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Come cambierà la NBA (e il futuro di LeBron) dopo la trade Irving-Thomas?

Come cambierà la NBA (e il futuro di LeBron) dopo la trade Irving-Thomas?
Di Eurosport

Il 23/08/2017 alle 14:06

I nostri esperti di basket ci spiegano come si è arrivati allo scambio dell’estate, chi ci ha guadagnato e come potrebbero evolversi gli equilibri della NBA all’indomani di un passaggio chiave per il futuro della Eastern Conference.

La trade dell’estate. Kyrie Irving saluta Cleveland e passa a Boston, mentre Isaiah Thomas diventerà la nuova spalla di LeBron James. Il tutto condito da una prima scelta, Jae Crowder e Ante Zizic a favore dei Cavs. Siete anche voi spaesati dopo un botto del genere? Vi lasciamo in compagnia dei nostri esperti di basket, sicuri che loro vi aiuteranno a capire come si è arrivati a questo scambio e come potranno cambiare gli equilibri della nuova NBA.

Marco Barzizza

" Era nell'aria e probabilmente è la soluzione migliore per entrambe le parti. Conscio del fatto che a Cleveland il ciclo fosse arrivato a un punto di non ritorno e che l'Avversario (leggasi Golden State), sia difficilmente raggiungibile se non con un'altra superstar in squadra (cosa che non è, purtroppo più, Derrick Rose), Irving sceglie una franchigia in grande crescita diventandone il leader, esattamente come era ai Cavs prima del ritorno di LeBron James. Avrà in mano palloni importanti e guiderà una squadra già bel costruita dove Hayward sarà la sua spalla offensiva. Il Re, dal canto suo, "riceve in dono un buon centro come Zizic, un'ala di sistema come Crowder ma soprattutto una point guard che, in grado di risolvere le partite da solo, può inserirsi nel sistema con un approccio (forse) più "umile" rispetto a quello di Kyrie. Per Isaiah Thomas, che ha portato la croce a Boston nelle ultime stagioni, è la grande occasione di arrivare in fondo (almeno a Est) e fare quel salto di qualità personale che potrebbe portarlo a giocarsi il titolo."

Alberto Coriele

" Dopo aver "perso" George e Butler, Boston ha fatto all-in su Kyrie Irving nel tentativo concreto di candidarsi quantomeno a vincere la Eastern Conference. Per fare ciò, ha scelto la via più rapida e redditizia: indebolire la diretta concorrente. Missione compiuta, perché rafforzarsi con Irving val bene un sacrificio per Isaiah Thomas, che avrebbe chiesto il massimo salariale al termine della prossima stagione. Punta in alto Boston, che senza "tankare" riesce a riallestire una squadra da titolo (ancora lontana però dal livello di Golden State) per la seconda volta in dieci anni, pur esponendo un po' il fianco: più che Thomas, la perdita maggiore è quella relativa a Bradley e Crowder, i due sacrificati di questa estate e probabilmente i due migliori difensori presenti a roster. Cleveland ottiene un discreto contentino da questa operazione, dando il benvenuto a Thomas, le cui condizioni fisiche vanno però valutate dopo l'infortunio all'anca durante la finale di conference proprio contro i Cavs. Questa rivoluzione sembra però aprire le porte ad un probabile addio di LeBron nel 2018. "

Stefano Dolci

" Boston va all-in trovando da un lato il franchise player e dall’altro l’uomo in grado di caricarsi sulle spalle la squadra nei momenti di stagnazione offensiva. Cleveland, dal canto suo, ha quanto meno ottenuto il massimo da una situazione complicata, venutasi a creare dopo che Irving aveva pubblicamente dichiarato di non voler più restare alla corte di re LeBron. Non va nemmeno trascurato il fatto che Kyrie avesse dettato le condizioni: "Scambiatemi con i Celtics o gli Spurs, altrimenti non firmo il prolungamento. I Cavs erano spalle al muro e non va dimenticato. Certo, viene comunque da pensare che tra dodici mesi dovranno ricostruire da zero. Dubito fortemente che James resterà a Cleveland dopo la prossima stagione. E, con una scelta alta come quella dei Nets e il contratto di Isaiah Thomas in scadenza (quindi scambiabile), potranno provare a ripartire."

Daniele Fantini

" Cedere (o ritrovarsi costretti a farlo) la propria superstar alla rivale più attrezzata della propria Conference: la trade Irving-Thomas è materia talmente surreale che rimarrà argomento di discussione aperta almeno fino al termine della stagione. Sulla carta, Boston sembra la squadra ad averci guadagnato maggiormente e a candidarsi regina del mercato in un'estate che ha visto tanti giocatori importanti cambiare casacca, per spostarsi soprattutto a Ovest: con Hayward e Horford, I Celtics hanno ora i propri Big-three per puntare dritti alle Finals già in questa stagione. Con Morris e uno tra Smart/Brown/Tatum è un quintetto di tutto rispetto anche se confrontato alle potenze della Western Conference, e se la panchina si è assottigliata in confronto alla scorsa stagione, coach Stevens avrà certamente gerarchie e rotazioni più chiare in testa. Certo, c'è il rovescio della medaglia. Boston perde il proprio giocatore-immagine scoprendo il fianco a mormorii, disamoramenti e potenziali grosse critiche ma, per quanto i numeri parlino sostanzialmente di due giocatori quasi identici, è difficile prevedere un Thomas con lo stesso impatto che aveva a Boston al fianco di LeBron James, soprattutto nella gestione del pallone e nella divisione delle responsabilità nel quarto periodo, quello in cui IT alzava tremendamente il proprio livello offensivo. Già disfunzionali a livello tattico, i Cavs non migliorano con un giocatore accentratore come Thomas, anzi, dovranno anche colmare le sue enormi lacune difensive che lo hanno visto tra i peggiori nel suo ruolo nella scorsa stagione. A proposito, è più adatto l'arrivo di Crowder, un giocatore 3&D che ben si adatta al sistema di Cleveland e che potrebbe rimpiazzare l'ormai vetusto JR Smith sul perimetro. Prevedendo a questo punto il probabile (secondo) addio di LeBron a fine stagione, Cleveland si copre però le spalle per il futuro, infilando nella trade anche Ante Zizic, un ottimo prospetto, e la prima scelta dei Nets del 2018, che, con tutto il rispetto per la squadra di Brooklyn, sarà tendenzialmente alta."

Paolo Pegoraro

" Aumento della competitività a Est: questo l’effetto principale della trade Irving-Thomas che ha scosso e rimescolato i valori della Eastern Conference. Una sorta di all-in sia per i Cleveland Cavaliers che per i Boston Celtics: la squadra dell’Ohio si è assicurata l’uomo franchigia dei verdi e quel Jae Crowder che ne è stato il fido scudiero in questi anni di costante ascesa, oltre ad aver apparecchiato un futuro senza il Re con l’acquisizione della (prima) scelta 2018 dei Nets; per contro i Celtics hanno sottratto il secondo violino agli acerrimi rivali dopo aver già portato a casa un big come Hayward. Risultato? Il dominio a est sarà tutto da decifrare, quello della Lega molto meno: lassù in cima, immaginiamo, Golden State non starà affatto tremando. A Est non c’è una reale alternativa ai campioni del mondo in carica, rebus sic stantibus. "

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