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Road to Euroleague - il Fenerbahce di Datome e Melli si saprà ripetere?

Road to Euroleague - il Fenerbahce di Datome e Melli si saprà ripetere?

Il 08/10/2017 alle 16:07

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Dopo le squadre spagnole è il turno di parlare di due città così lontane e così vicine tra loro, che rimangono due fulcri del basket europeo, Atene ed Istanbul. La capitale turca, grazie anche agli sponsor, è diventata quasi la capitale del basket europeo con le Final Four di maggio e la fase di finale di Eurobasket giocata ad inizio settembre, non solo ma il Fenerbahce è anche campione in carica e parte per una stagione in cui l’unico obiettivo sarà quello di ripetersi. Lo scorso anno erano addirittura 4 le squadre turche, grazie alla partecipazione del Galatasaray vincitore della Eurocup 2016, quest’anno insieme al Fener ci sarà solo l’Efes. Ad Atene, invece, sono sempre e solo due le squadre, sempre in lotta per il predominio cittadino che equivale a quello nazionale. Ed anche quest’anno la lotta è già aperta.

Aanadolu Efes Istanbul

Profondi cambiamenti in casa Efes, dopo due stagioni in cui la seconda squadra di Istanbul ha provato a tenere il passo del Fener senza riuscirci più di tanto. Meno talento in mano a Velimir Perasovic, che si siede per il secondo anno sulla panchina dei birrai. Rispetto alla scorsa stagione, a parte l’highlander Balbay (alla settima stagione di EuroLeague in magli Efes), gli unici veri punti fermi sono Derrick Brown e Bryan Dunston, coppia più che affidabile nel pitturato, con l’ex Varese che nell’ultima stagione ha fatto un incredibile upgrade diventando uno dei lunghi dominanti della competizione, tanto da essere inserito nel secondo miglior quintetto della passata stagione. Al loro fianco le aggiunte di Vlado Stimac e Brock Motum vanno ad aumentare da un lato la fisicità dall’altra la pericolosità lontano dal ferro, con un giocatore come Motum che può diventare in una squadra come l’Efes una meravigliosa arma tattica per aprire le difese. Completamente rinnovato, invece, il backcourt, con gli arrivi di McCollum, Ledo, Josh Adams e soprattutto Kruno Simon, che si candida senza se e senza ma a diventare il nuovo leader dello spogliatoio. Batteria di esterni che dà a Perasovic una grande varietà di opzioni. Dal fosforo di Josh Adams alla fantasia di McCollum, già protagonista sponda Galatasaray nella Eurocup 2016, fino alla capacità di produrre punti di Ricky Ledo, top scorer dell’ultima Turkish SuperLeague, senza ovviamente dimenticare il gran lavoro su entrambe le metà del campo che Simon riuscirà a dare alla sua squadra.

OBIETTIVO: rinnovamento profondo non vuole necessariamente dire cambio completo di ambizioni e prospettive. L’Efes non ha forse la profondità di altre squadre ma sembra molto intrigante soprattutto per la presenza di alcuni esordienti in EuroLeague che però hanno già dimostrato di saper reggere il confronto in ambito europeo. Playoff difficili da raggiungere ma squadra molto interessante da vedere.

ROSTER: Edo Muric, Vladimir Stimac, Errick McCollum, Josh Adams, Birkan Batuk, Krunoslav Simon, Brock Motum,Ricky Ledo, Onuralp Bitim, Dogus Balbay, Derrick Brown, Berk Demir, Bryant Dunston. Coach Velimir Perasovic

