AFP

Gallinari-Denver: amore finito? Il match di Londra evidenzia la crisi interna, trade possibile

Gallinari-Denver: amore finito? Il match di Londra evidenzia la crisi interna, trade possibile

Il 13/01/2017 alle 17:51

I Nuggets battono agevolmente i Pacers (140-112) in occasione dei Gobal Games nella capitale inglese, ma il tema caldo è Gallo: con Malone ai minimi storici, cambiare aria potrebbe fargli bene

Quella di Londra è la sua partita, o almeno sulla carta dovrebbe e potrebbe esserlo. Il consueto appuntamento che da ormai cinque anni porta due franchigie Nba all'ombra del Big Ben per una/due gare di campionato, è stato organizzato quest'anno praticamente apposta per lui, il “nostro” giocatore di riferimento nel mondo, il meglio che (insieme a Belinelli) il basket italiano esporta. E il meglio che i roster di queste due squadre possano proporre a livello di giocatori europei (compreso Nikola Jokic, dominatore del match). Protagonista di una stagione ad alti e bassi, che non lo sta probabilmente portando dove lui avrebbe desiderato per via di una squadra poco competitiva e di un rapporto con coach Malone che non decolla, anzi, tracolla dopo lo scontro nel post partita con Sacramento, Danilo sembra poco entusiasta della squadra che ha onorato e condotto nelle ultime 6 stagioni. E lo si nota non solo in campo, dove evidentemente sembra relegato al ruolo di tiratore specialista e non più protagonista con la palla quasi sempre in mano, ma anche nella minor enfasi sui suoi profili social storicamente attivissimi (lo sono sempre, ma evidentemente con meno video dal campo da mostrare), spunto per articoli, highlights e iniziative divertenti.

Gallinari-Malone-Nuggets: il triangolo no… non funziona

La discussione nel post Sacramento è stata accesa tra lui e Malone, con il coach che si è rivolto ai senatori della squadra dandogli dei “privi di leadership” cercando di scuoterli e trovando la pronta risposta di Danilo, che seccato ha ribadito che “il problema non è quello e che tutti i suoi compagni erano dello stesso avviso”. Un'intesa mai trovata che non fa bene alla squadra – considerato il Gallo come giocatore di riferimento – relegata all'11° posto della Western Conference con oggettivamente poche speranze di approdare ai playoff e non fa bene al giocatore, di facciata contento di restare a Denver (il contratto scade a fine stagione con la player option per l'anno dopo a 17 milioni, difficilmente rinnoverà) ma realmente un po' frustato perché consapevole che l'attuale situazione non gli consente di fare sogni di gloria. Non un caso che negli ultimi giorni si faccia sempre più insistente la voce che vede Gallinari lontano dal Colorado nel breve periodo (febbraio?), con i Nuggets che potrebbero avere interesse a scambiarlo per un giocatore all'altezza o liberare spazio per qualche scelta futura. Ma lasciare andare un asset come Danilo (che nel match di Londra chiude con 18 punti e 7/11 dal campo senza sostanzialmente essere mai stato coinvolto nel gioco, se non con triple sugli scarichi) potrebbe costare caro a questa Denver senza averlo programmato con anticipo, considerata la difficoltà di arrivare a un giocatore altrettanto importante.

Meglio cambiare aria?

La difficoltà della situazione si evince dal match di Londra, approcciato benissimo dal Gallo che galvanizzato dal giocare “vicino a casa” nei primi 4' illumina la O2 Arena con 3 triple in fila. Ha voglia, vuole dimostrare qualcosa: a Malone, ai Nuggets e a chi magari si è fatto dei km per poterlo vedere dal vivo. Il linguaggio del corpo è positivo nel primo quarto, grintoso, ma dopo gli 11 punti nel 1° periodo esce lentamente dal match, a livello statistico e di minutaggio. Ne esce una prestazione a due facce, altalenante e poco entusiasmante (non esclusivamente per colpa sua), diversa da quelle cui ci aveva abituato spesso nella passata stagione e in Nazionale. La sensazione è che l'attuale ambiente di Denver non faccia troppo bene a Gallinari, che perde importanza nella scelte di Malone e un po' di fiducia in sé stesso. Forse anche lui è motivato a cambiare aria per rinvigorire le proprie ambizioni e le speranze di poter un giorno vincere un anello, cosa che ai Nuggets ora è impossibile. Augurarsi che venga scambiato? No, perché il manico del coltello l'ha in mano la società che può decidere dove eventualmente mandarlo, ma ora non ci sono tante altre squadre peggiori dei Denver Nuggets. Ergo, seppur con dispiacere, muoversi dal Colorado potrebbe fargli ritrovare l'entusiasmo ora sopito.

Video - I 5 momenti magici del basket nel 2016

00:57
0
0