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Milano-Atene andata e ritorno: Gentile e un divorzio che può condizionare la sua carriera

Milano-Atene andata e ritorno: Gentile e un divorzio che può condizionare la sua carriera

Il 07/03/2017 alle 18:07Aggiornato Il 07/03/2017 alle 18:08

Dopo aver lasciato l'Olimpia per rilanciarsi ad Atene, la rottura con il Panathinaikos dopo 2 mesi e mezzo mette dubbi su presente e futuro di un giocatore che fino all'anno scorso sembrava destinato all'Nba.

Ce lo ricordiamo bene quando a Lille, nel finale della gara contro la Lituania, sul punteggio in parità, una palla persa di Alessandro Gentile costò all'Italia i supplementari e la conseguente sconfitta che tenne fuori gli azzurri dalla zona medaglie di Eurobasket 2015. L'arrabbiatura del post partita, di Ale in primis, era tanta ma altrettanta sembrava essere la consapevolezza di un ragazzo (allora 22enne) che si era preso una grossa responsabilità – forse senza doverlo fare – e che sbagliò, venendo da lì in poi crocifisso.

Oggi quel giocatore, 24enne, dopo mezza stagione sottotono all'Olimpia Milano (club che detiene ancora il suo cartellino), ha cambiato aria per rinascere lo scorso dicembre, tornando là dove papà Nando fu grande (Atene, sponda Panathinaikos). Ma dopo poco più di 2 mesi il biglietto per un'altra partenza è già pronto, lasciando dubbi e perplessità sul futuro di un talento che, purtroppo, rischiamo (patriotticamente parlando) di perdere.

La stagione successiva a quell'Europeo per la verità è stata molto positiva per Gentile, che da capitano ha vinto Scudetto e Coppa Italia con la sua Milano, giocando partite da leader totale e facendo seriamente pensare di essere pronto per il grande salto al di là dell'oceano, con gli Houston Rockets che sin dal draft del 2014 ne acquistarono i diritti per un eventuale approdo in Nba.

Ma dalla fine della scorsa stagione qualcosa è cambiato: un Pre Olimpico in sordina, un'estate a vagliare le ipotesi per lasciare Milano e poi la permanenza – senza la giusta voglia né dall'una né dall'altra parte – con la fascia di capitano strappatagli dal braccio e un rapporto con coach Repesa mai sbocciato. Due mesi di stagione e il divorzio, in prestito, con prospettiva di tornare e poi vedere che succede… . Niente di tutto questo perché dopo 9 partite (13.6 minuti di media in campo e 5.1 punti realizzati) Ale ha rotto anche con il Pana – che con il rientro di Gist avrebbe potuto concedere sempre meno minuti all'ex Milano -, trovandosi ora senza squadra e con la seria possibilità di aver chiuso anticipatamente la stagione, rischiando di veder compromessa anche la partecipazione all'estate azzurra che porterà a Eurobasket 2017 il prossimo settembre.

Alessandro Gentile - Italia v Lituania - EuroBasket 2015

Alessandro Gentile - Italia v Lituania - EuroBasket 2015AFP

Le ipotesi

  • Senza squadra fino al termine della stagione: al momento la più probabile perché non sembrano esserci società in Europa interessate a sobbarcarsi la sua presenza e il suo ingaggio.
  • Bayern Monaco: è stato accostato ai tedeschi, che non giocano l'Eurolega bensì l'Eurocup, ma poco cambia perché per regolamento potrebbero sfruttare Gentile solo in campionato.
  • Hapoel Tel Aviv: già in semifinale di Eurocup, potrebbe sostenere l'arrivo di Ale per via della presenza di un coach che lo conosce bene, Simone Pianigiani. Ma vale lo stesso discorso di impiego fatto per il Bayern.
  • In serie A2, magari alla Virtus Bologna: ipotesi suggestiva ma difficilmente realizzabile, della quale si parla forse solo per muovere un po' di opinioni anche in Italia, dove è improbabile che Alessandro torni a giocare (almeno) in questa stagione.

Azzurro dentro… o fuori?

L'assenza dai campi di gioco nei prossimi 4 mesi, i più caldi e importanti, può condizionare la scelta di coach Messina in merito alla presenza di Gentile con la Nazionale. La prossima estate sarà un nuovo importante capitolo per l'Italia del basket, che sogna finalmente di vivere un Europeo da protagonista puntando con ambizioni a una medaglia dopo due edizioni (2013 e 2015) passate a vivere di speranze più che di realtà, dove la “squadra più forte di sempre” ha dovuto raccogliere soltanto i cocci di due cocenti delusioni. Per talento e doti fisiche è impossibile pensare all'Italia senza Ale Gentile – che resta uno dei giocatori di riferimento del movimento – ma i dati di fatto e una stagione che verrà ricordata più per i suoi trasferimenti che per le prodezze in campo lasciano diversi dubbi sulla fiducia che Messina possa riporre in lui.

E la prossima stagione?

I dubbi sul presente fanno da preambolo a quelli sul futuro. Da contratto, a fine prestito Alessandro tornerà ad essere a tutti gli effetti un giocatore dell'Olimpia Milano e le possibili opzioni si suddividono in tre tronconi:

  • Le strade si separano definitivamente e il giocatore riparte da un'altra squadra, un altro mondo, un'altra aria che possa essere meno viziata di quella che su di lui pesa da tanto, troppo tempo, in Italia.
  • Se a Milano restasse Repesa in panchina le possibilità di vederlo ancora in maglia EA7 sarebbero pari a zero, quindi l'addio sarebbe certo.
  • Milano e Gentile ci riprovano, ma la conditio sine qua non per riaccendere la fiammella di un amore durato 5 anni è l'assenza di Repesa in panchina, che ha rinnovato fino al 2018 anche se più volte quest'anno ha sentito scricchiolare la panchina.
Alessandro Gentile, Olimpia Milano 2016 (LaPresse)

Alessandro Gentile, Olimpia Milano 2016 (LaPresse)LaPresse

Il finale della storia è ancora lontano e nessuno lo conosce, ma questa stagione è una mazzata sulla carriera – teoricamente ancora in evoluzione – del 24enne Ale Gentile, partito e cresciuto per essere uno tra i più grandi talenti che la pallacanestro italiana ricordi e giunto a un bivio cruciale della sua vita da cestista. Ora l'alternativa a finire nell'anonimato con la nomea di essere un giocatore difficilmente “gestibile” è rimboccarsi le maniche sfruttando il momento di “solitudine” e, come fatto la scorsa estate con Mike Penberthy (da cui andò insieme al fratello per migliorare il tiro), concentrarsi solo sul miglioramento degli aspetti tecnici in cui ha delle lacune. Solo Alessandro sa realmente come sono andate le cose (insieme agli altri attori in causa), così come sempre e solo lui sa come uscirne, perché a 24 anni, con quello che gli abbiamo visto fare sui campi, difficilmente pensiamo che la sua carriera possa già considerarsi in fase calante.

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