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Le pagelle di Barcellona-Juventus 0-0

Le pagelle di Barcellona-Juventus 0-0: Bonucci monumentale, Suarez inesistente

Il 19/04/2017 alle 22:57Aggiornato Il 20/04/2017 alle 12:02

Il migliore al Camp Nou è un monumentale Bonucci, protagonista assoluto nella straordinaria difesa bianconera che ipnotizza i blaugrana e sale a 531' di imbattibilità nella competizione: Neymar è il migliore dei suoi, Messi sbaglia troppo.

Barcellona

Marc-André TER STEGEN SV – Mai impegnato dalla Juventus. Peccato per lui che, di questi 90’ di totale serenità, se ne faccia ben poco.

Sergi ROBERTO 5,5 – Torna nel ruolo di terzino destro, ma non se lo fila nessuno. Si fa vedere soltanto nel secondo tempo con un bel sinistro che esce di un nulla.

Dal 32’ st Javier MASCHERANO SV - Entra in un quarto d'ora semplicemente inutile.

Gerard PIQUE’ 6 – Inizia male, chiude da attaccante aggiunto. Emblema dell’orgoglio catalano che, a differenza di sette anni fa contro l’Inter, non ha nemmeno la soddisfazione di marchiare con un gol la remuntada mancata.

Samuel UMTITI 6 – Sollecitato in poche occasioni, non fa nulla per agevolare la vita agli attaccanti bianconeri.

Umtiti Bonucci Piqué Barcellona Juventus 2017

Umtiti Bonucci Piqué Barcellona Juventus 2017LaPresse

Jordi ALBA 5,5 – Tante sovrapposizioni per agevolare il lavoro di Neymar, poche palle giocabili negli ultimi venticinque metri. E Cuadrado lo fa penare non poco in ripartenza.

Ivan RAKITIC 5 – Due anni fa, è stato la linfa vitale che diede la sveglia al ciclo blaugrana. Adesso, sembra tremendamente sfiorito. Dopo un quarto d’ora, Neymar gli mette sul piede una palla buona. La spreca e, pian piano, se ne esce dalla partita.

Dal 13’ st Paco ALCACER 5,5 - Utile come arma tattica, ben poco come soluzione offensiva negli ultimi venti metri. Contro questa Juventus, serviva molto di più.

Sergio BUSQUETS 6,5 – La sua presenza in campo fa tutta la differenza del mondo in fase di recupero palla ed impostazione. Con lui, il Barcellona gioca 10-15 metri più alto. Ma l’organizzazione della Juventus frustra anche la sua abilità tattica.

Andrés INIESTA 6 – Gioca una cinquantina di palloni e ne spreca pochissimi. Lo scarso movimento offensivo, però, rende le sue intuizioni quasi del tutto inutili.

Lionel MESSI 5 – La pagella più difficile della partita. Nel giudizio finale, deve prevalere la voglia di fare che lo vede al centro di tutte le iniziative blaugrana o i due clamorosi errori nelle due chance migliori del Barcellona? In una serata del genere, arrivare alla sufficienza è difficile.

Luis SUAREZ 4 – La delusione della serata. Fino all’ingresso di Alcacer, pare quasi dannoso alla causa. Ma, anche nell’ultima mezz’ora, non va oltre una palla recuperata su un disimpegno errato da Alex Sandro. Letteralmente cancellato dal campo.

NEYMAR 6,5 – Il migliore per distacco dei suoi. Si spegne nel finale, quando i tentativi di rimonta si schiantano contro il muro bianconero. Ma è l’ultimo ad arrendersi, sembrando anche molto più in palla del resto della squadra.

All.: Luis ENRIQUE 5,5 – La stecca era giunta a Torino, questa volta c’era ben poco da fare. Se non altro, i suoi non deragliano. Ma è davvero una magrissima consolazione.

Giorgio Chiellini contro Luis Suarez

Giorgio Chiellini contro Luis Suarez Getty Images

Juventus

Gianluigi BUFFON 6 – Alla fine dei conti, viene impegnato soltanto da un sinistro di Messi nel primo tempo e in un corner mal smanacciato nella ripresa. Chi l’avrebbe mai detto?

Dani ALVES 7 – I campioni si vedono in occasioni come questa. Prende in consegna Neymar, lasciando fuori dal campo ogni velleità offensiva. E, alla lunga, argina nel migliore dei modi il rampante connazionale. Prezioso.

Leonardo BONUCCI 8 – Monumentale. Inizia con il piglio giusto, chiudendo ogni varco ai tagli di Neymar. E chiude senza mai una sbavatura. Match da grandissimo difensore, capace d’esaltarsi nelle occasioni più importanti.

Giorgio CHIELLINI 7,5 – La vendetta è un piatto che va servito freddo. In due partite, ha letteralmente cancellato Luis Suarez dalla contesa. Semplicemente impeccabile.

2017, Chiellini, Neymar, Barcellona-Juventus, Getty Images

2017, Chiellini, Neymar, Barcellona-Juventus, Getty ImagesGetty Images

Alex SANDRO 6 – Non attacca mai e viene sollecitato altrettanto in fase difensiva. Si complica solamente la vita nell’occasione che costa il giallo a Khedira, per il resto la sua è una serata abbastanza tranquilla.

Miralem PJANIC 6 – Primo tempo di classe a due passi da Iniesta, secondo tempo di pura sofferenza. Nel complesso, una prova di maturità per un centrocampista spesso accusato di essere troppo leggerino per certe partite.

Sami KHEDIRA 6 – Partita di grande intelligenza tattica e altrettanta sofferenza. Palla al piede, si vede soltanto nel finale, quando è in palpabile debito d’ossigeno. Il giallo rimediato gli costerà la semifinale d’andata, poco male.

Juan CUADRADO 6,5 – Spreca tanto con la palla tra i piedi, compresa l’occasione che potrebbe chiudere il match in avvio di ripresa. Ma ogni volta che la Juve deve ripartire, lui c’è.

Dal 37’ st Mario LEMINA SV – Entra per rinsaldare la difesa.

Paulo DYBALA 6 – Impreziosisce i pochi palloni a disposizione con giocate di classe, sacrificandosi parecchio anche in fase difensiva. Chiude in calando e viene sacrificato per un cambio di copertura. Dopo i fasti dell’andata, una prestazione di pura umiltà tattica.

Dal 29’ st Andrea BARZAGLI 6 – Un quarto d’ora d’esperienza per calmare definitivamente gli ardori blaugrana.

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Mario MANDZUKIC 6 – Tanta fase difensiva, quasi inesistente quando la Juventus si distende in contropiede. Lui e il dirimpettaio Sergi Roberto paiono abbastanza isolati dal fulcro della contesa.

Gonzalo HIGUAIN 5,5 – Mezzo voto in meno per le due palle sprecate in avvio di partita e qualche imprecisione in ripartenza. Continua l’astinenza dal gol in Europa, ma visto l’isolamento della serata non c’è affatto da biasimarlo.

Dal 43’ st Kwadwo ASAMOAH SV – L’estrema mossa difensiva di Allegri.

All.: Massimiliano ALLEGRI 7 – Aveva chiesto lucidità e lucidità ha avuto. Come? Merito della migliore organizzazione difensiva d’Europa. E dire che, ridenddo e scherzando, si è presentato al Camp Nou con le quattro punte. Tre mesi fa gli avremmo dato tutti del matto. Ora, questa lucida follia, si sta trasformando in qualcosa di grande. Grandissimo.

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