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Ancelotti tra passato e futuro: "Volevo smettere, a Cardiff tiferò per chi gioca meglio"

Ancelotti tra passato e futuro: "Volevo smettere, a Cardiff tiferò per chi gioca meglio"

Il 19/05/2017 alle 09:23

Dal nostro partner Agenti Anonimi

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera l’allenatore italiano Carlo Ancelotti, ora al Bayern Monaco, parla a ruota libera di passato e futuro. Prima parla del possibile triplete della Juventus, suo ex club: “Ma lo sa quante squadre hanno fatto il triplete? Il Bayern nel 2013, l’Inter nel 2010, il Barcellona due volte e poche altre. È un’impresa, ma la Juve è messa bene: la Coppa Italia era uno snodo delicato e l’ha superato di slancio“. Con l’ultima Bundesliga vinta, Carletto ha raggiunto i 19 trofei in cinque nazioni diverse: “Diciamo che non ho trovato squadre scarse: Milan, Chelsea, Psg, Real, Bayern. Ma comunque mi inorgoglisce, anche perché quando sono andato via dall’Italia avevo un po’ di preoccupazione: io in vacanza all’estero volevo sempre tornare a casa prima possibile… E invece sono ancora qui: il calcio ormai è universale“. Poi racconta un retroscena: “Dopo un Pescara-Reggiana 4-1 ho detto al mio assistente: “Ho deciso, smetto”. Lui mi ha risposto: “Sei matto, tieni duro”. Ho tenuto duro.”

" Tutti hanno visto cosa è successo a Madrid"

Tornando a parlare di Champions League, l’eliminazione ai quarti con il Real Madrid ha lasciato l’amaro in bocca: “E’ stata un’ingiustizia. Nella storia rimarrà che il Real ha battuto il Bayern. E basta. Ma quello che è successo a Madrid al ritorno lo hanno visto tutti. E non è stato qualcosa di normale. Mettiamo la Var, perché è necessaria“. Sulla finale di Cardiff non si sbilancia: “La guarderò con grande interesse, simpatizzando per chi giocherà meglio. La Juve per me è soprattutto Buffon, che è stato un mio giocatore: la vittoria sarebbe il coronamento di una carriera stratosferica. E Andrea Agnelli era un ragazzo quando c’ero io: la Juve con lui è tornata ad essere un modello, grazie anche allo stadio“. La Juventus potrà contare su una difesa di ferro: “Un sistema di gioco che si può sviluppare solo per il sacrificio dei giocatori e questo spinge tutti a dare di più, un po’ come il mio Milan dei trequartisti. Devo dire che Mandzukic per me è qualcosa di sorprendente: tenace lo è sempre stato, però è diventato tatticamente perfetto“. Occhio però a sottovalutare il Real Madrid: “Non so chi la spunterà, ma sarà molto equilibrata. Le due squadre si assomigliano come idea di gioco: forse gli spagnoli hanno più qualità e la Juve più solidità“.

" Il Bayern guarda al futuro"

Sul futuro del Bayern non si lascia andare a nessuna anticipazione: “Non ci sarà nessuna rivoluzione, il gruppo è molto solido. Smettono Lahm e Alonso, ma i giovani crescono“. Sul mercato italiano è chiaro: “Il mercato è caro dappertutto. E in Italia stanno uscendo giocatori di qualità, anche per il prossimo Mondiale: Verratti è maturato, come Insigne. È uscito Gagliardini e la difesa è sempre granitica“.

" Guardiola non ha fallito"

Conte ha dominato la Premier League con il suo Chelsea, ma secondo Ancelotti il tecnico dei Citizens Guardiola non può essere considerato un flop: “Quando sposi Guardiola non sposi un risultato, ma un’idea, una filosofia. Quindi devi andare avanti. Conte ha fatto il miracolo, perché è riuscito a motivare una squadra, cambiandone completamente la filosofia e passando ai 3 difensori. La sua forza è quella di essere convincente“. In Italia le milanesi fanno sempre più fatica: “Il Milan non è partito per vincere il campionato, mentre l’Inter ha fatto investimenti importanti. E ha deluso”. Il Milan in questa stagione ha perso Berlusconi: “Mi fa pensare che tutte le cose hanno un inizio e una fine: anche il miglior presidente nella storia rossonera. Mi auguro che i nuovi abbiano le potenzialità per riportare in alto il Milan e per farlo servono i soldi: le idee contano, ma sei vuoi Higuain e non hai i soldi, come lo prendi?“.

Video - Il Bayern Monaco di Carlo Ancelotti all'Oktoberfest 2016

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