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De Laurentiis, non ha senso prendersela con Sarri: è grazie a lui che il Napoli ha sognato

De Laurentiis, non ha senso prendersela con Sarri: è grazie a lui che il Napoli ha sognato

Il 16/02/2017 alle 09:55

Lo sfogo del presidente del Napoli contiene alcune verità, ma parte da un presupposto sbagliato: pensare che siano state le scelte dell’allenatore a determinare una sconfitta decisa dall’enorme divario qualitativo patito nei confronti del Real Madrid.

Uno ad uno. Prendeteli uno ad uno, dal portiere al centravanti. Chi scegliereste? Meglio Keylor Navas o Pepe Reina? Meglio Hysaj o Carvajal? La coppia Albiol-Koulibaly o Varane-Ramos? E tra Marcelo e Ghoulam? Continuate pure con il centrocampo, confrontando il trio composto da Zielinski (classe 1994), Diawara (1997) e Hamsik (1987) con Modric, Casemiro e un campione del mondo come Kroos.

Poi sì, ci sarebbe anche l’attacco. Lì dove il Real Madrid poteva schierare il quattro volte vincitore del Pallone d’Oro Cristiano Ronaldo, ma anche Benzema e il miglior giocatore dell’ultimo Mondiale, James Rodriguez. Dall’altra parte, Insigne, Mertens e Callejon. Insomma, se doveste comporre la vostra formazione ideale, quanti giocatori prendereste dal Real Madrid e quanti invece dal Napoli?

Benzema e James Rodriguez

Benzema e James RodriguezAFP

Perdonate l’abuso di punti interrogativi, ma il nocciolo della questione è questo. E ci obbliga a riconsiderare il 3-1 del Bernabeu da un’altra prospettiva. Giungendo a conclusioni poco conciliabili con lo sfogo di Aurelio De Laurentiis nel post-partita. Perché sì. Se l’undici del Napoli non fosse stato alimentato dal gioco di Maurizio Sarri, non ci sarebbe nemmeno stata partita. Ma non solo. Non staremmo qui a parlare di rimonta possibile al San Paolo. O nessuno sano di mente avrebbe potuto credere nell’impresa del Napoli in Spagna.

Inutile girarci attorno. Il segreto del Napoli non sta nei numeri eccezionali di Mertens, nemmeno nelle prestazioni di Hamsik e nella corsa di Callejon. È il gioco di Sarri che ha permesso ai partenopei di arrivare a Madrid alimentati da una splendida - e non irrazionale - illusione. E dichiarazioni come quelle di mercoledì sera non rendono onore al presidente partenopeo, l’altro vero segreto di una squadra che in un decennio è passata dalla vecchia C1 alla Champions League. Perché se è innegabile che ad alcuni sia mancata la “cazzimma” e si può per certi versi sostenere che il Real Madrid avrebbe potuto segnare anche cinque gol, è altrettanto palese che non si potesse rinunciare a Mertens nel ruolo di prima punta (l’ingresso scialbo di Milik ne è la controprova). Pavoletti avrebbe forse fatto meglio? Ma non scherziamo...

Casemiro

CasemiroAFP

Il Napoli non ha perso al Bernabeu per colpa del gioco, della mancata sperimentazione precedente o per scelte di formazione sbagliate. Non è andato al tappeto nemmeno soltanto per la mancanza di cazzimma di alcuni singoli. È stato battuto perché il Real Madrid è più forte e nemmeno di poco. Non economicamente, non storicamente. Ma tecnicamente. Al punto da riuscire a rimettersi in piedi nel momento più difficile della partita grazie a un gol di Benzema servito come un cioccolatino da un cross preciso al millimetro di Carvajal. Quello che, nella rosa dei novelli Galacticos, è qualcosa di simile a un autentico signor nessuno. E a dare la mazzata finale ci ha pensato Casemiro, altro elemento più quantitativo che qualitativo della rosa. Come? Con un tiro perfetto e al volo dai 30 metri. Quelli scarsi, nel Real, giocano così...

Ma, in fondo, un motivo per sorridere c’è. È pensare che, alla fine dei conti, tutto il mondo è paese. Perché sì, Florentino Perez farebbe di tutto per non vedere mai Carvajal e Casemiro in campo dal primo minuto. Evidentemente non sono soltanto i nostri presidenti a pensarla diversamente dall’allenatore dei turno...

Video - Il riscatto di Callejon: da scarto del Real, torna a Madrid da highlander

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