Fenerbahce Dogus Istanbul

Squadra che vince non si cambia e Zelimir Obradovic ha voluto confermare in blocco, a meno di chiamate dalla NBA, il blocco di giocatori che lo ha riportato sul trono di Europa e con cui vorrà tentare un’impresa che nella storia recente dell’EuroLeague è riuscita solo a Maccabi e Olympiakos. La perdita di Bogdan Bogdanovic è un vuoto difficilmente colmabile e la sua utilità nel sistema di Obradovic è stata palesata nella scorsa stagione, per questo motivo il coach serbo ha cercato di mantenere immutata l’ossatura della squadra in modo da risentirne il meno possibile. Le aggiunte sono tutte di qualità, ad iniziare da Marko Guduric, che nei sogni di Obradovic andrà a prendere il posto di Bogdanovic ma che dovrà crescere lentamente per non essere bruciato. Wanamaker è del tutto complementare a Dixon e Sloukas e rende il backcourt del Fener potenzialmente devastante in tutti i momenti della gara. Così come l’arrivo di Melli, miglior ala dell’ultima EuroLeague, aggiunge ancora più profondità e varianti tattiche ad un reparto lunghi che perde Ekpe Udoh ma trova un Jason Thompson che avrà anche 31 primavere sulle spalle ma ha pur sempre una solida carriera NBA con oltre 5200 punti segnati ed insieme a Jan Vesely si candida come una delle coppie di lunghi più dominanti di tutta la ocmpetizione. Per il resto Obradovic si attende uno step in più da Nikola Kalinic, a cui probabilmente sarà affidato un ruolo sempre più fondamentale nel sistema di gioco del Fener ed a cui sarà richiesto non solo il solito lavoro nella metà campo difensiva ma anche una maggiore pericolosità in quella offensiva.

OBIETTIVO: se sei campione d’Europa e confermi il blocco vincente aggiungendo dei giocatori che aumentano la profondità del roster ma soprattutto limano quei piccoli difetti che ti portavi dietro, allora l’unico obiettivo possibile è confermarsi campione. La storia dice che è molto difficile ma Obradovic ci proverà e se riuscirà a sentire la mancanza di Bogdanovic nessun traguardo è precluso.

ROSTER: Brad Wanamaker, Jason Thompson, Marko Guduric, Nicolo Melli, Sinan Guler, Baris Hersek, Melih Mahmutoglu, Pero Antic, Kostas Sloukas, Egehan Arna, James Nunnally, Jan Vesely, Nikola Kalinic, Bobby Dixon, Ahmet Duverioglu, Luigi Datome. Coach Zeljko Obradovic

Olympiacos Pireo

Giannis Sfairopoulos ancora sulla panchina dell’Olympiakos, ripartendo dalla finale persa lo scorso anno per cercare di fare un passo in più. I red and white del Pireo ripartono dal gruppo greco, guidato come sempre da Vassilis Spanoulis che ha chiuso con la Nazionale greca ma non con la voglia di giocare e stupire ad alti livelli. Al suo fianco come sempre Printezis e Papanikolaou saranno i luogotenenti mentre da Mantzaris e soprattutto Agravanis ci si aspetta il definitivo salto di qualità e la completa consacrazione a livello europeo. Gli innesti estivi hanno come sempre portato, da queste parti, una dose aggiuntiva di talento ed intensità difensiva, caratteristiche che Jamal McLean racchiude tutte insieme. L’ex Olimpia, dopo le ottime stagioni all’Alba Berlino, ha subito la sindrome del Forum come spesso succede a chi passa dalle parti di Assago adesso al Pireo è pronto a rimettersi in gioco e sarà senza dubbio un’arma molto importante nelle soluzioni tattiche di coach Sfairopoulos, che sotto canestro potrà contare soprattutto sui centimetri di un Nikola Milutinov atteso alla stagione della conferma e soprattutto Georgios Bogris che torna in Grecia dopo tre stagioni in Spagna ed in particolare dopo l’ultima giocata ad altissimo livello a Tenerife dove, oltre alla vittoria in FIBA Champions League, si è portato a casa anche il premio di miglior lungo della massima competizione FIBA. Sul perimetro, alla partenza di Matt Lojeski fa da contraltare l’arrivo di Janis Strelnieks, giocatore dal tiro mortifero che a Bamberg è cresciuto tantissimo. Infine Kim Tillie sarà, come sempre nella sua carriera, un giocatore fondamentale in uscita dalla panchina per far cambiare ritmo sia in attacco che in difesa.

