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Carmelo Anthony lascia i New York Knicks e finisce ad Oklahoma City alla corte di Westbrook

Carmelo Anthony lascia i Knicks e finisce ad Oklahoma City alla corte di Westbrook

Il 24/09/2017 alle 02:05Aggiornato Il 24/09/2017 alle 02:22

Alla vigilia dello start della preseason gli Oklahoma City Thunder hanno completato la trade che porta la 33enne stella dei New York Knicks alla corte dell'MVP dell'ultima regular season Russell Westbrook, già raggiunto in estate dal forte Paul George. Anthony lascia la Grande Mela e si trasferisce ai Thunder in cambio di Kanter, McDermott e una seconda scelta dei Bulls del 2018.

L’exit strategy di Carmelo Anthony da New York è finalmente compiuta. Dopo un’estate trascorsa a rifiutare trade, l’esperta ala ha finalmente trovato una nuova squadra con la quale provare a competere per il titolo NBA: gli Oklahoma City Thunder che nella giornata di sabato hanno messo le mani sulla 33enne talentuosa ala ex Syracuse cedendo ai Knicks Enes Kanter, Doug McDermott e una seconda scelta di Chicago del draft 2018. Dopo Paul George un’altra all star lascia la Eastern Conference per approdare alla corte dell’MVP dell’ultima regular season Russell Westbrook che ora dovrà dimostrare di saper guidare una squadra dal talento offensivo sconfinato verso quel titolo che gli è sfuggito e che negli ultimi tre anni è stato appannaggio dei Golden State Warriors e dei Cleveland Cavs.

Il capolavoro di Presti

Se in queste ore tanti addetti ai lavori, al di là e al di qua dell’oceano, si stanno interrogando riguardo a come potranno coesistere Anthony-George e Westbrook, tre stelle abituate ad avere tanto il pallone tra le mani e a giocare numerosi possessi in isolamento, ciò che è innegabile è che il GM dei Thunder Sam Presti si è dimostrato ancora uno dei più scafati uomini mercato della Lega, uno capace di portare a Oklahoma City nell’arco di pochi mesi due franchise player scambiando poco più che onesti giocatori. Se George era arrivato da Indiana in cambio di Oladipo e Sabonis prendere Melo per Kanter e McDermott è, al di là di come andrà a finire, una trade capolavoro.

Anthony, che sembrava destinato ai Rockets (che non hanno però trovato società disposte a prendersi il contrattone da 60 milioni di $ in tre anni di Ryan Anderson per completare la trade) a ridosso del via della preseason ha dato ai Knicks altri tre nomi potenziali di società per le quali avrebbe rinunciato al suo potere di veto a una trade: le tre formazioni in questione erano OKC, Cleveland Cavs e Portland Trail Blazers.

I Thunder hanno lavorato a fari spenti ma hanno trovato gli argomenti giusti per far decollare la trattativa e convincere i Knicks a liberarsi del loro ingombrante uomo-franchigia. Anthony lascia dopo 6 anni, 412 gare ufficiali e oltre 10.100 punti segnati una squadra senza ambizioni ed obbligata a ricostruire da zero per provare ad uscire dalla mediocrità nei prossimi anni come i New York Knicks (che consegneranno le chiavi della squadra all’abbacinante talento del lettone Kristaps Porzingis) , e si trasferisce ai Thunder dove avrà l’occasione di non dover essere a tutti i costi il go to guy e potrà finalmente far parte di una squadra che ambisce a vincere e a ribaltare le gerarchie dell’Ovest. Sulla carta in pochi possono vantare un quintetto più talentuoso di quello di OKC, che ha tutto il potenziale per essere un’antagonista reale dei Warriors nella prossima stagione. Se i tre big three riusciranno ad amalgamarsi e a sprigionare il loro enorme talento lo scopriremo solo vivendo, di certo la sfida playoff ad Ovest sarà serratissima.

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