che vale e non può far passare per debacle la campagna romagnola della squadra di Sacripanti, ma sicuramente i sostenitori dei “lupi” accorsi in massa si aspettavano altro. C'è da prenderne atto e godere dell'arrivo di Logan – già in panchina a sostenere i compagni in questi giorni – giocatore che può far fare alla Sidigas il salto di qualità e portarla in fondo, come in molti si aspettano, a giocarsi il titolo contro l'EA7.

Brindisi e Capo: fatto questo passo, ora non si può mollare

Infine Brindisi e Capo d'Orlando, che in modo analogo sono state testimoni di una competizione che ha espresso un bel basket e delle partite sempre equilibrate. La squadra di Sacchetti ha fatto soffrire e rischiato di usurpare il posto in semifinale a Milano, perdendo di 2 dopo una partita che avrebbe probabilmente meritato di vincere per il cuore e la grinta messi in campo; quella di Di Carlo ha fatto lo stesso contro la Grissin Bon, uscendo sconfitta (-2) al termine di una gara che in tanti hanno pronosticato facile per Reggio e che invece si è rilevata complessa più del previsto.

Tirando le somme, un weekend che la Legabasket e tutto il movimento dovrebbero fissare nella loro memoria come ben riuscito, per riproporlo ancora migliore nelle prossime edizioni.

Video - L’MVP della settimana: Royce O’Neal, di Gran Canaria

01:37
0
0