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Messina: "Gentile non convocato? La lista per l'Europeo non l'ho ancora fatta"

Messina: "Gentile non convocato? La lista per l'Europeo non l'ho ancora fatta"

Il 19/06/2017 alle 12:12Aggiornato Il 19/06/2017 alle 12:18

Dal nostro partner OAsport.it

Ettore Messina si racconta al Corriere della Sera. Il CT della nazionale italiana di basket che tra un paio di mesi affronterà gli Europei parla del presente e del futuro, suo come della squadre e del basket italiano. Andiamo a vedere alcuni estratti che possono dare spunti interessanti.

" Un anno fa al Preolimpico è mancata quella coesione, quella determinazione che ti fa fare quel passo avanti, il salto di qualità che in una partita secca fa la differenza tra la vittoria e la sconfitta. La sconfitta con la Croazia è una scimmia che non mi sono mai tolto. E non me la toglierò. Non credo a quelli che dicono che un ricordo del genere puoi metterlo via. È lì, sempre."

E la prossima nazionale?

" Prima di tutto devo verificare come stanno gli infortunati, Hackett, Pascolo, Baldi Rossi. Poi non ci sono alternative al partire con sana umiltà e sano realismo. Di buono c’è che tutti i giocatori vengono volentieri in Nazionale, dimostrando attaccamento alla maglia azzurra. Gentile escluso? Calma. La lista non è fatta, ci sto ancora pensando. Parlerò con Gentile e deciderò."

Questo, complice un rinnovo di contratto con i San Antonio Spurs, sarà l’ultimo appuntamento per Messina da Ct dell’Italia in questo mandato.

" Non sarà un alibi, se è quello che volete sapere. La situazione è analoga a quella vissuta nel ’97, quando siamo andati all’Europeo con il mio successore designato Boscia Tanjevic ospite della spedizione, tra persone civili le cose funzionano sempre. E poi se dovessimo cercare un alibi vorrebbe dire che avremmo perso, e una chiacchiera in più non farebbe alcuna differenza. "

Infine chiudiamo con una riflessione sulla Serie scudetto tra Venezia e Trento:

" È bello vedere in finale due squadre che hanno struttura organizzativa, che non rivoluzionano il progetto e che hanno creduto nei loro allenatori."
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