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#DreamTeamDay, Bianchi contro blu: la partita più spettacolare di sempre che nessuno vide mai

#DreamTeamDay, Bianchi contro blu: la partita più spettacolare di sempre che nessuno vide mai

Il 08/08/2017 alle 19:02Aggiornato Il 08/08/2017 alle 20:03

A 25 anni dall’oro di Team USA a Barcellona 1992 celebriamo la più grande e leggendaria squadra di basket mai allestita con una serie di contenuti esclusivi. Qui riviviamo il mitico scrimmage che andò in scena il 22 luglio 1992 a Montecarlo: la squadra di Jordan contro quella di Magic, la partita più fantastica del mondo voluta da Daly per cementare un gruppo di star e farlo diventare un vero team

" La miglior partita cui abbia mai preso parte; dieci Hall Of Famers che giocano l’uno contro l’altro, voglio dire, quante volte può capitare? Per il modo in cui ci siamo sfidati, la voglia di vincere, di sudare, il trash talking…Tutti gli aspetti più esaltanti del gioco del basket erano condensati in quella specifica partita. "

Parole e musica di Michael Jordan: il suo è un punto di vista senz'altro autorevole in materia. Il 22 luglio 1992 nella pancia dello Stade Louis II di Montecarlo i componenti del Dream Team si scannarono in una partitella di rodaggio in vista delle Olimpiadi di Barcellona. Trattandosi di allenamento a porte chiuse nessuno – eccezion fatta per un cameraman di fiducia di coach Daly e di qualche giornalista, ammesso solo per le battute finali – ebbe la fortuna di assistervi. Con il tempo realtà e fantasia si fusero ammantando la partita di un alone leggendario, ma per quegli stessi monumenti totemici della NBA che quel giorno si diedero battaglia in una deserta palestra del Principato di Monaco il livello di competizione toccò livelli mai raggiunti in precedenza...E cementò un gruppo che di lì a poco avrebbe conquistato il mondo.

"La partita più fantastica del mondo…"

Mancano quattro giorni all’inizio del torneo olimpico di basket e coach Chuck Daly intende mantenere alta la tensione all'interno del gruppo. Decide quindi di formare due quintetti assegnando i gradi di capitano ai leader carismatici Michael Jordan e Magic Johnson: le due squadre avrebbero dovuto dare fondo a tutta le loro energie, simulando una partita vera e propria. Da una parte i blu di Magic con Barkley, Robinson, Mullin e Laettner a completare il quintetto, dall’altro lato del campo i bianchi di Jordan, Malone, Ewing, Pippen e Larry Bird; nove futuri Hall of Famers più l'eroe di Duke. I Dreamteamers seguiranno alla lettera le direttive di coach Daly animando la partita più fantastica del mondo che nessuno vide mai, come la definì l'inviato di Sports Illustrated Jack McCallum: più che un semplice match di pallacanestro, una vitale questione d'orgoglio.

Il trash talking

"Beccati questa tu!”, grida Magic a Jordan mentre rilascia una tripla vincente; un attimo prima MJ aveva messo a referto la più classica delle tabellate dalla lunga distanza. L’atmosfera si fa subito incandescente, tanto che al fischietto italiano Bruno Duranti la situazione sfugge inevitabilmente di mano. "Hanno spostato il Chicago Stadium a Montecarlo”, sbraita Magic all'indirizzo di Jordan dopo una dubbia chiamata arbitrale: la misura è colma e il #23 dei Bulls entra in modalità Air Jordan. Punto nel vivo e consequenzialmente posseduto dalla trance agonistica, sciorina tutto il suo repertorio di giocate stratosferiche e interminabili galleggiamenti nell’aria consentendo a suoi bianchi di sopravanzare nel punteggio finale i blu di Magic. Non appena conclusa la partita MJ raggiunge il rivale canticchiandogli il motivetto dello spot Gatorade Be Like Mike. Magic schiuma rabbia.

" Io e Larry stavamo parlando quando Michael mi disse: 'C’è un nuovo sceriffo in città'. Io e Larry ci siamo dati un colpetto come a dire: 'Non sta dicendo una balla, dopotutto!'"

Passaggio di consegne

In quel preciso istante Michael Jordan brandì con le sue manone la squadra: quello non era più il team di Magic, si era tramutata nella sua squadra. C'è di più. Michael ormai signoreggiava l'NBA; il tabù della mancata conquista dell'anello era stato polverizzato e già in quell’estate del 1992 MJ era assurto a sportivo più famoso della galassia. "Mi spiace Magic, ora siamo negli anni novanta”, aveva proferito durante quella partita rispondendo per le rime al trash talking dell'amico-nemico. Jordan aveva ragione: per Larry Bird e Magic Johnson - i salvatori della Lega nel suo periodo più buio - stavano scorrendo i titoli di coda...Era giunta l’ora di consegnare la stella al nuovo sceriffo arrivato in città.

In occasione dell’anniversario del 25esimo anno dall’oro di Team USA a Barcellona 1992 dedichiamo tutta una serie di approfondimenti sul Dream Team, la squadra di basket più forte e dominante mai allestita. Attivate le notifiche del basket per ricevere gli alert e non perderti nessun contenuto

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