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Il presente e il futuro delle coppie azzurre: quante incognite, aspettando le elezioni…

Il presente e il futuro delle coppie azzurre: quante incognite, aspettando le elezioni…

Il 16/02/2017 alle 08:37

Dal nostro partner OAsport.it

Sette mesi sono passati dalla finale olimpica di Copacabana con due italiani in campo, ma lo sport di eccellenza sulla sabbia rischia di perdere una grande occasione in Italia. Sono giorni, questi, forse mesi di incertezza totale, in attesa del congresso federale in programma a fine marzo (a stagione iniziata), per il beach volley italiano.

Nazionale, Club Italia, Campionato Italiano: le sicurezze sono pochissime, la stagione internazionale (che culminerà con i Mondiali di Vienna) è già iniziata e ad acuire il clima di incertezza è arrivata la squalifica di 4 anni per Viktoria Orsi Toth che di fatto ha estromesso in prospettiva Tokyo 2020 la giocatrice che per tre anni ha rappresentato l’Italia in giro per il mondo assieme a Marta Menegatti. Si è già giocato il primo torneo importante della stagione a Fort Lauderdale e Lupo/Nicolai, al rientro dopo Rio, hanno confermato con un buon quinto posto di essere nell’elite del beach volley mondiale, Ranghieri ritroverà Carambula dal prossimo torneo e proveranno a restarci, nell’elite, mentre in campo femminile si riparte quasi da zero con Becky Perry (ferma da sei mesi, dopo il ritorno negli States post Olimpiadi e un intervento al ginocchio) al momento non all’altezza di Menegatti.

Di fatto la Nazionale di beach volley è un’entità che andrà lentamente scomparendo o comunque sarà sempre più ristretto. Al momento gli unici atleti che fanno parte della Nazionale azzurra sono Paolo Nicolai e Daniele Lupo che sono allenati da Matteo Varnier e dal suo staff, il cui lavoro viene finanziato e organizzato direttamente dalla Fipav.

Tutti gli altri sono team privati, due dei quali usufruiscono di un contributo federale per proseguire la loro attività a livello internazionale (è bene ricordare che i premi vinti nei vari tornei vengono incassati direttamente dai giocatori). Alex Ranghieri e Adrian Carambula, coppia numero 2 italiana, dunque, ha spostato la sede di allenamento da Roma a Formia ed è seguita da un tecnico venezuelano, ex giocatore, Carlos Cartaya. Marta Menegatti riceve il contributo della Fipav e si è scelta l’allenatore, Lissandro (che ha chiuso il 31 dicembre scorso il rapporto con la Federazione Italiana) e la compagna, Becky Perry.

Ci sarebbero, in campo maschile, anche Rossi (che ha svolto due settimane di allenamento con Carambula, mentre Ranghieri era negli States) e Caminati (che ha disputato il Major Series con Ranghieri) ma per loro non è prevista al momento alcuna sovvenzione federale, così come in campo femminile per Zuccarelli e Giombini, mentre la quinta azzurra, Monica Lestini ha abbandonato momentaneamente la sabbia per disputare il campionato indoor di A2. E poi c’è il Club Italia che si allena sempre a Formia sotto la guida di Ettore Marcovecchio e Caterina De Marinis con due ragazzi, Jakob Windisch e Paolo Cappio e cinque ragazze, Reka Orsi Toth, Chiara They, Anna Piccoli, Claudia Scampoli e Dalila Varrassi, tutti nati fra il 1998 e il 2000 che rappresentano il futuro dell’Italia del beach ma che per il presente hanno come obiettivo solo manifestazioni internazionali giovanili.

L’altro problema annoso, ormai, è il Campionato Italiano. Una volta questa manifestazione itinerante contribuiva (con la presenza di sponsor e, di conseguenza, montepremi cospicui) alla crescita del livello medio delle coppie più forti che si preparavano per buona parte dell’anno con l’obiettivo di essere protagoniste in estate. Ora il livello intermedio, come quello elevatissimo, è numericamente insufficiente, perché i potenziali giocatori di qualità non sono stimolati a spendere il supplemento estivo di energie sulla sabbia quasi solo per la gloria. Manca il ricambio, quello che c’è in tanti paesi leader del movimento europeo (senza scomodare Usa e Brasile, che sono mondi a parte): basti pensare a Germania o Svizzera (dove i circuiti nazionali sono di buon livello) o Polonia (che ha attuato un progetto speciale di qualità per i giovani negli anni scorsi). Basterà la creazione della Lega Italiana Beach Volley (che ha ambizione di gestire il campionato italiano dopo aver creato il campionato per società) a rinvigorire questa manifestazione che negli ultimi anni ha perso smalto fino alla controversa edizione dello scorso anno con rinunce, proteste e un’organizzazione approssimativa e contestata dai giocatori stessi?

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