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Müller ora difende Ancelotti: "Non deve essere il nostro capro espiatorio"

Müller ora difende Ancelotti: "Non deve essere il nostro capro espiatorio"

Il 12/10/2017 alle 11:15Aggiornato Il 12/10/2017 alle 11:19

Dietrofront a sorpresa per l'attaccante del Bayern, uno di quelli che avrebbe spinto per l'esonero dell'allenatore emiliano.

Hummels, Boateng, Müller, Ribery e Robben: questi i cinque senatori che avrebbero spinto per l'esonero di Carlo Ancelotti, diventato realtà lo scorso 28 settembre. Oggi però uno di questi, Thomas Müller, a sorpresa prende le difese del tecnico italiano. Parlando a margine di un evento commerciale l'attaccante bavarese torna quindi suoi propri passi, invitando tutti a non puntare il dito solo contro Ancelotti ma allargando il discorso a tutta la squadra.

" Molti dei nostri problemi vengono creati dalla squadra, che non ha mostrato il livello che le persone si aspettano. Dobbiamo essere realistici, e Carlo Ancelotti non dovrebbe essere considerato il capro espiatorio"

Le origini del diverbio

Nelle settimane precedenti all'esonero, i rapporti tra Carlo Ancelotti e la cosidetta "vecchia guardia" dello spogliatoio del Bayern si erano fatto molto tesi: con Müller soprattutto non era mai "scattata la scintilla" e ai continui mugugni dello stesso l'allenatore emiliano aveva risposto per le rime ("Non posso garantire il posto a nessuno e questo vale anche per lui"). Ora che le parti si sono separate però la frattura sembra ricomposta.

Nuova era Heynckes

" La speranza è che il cambio di allenatore ci consenta di ottenere risultati migliori. Per questo c'è stato il cambio. Abbiamo ottimi ricordi di Heynckes, con cui abbiamo vinto il triplete. Però dobbiamo essere consapevoli del fatto che alcune nostre prestazioni potrebbero essere criticate. Dobbiamo fare un passo dopo l'altro. Non è che all'improvviso giochiamo un calcio spaziale"

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