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Le 5 verità che ci ha lasciato Barcellona-Juventus

Le 5 verità che ci ha lasciato Barcellona-Juventus

Il 20/04/2017 alle 11:59

I bianconeri conquistano una semifinale meritatissima, regolando il Barcellona nella doppia sfida tra Juventus Stadium e Camp Nou. Due partite che ci hanno detto tante cose: ecco le più importanti.

1) Mes que favoriti

La Juventus esce indenne da Barcellona e lo fa con il piglio della squadra che non ha niente da temere, da chi è “sopravvissuto” con pieno merito all’onta dell’attacco più forte d’Europa. Siano queste Real Madrid, campione del mondo in carica; Atletico Madrid, semifinalista in tre delle ultime quattro edizioni; Monaco dei giovani in grado di sorprendere l'Europa, la prestazione del Camp Nou ci ha detto che adesso sono le altre a dover temere i bianconeri; sono le altre tre a dover fare i conti con chi andare a Cardiff. L’undici di Massimiliano Allegri si è espresso ai massimi livelli e ha saputo leggere ogni situazione pericolosa, fosse questo quel Messi-Suarez-Neymar che ha messo i brividi alll’Europa intera o lo stesso undici che in casa aveva steso ogni pretendente. La Juve è matura e non ha più paura. Ed è questa la grande forza dei bianconeri.

2) Difesa, che meraviglia

Sottovalutata per decenni di fronte allo spettacolo del tiki-taka, l'arte del saper difendere è passata spesso inosservata. Di fronte soprattutto ai bagordi di attaccanti magnifici. Fossero questi Neymar, Messi, Suarez, Ronaldo e chi piú ne ha piú ne metta. Difendere, però, come detto, è arte e capacià tanto nobile quanto essenziale. E nessuno come la Juventus in Europa é cosí abile nell'offrire una filosofia troppo spesso bistrattata, ma in realtà di rara sapienza calcistica. Probabilmente di meno appeal rispetto al Barcellona che aveva saputo ammaliare, attrarre, sedurre l'intero mondo del pallone; ma di altrettanto valore, per chi pensa che il pallone, appunto, vada al di là di un gol, di una giocata puramente estetica. La Juventus esce dalla doppia sfida col Barcellona senza alcun gol subito. E se questa per voi non è un'impresa degna di nota, probabilmente dovreste cambiare canale.

3) L'intelligenza di saper aspettare

E se la difesa è l'arte mostrata dalla Juventus in questo scontro, il pragmatismo, la capacita di saper leggere le situazioni ed adattarsi a ciò che si ha davanti, è il grande talento mostrato dalla Juventus in questi quarti di finale. Non è da tutti sapere contenere avversari scomodi. Non è banale sapere regge l'urto di uno stadio che del miedo escenico (il PSG ne sa qualcosa) ha fatto la sua grande forza. La Juventus di Allegri è anche questo: una squadra matura, intelligente, capace di intrattenere sotto il profilo di chi non va oltre il gol, di produrre una giocata percepibile anche dagli occhi di chi normalmente è abituato ad esaltarsi di fronte a una rete che si gonfia. Banalità per i più, qualità per chi ha saputo trasformare le letture difensive in qualcosa di piú di una semplice gestione del risultato.

Video - La Juventus difende con gioia: ecco perché adesso fa paura a tutti

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4) Barcellona, fine di un'era

Per anni hanno incantato, espresso quel tipo di calcio in grado di catturare, intrattenere, sedurre l'intero mondo calcistico. Il Barcellona di oggi, peró, non é piú la macchina perfetta in grado di saper pressare, aggredire nella metá campo altrui come sapeva fare una volta. Una squadra capace di puntarti il coltello alla gola, di levarti il fiato, ancor prima di iniziare la propria manovra offensiva. Il Barcellona di Luis Enrique é un punto lontano rispetto all'epopea di Guardiola. L'avevamo intuito ancor prima di questa doppia sfida; la Juventus lo ha portato alla luce agli occhi dell'intera Europa.

5) Pjanic, che crescita

Criticato inizialmente, partito in sordina, senza entusiasmare. Ma dal passaggio al 4-2-3-1 Miralem Pjanic si é preso la Juventus. Regista é riduttivo: playmaker offensivo e baluardo in mediana, in coppia con quel Khedira che mancherá nell'andata delle semifinali. "Pjanic é uno dei migliori centrocampisti d'Europa" ha sentenziato Allegri al termine della sfida del Camp Nou. Innegabile che il bosniaco sia cresciuto in personalitá e ora abbia le qualitá per guidare la Juventus nel proprio decisivo cammino europeo, in un esame di maturità passato a pieni voti nell’università del Camp Nou.

Video - Da Del Piero a Gerrard, coro di elogi per l’impresa della Juventus contro il Barcellona

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