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Il morso dell’Unicorno: come i New York Knicks si sono compattati attorno a Porzingis

Il morso dell’Unicorno: come i Knicks si sono compattati attorno a Porzingis

Il 14/11/2017 alle 17:40

Dal nostro partner Play.it USA

E dire che non era stata un’estate semplice per i Knicks: le continue polemiche scatenate da Phil Jackson, il suo licenziamento, la scelta al draft con la numero 8 di un giovanissimo francese nato in Belgio con esperienza di panchinaro nella seria A transalpina, la firma con un contratto monstre di un giocatore dal talento sospetto come Tim Hardaway Jr, ed infine la svendita di Melo ai Thunder in cambio di Enes Kanter e Doug McDermott.

Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino, in pochi nella Grande Mela nutrivano grosse speranze in questi Knicks, che parevano all’inizio di una lenta e dolorosa ricostruzione, come di consueto non molto agevolata da pubblico e stampa locali. Invece, dopo quasi un mese di NBA, i ragazzi di Hornacek sono 7-6, sesti ad Est e perfettamente in lizza per un posto ai playoffs. I motivi? Molti. Ma riassumibili così:

Parliamo di un giocatorino da 30 punti, 7 rimbalzi e 2 stoppate a partita, capace di tirare col 51% dal campo, ed il 41% da 3. Con i suoi 220 centimetri di altezza, la velocità di piedi di un’ala piccola e il range di tiro di Steph Curry, in questo inizio di stagione il lettone ha rimesso di peso i suoi Knicks al centro della mappa NBA, riuscendo a coniugare le dimensioni di un lungo d’altri tempi alle skills richieste ai centri moderni.

Dietro di lui ed alle sue prestazioni irreali e per certi versi inaspettate, tutta la squadra ha preso fiducia: Tim Hardaway, pur sparacchiando dal campo (40%), sta dignitosamente rivestendo il ruolo di secondo realizzatore (17 punti a partita finora), Kanter si è inserito con entusiasmo nell’ambiente newyorchese portando pericolosità vicino a canestro, mentre ha mostrato lampi di talento anche il tanto bistrattato Ntilikina, ancora acerbo ma già capace di tenere il campo per buoni minuti di qualità.

Liberato dall’ingombro dell’ex coach Zen, Jeff Hornacek sta dimostrando se non altro di essere un buon “player’s coach”, capace di insegnare a ragazzi giovani e di creare il gruppo; a rileggere il roster verrebbe da dubitare sulla tenuta di un tale ritmo di vittorie per tutta la stagione, ma l’Est è terra di conquista un po’ per tutti, e con un Porzingis così i playoffs non sono più davvero una chimera.

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