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Niente Coppa Italia con l’Orlandina: Gianluca Basile annuncia il ritiro

Niente Coppa Italia con l’Orlandina: Gianluca Basile annuncia il ritiro

Il 13/02/2017 alle 16:54Aggiornato Il 13/02/2017 alle 16:57

A 42 anni di età, Gianluca Basile dà il definitivo addio alla pallacanestro attraverso una confidenza con il grande amico Matteo Soragna, riportata da “La Giornata Tipo”: il Baso lascia dopo una carriera cominciata nel 1995 con la Reggiana, e proseguita poi con la Fortitudo, il Barcellona, Cantù, Milano e Capo d’Orlando, che gli aveva fatto un’offerta per giocare le FinalEight di Capo d'Orlando.

Diciamo la verità: sarebbe stato epico, per non dire commovente. Gianluca Basile, a 42 anni, tornato con la maglia della sua ultima squadra (Capo d’Orlando) per affrontare il club che lo ha lanciato quando era appena 18enne (la Reggiana). A fare da cornice, le FinalEight di Coppa Italia di Rimini, la città di Carlton Myers, suo grande ex-compagno di squadra (alla Fortitudo) e con la nazionale. Enzo Sindoni, patron dell’Orlandina, l’aveva pensata bene: richiamare Basile per un cameo, per permettere al pubblico di tutta Italia di rendere il giusto omaggio a uno dei giocatori più forti, determinati e determinanti visti negli ultimi vent’anni sul panorama nazionale ed europeo.

Basile lascia così, dopo aver messo in bacheca due scudetti con la Fortitudo, due titoli ACB con il Barcellona, e, soprattutto, un’Eurolega, un’oro Europeo (Francia 1999), un bronzo Europeo (Svezia 2003) e il mitico argento olimpico ad Atene 2004, il punto più alto raggiunto dalla nazionale azzurra nell’era del basket moderno. Ci lascia un grande pezzo di storia del basket, ma anche un grande giocatore e una grandissima persona, che ha sempre fatto dell’umiltà, della grinta, della garra e del carisma i propri punti di forza. Perché Basile è stato molto, ma molto più del fin troppo semplicistico grande autore di quei “tiri ignoranti” in grado di girare tante partite, specialmente sui palcoscenici più importanti.

L’addio è arrivato in maniera informale, attraverso una chiacchierata con un grande amico ed ex-compagno di nazionale e di club, Matteo Soragna: Basile ha salutato la pallacanestro in punta di piedi, com’era presumibile che avrebbe fatto un ragazzo che non ha mai avuto il carattere per mettersi in mostra più del dovuto o del necessario. Se n’è andato con una confessione al telefono con un altro grande giocatore e uomo, fatto della sua stessa pasta, di tanto lavoro, durezza e forza mentale: a riportarlo è stato lo stesso Soragna, sulle pagine de “La Giornata Tipo”, con una naturalezza quasi disarmante. Vi riportiamo qui l'incipit del post, che vi invitiamo a leggere per intero.

Soragna: “Ma allora giochi la Coppa Italia con Capo d’Orlando?”

Basile: “Me lo ha chiesto Enzo (Sindoni, n.d.a.), ma non mi alleno da 6 mesi, e poi, sinceramente, non ho più voglia”.

Soragna: “Sarebbe stato figo però!”.

Basile: “Sì, ma mi sono reso conto che sto bene così. Vado a pescare, vado a funghi, mi prendo i miei tempi...”.

Soragna: “Quindi smetti?”.

Basile: “Mi sa che è arrivato il momento”.

Ciao Baso! Grazie per tutto.

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