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Auguri Curry: compie 29 anni un mito che nelle ultime 3 stagioni ha cambiato la pallacanestro

Auguri Curry: compie 29 anni un mito che nelle ultime 3 stagioni ha cambiato la pallacanestro

Il 14/03/2017 alle 12:06Aggiornato Il 14/03/2017 alle 12:28

Festeggiamo il compleanno di uno dei giocatori più elettrizzanti che la Nba abbia mai visto: Mvp delle ultime due stagioni, ha vinto un titolo e per 29 volte ha superato i 40 punti in una singola partita.

Auguri Steph!
La stella dei Golden State Warriors, Mvp delle ultime due stagioni Nba, compie oggi 29 anni. Un anno importante che fa da preambolo allo scollinamento dei 30, scalino nevralgico per un’atleta che conduce alla piena maturità fisica e mentale, dove i programmi sul campo lasciano lentamente spazio a quelli legati al dopo carriera. “30” come il numero che porta sulla schiena, diventato da 3 stagioni (considerando questa) simbolo di una nuova epoca della pallacanestro, di un talento fisicamente normale che ha rivoluzionato il gioco; “29” come le volte in cui ha superato i 40 punti in singole partite Nba.

5 anni da Campione

Nato ad Akron - come LeBron James - nel 1988, Curry è diventato quello che è oggi negli ultimi 5 anni, dopo un inizio difficoltoso costellato da infortuni che ne hanno rallentato l’esplosione. Scelto alla 7 dai Golden State Warriors nel 2009, viaggia nei primi 2 anni a 17.5 e 18.6 punti di media disputando rispettivamente 80 e 74 gare. Ma la squadra non raggiunge i playoff. Il 2011-12 è quello del calo, fisico e statistico, con le caviglie che scricchiolano e gli concedono solo 26 partite (14.7 punti). Difficile, se torniamo a quei momenti, pensare a cosa è diventato, ma dalla stagione successiva (’12-’13) quel metro e 91 ha preso il volo verso l’Olimpo del basket. Le medie salgono (22.9), le percentuali pure e i Warriors raggiungono la post-season dopo 6 anni; poi arriva Steve Kerr (2014) e cambia la storia moderna della franchigia. Al primo anno con l’ex Bulls Golden State vince l’anello (il 4° della storia, l’ultimo nel 1975) e Steph viene proclamato Mvp, osannato come nuovo profeta del gioco. Tiratore implacabile, playmaker dal ball handling sconvolgente, si ripete nella stagione successiva (la scorsa), rivince il titolo di Mvp ma questa volta, prima nella storia, all’unanimità.

2 da Superstar

Oggi il 29enne Curry è il simbolo della pallacanestro moderna, quella fatta di tanto movimento di palla, tiro da tre punti a volte esasperato (lui, spesso, esagera) e gioco perimetrale; con buona pace dei centri vecchia maniera, in via d’estinzione. Molti lo considerano il miglior tiratore di sempre (lo ha detto anche Ray Allen), per capacità di costruirsi tiri dal palleggio e in uscita dai blocchi con abbacinante semplicità; noi lo consideriamo un talento emozionante che, costruendosi molto in proprio, ha cambiato il modo di concepire questo sport, per anni dominato da “bestioni” di oltre due metri con strabordante fisicità. Steph Curry è stato ed è una rivoluzione: un ragazzo fisicamente normale con tecnica e attitudine a lavorare su ogni aspetto del proprio gioco, sempre evolvendosi. Di questi 29 anni di vita ne ha trascorsi più di 15 con la palla in mano, 8 in Nba, 5 da campione e 2 da Leggenda (ed Mvp). Come si dice, mille di questi giorni Steph, buon compleanno!

Video - Da Steph Curry ai campioni del tennis: quando i campioni aprono il loro cuore

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