OBIETTIVO: dopo la sorprendente finale dello scorso anno dalle parti del Pireo non si fanno grandi illusioni, sanno benissimo di avere tra le mani la possibilità, come sempre, di competere ad altissimo livello ma per puntare al bersaglio grosso servirà anche quella piccola dose di fortuna, che comunque l’Olympiakos si è sempre saputo meritare. Playoff sicuri, dopo dipenderà molto dal piazzamento, anche se lo scorso anno Spanoulis e soci riuscirono a ribaltare il fattore campo dopo essersi trovati sotto 2-1 nella serie con l’Efes.

ROSTER: Hollis Thompson, Brian Roberts, Jamel McLean, Kim Tillie, Georgios Bogris, Janis Strelnieks, Vassilis Toliopoulos, Ioannis Papapetrou, Vassilis Spanoulis, Dimitrios Agravanis, Nikola Milutinov, Georgios Printezis, Kostas Papanikolaou, Vangelis Mantzaris. Coach Giannis Sfairopoulos

Panathinaikos Superfoods Atene

In Europa si riparte da un playoff andato male contro i futuri campioni del Fenerbahce ma in patria (dopo essere rientrati da Istanbul in autobus) i greens sono riusciti a conquistare il titolo ed a fare doppietta con la Coppa nazionale. La speranza è che la famiglia Giannakopoulos riesca a fare pace con se stessa ed a lasciare lavorare in pace chi siede sulla panchina, ovvero il riconfermato Xavi Pascual. All’ex tecnico del Barcelona è stata affidata una squadra molto intrigante e che potrebbe strappare anche in Europa lo scettro cittadino all’Olympiakos, a cui per il momento ha preso Matt Lojeski, ennesimo giocatore che passa da una parte all’altra della città, con tutto ciò che ne consegue. La guardia belga-americana si andrà ad inserire in un backcourt in cui sono rimasti solo Calathes e Pappas ma che ha decisamente acquisito pericolosità offensiva con Marcus Denmon, al suo esordio in EuroLeague e visto anche a Brindisi nella stagione 2013/14, mentre il fosforo lo porterà Lukas Lekavicius, talentuoso play lituano che proverà a continuare la sua crescita ed a mettere in pratica i consigli Jasikevicius, uno che dalle parti di OAKA qualcosa ha vinto. Oltre ovviamente a K.C. Rivers, giocatore multidimensionale, che darà a Pascual le solite varianti tattiche oltre ovviamente alla pericolosità offensiva sia da fuori che nell’attaccare il ferro. E’ nel frontcourt, con Singleton e Gist confermatissimi, dove il Pana ha apportato le aggiunte più significative. Suggestivo l’inserimento di Thanassis Antetokounmpo alla prima vera esperienza da pro, Ian Vougioukas è giocatore di grande esperienza europea e potrà essere molto importante nelle rotazioni mentre a Zach Auguste verrà chiesto di farsi le ossa e di crescere con calma.

OBIETTIVO: molto dipenderà dalle condizioni di Lojeski e dall’impatto che avranno alcuni giocatori come Antetokounmpo e Denmon in una competizione dove sono esordienti ma chiamati ad essere protagonisti. Calathes anche ad Eurobasket ha dimostrato di saper gestire la squadra ma mettersi anche in proprio quando serve, sarà ancora una volta fondamentale per il cammino del Pana che arriverà ai playoff ma poi dovrà cercare di cambiare marcia. Final Four difficili.

ROSTER: Matt Lojeski, Dinos Mitoglou, Marcus Denmon, Thanasis Antetokounmpo, Ian Vougioukas, Lukas Lekavicius, Zach Auguste, Chris Singleton, K.C. Rivers, Eleftherios Bochoridis, Nikos Pappas, James Gist, Georgios Kalaitzakis, Kenny Gabriel, Nick Calathes. Coach Xavi Pascual

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