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Olimpia da brivido, come sempre in Europa, ma finalmente torna a vincere

Olimpia da brivido, come sempre in Europa, ma finalmente torna a vincere

Il 19/01/2017 alle 22:20

Dopo 10 sconfitte consecutive (in EL), Milano batte il Galatasaray 92-87 e prova a ripartire per un girone di ritorno che possa rianimarla almeno moralmente. Importanti le prove degli italiani Cinciarini, Pascolo e Fontecchio, benino Raduljica, male Dragic e (eccetto nel finale) Hickman

L'EA7 Milano supera il Galatasaray 92-87 togliendosi l'ansia di non saper più vincere in Europa e si rilancia (forse) per una seconda parte di Eurolega che potrebbe rivederla quantomeno combattere anche con le prime della classe. Chiamata a una prova d'orgoglio e riscatto morale – perché ormai per punti e classifica c'è poco da fare con l'ultimo posto del girone e appena 5 vittorie ottenute in 18 partite – l'Olimpia incerottata (senza Sanders), interrompe la striscia di 10 sconfitte consecutive e si toglie qualche fantasma dalla testa, quelli che nelle ultime settimane hanno aleggiato minacciosi sull'ambiente biancorosso.

Dopo un inizio preoccupante con Fitipaldo (ex Capo d'Orlando) in palla (2/2 da tre), Milano trova nella second unit la presenza mentale che manca ai titolari. E' così che il quintetto Cinciarini, Kalnietis, Fontecchio, Pascolo, Raduljica prima ferma l'emorragia di un 3-10 in favore ospite e poi ribalta fino al +2 del 10' (23-21). Raduljica – se si esclude la fase difensiva – sembra il centro dominante offensivamente che Milano si aspettava in estate e si fa sentire con i rimbalzi (in attacco); Pascolo incanta con un movimento retrò in pitturato e dà supporto sotto i tabelloni; Kalnietis mette insieme 10 punti in 8' tra primo e secondo quarto che creano il solco tra le squadre; Cinciarini conduce bene la squadra (aggiungendo 4 punti, 3 rimbalzi, 2 assist per 10 di valutazione) e Fontecchio, in campo tutto il secondo quarto, trova la fiducia per prendere e sparare dall'arco (anche due volte di fila nella stessa azione), chiudendo con 8 punti i suoi primi 11' in campo.

Mantas Kalnietis, Olimpia Milano, 2016-17 (LaPresse)

Mantas Kalnietis, Olimpia Milano, 2016-17 (LaPresse)LaPresse

Per la serie "classe operaia in Paradiso”, il mood della serata è quello. Il +10 resta costante, ma è quando tornano sul parquet le "riserve” che Milano mostra la sua faccia migliore. Ai davvero deludenti Dragic e Hickman (rivedibile anche la partita di McLean), danno il cambio i positivi Cinciarini, Pascolo e Raduljica, che tengono a debita distanza il Gala. E' l'energia dei subentranti a fare la differenza, lo si nota (stando a bordo campo) dal linguaggio del loro corpo, diverso ad esempio da quello Simon che, seppur magico quando si alza da tre punti, appare vistosamente stanco e conseguentemente distratto. Il plus è poi Mantas Kalnietis: a parlare per lui i 15 di valutazione e il +8 di plus/minus (valore più alto tra i suoi), che tradotti rivelano l'importanza del lituano in questo successo, dove c'è modo di vivere anche il solito momento di brivido e di braccino corto milanese, con gli ospiti che tornano a pari (73-73) a 5' dalla fine. I fantasmi di cui sopra tornano a presentarsi puntuali, ma una bomba di Simon e un rimbalzone con canestro di Macvan a 1'50” dalla sirena ridanno 5 punti di margine all'Olimpia, che grazie a qualche giocata energica di un fin lì assente McLean e alla tripla di Hickamn (6 punti negli ultimi 5' in campo ma inesistente prima) porta a casa la pagnotta… finalmente.

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