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Da Bonucci e Donnarumma fino a Chiesa ed un nuovo ct: che Italia sarà il 27 marzo a Wembley?

Da Bonucci e Donnarumma fino a Chiesa ed un nuovo ct: che Italia sarà il 27 marzo a Wembley?

Il 15/11/2017 alle 12:55Aggiornato Il 15/11/2017 alle 15:14

Ufficializzata ieri l'amichevole degli Azzurri a Wembley il prossimo 27 marzo contro l'Inghilterra: in attesa che venga confermato l'impegno con l'Argentina (24 marzo?), sarà questo il punto di ri-partenza della nuova Italia. Proviamo ad immaginare dunque quale potrà essere la struttura della nostra nazionale dal 2018.

Ieri, durante l’inevitabile sconforto generale che ha fatto seguito alla catastrofica eliminazione degli azzurri dal prossimo Mondiale, è stata confermata l’amichevole che l’Italia, la nuova Italia, disputerà il prossimo 27 marzo a Wembley (Londra) contro la nazionale inglese, che sarà sì lanciata verso il Mondiale. Molto probabilmente non sarà questo il primo impegno degli azzurri nel 2017, che il 24 dello steso mese dovrebbero vedersela, sempre in amichevole, contro l’Argentina di Jorge Sampaoli (in attesa di conferme su data e luogo). È questo un orizzonte che ci permette, almeno per qualche momento, di staccare la spina dai cattivi pensieri e di proiettare lo sguardo sul futuro. Che non è mai una brutta idea dopo una delusione così.

Che Italia vedremo a marzo contro Argentina ed Inghilterra?

Prendiamo come data di riferimento il 27 marzo a Wembley, in quanto già confermata rispetto all’amichevole con l’Albiceleste. Ebbene, è inevitabile che sulla panchina dell’Italia siederà un nuovo allenatore. Tutti gli indizi attuali sembrano portare verso Carlo Ancelotti, disoccupato di lusso che rappresenterebbe un volto di prestigio per dare impulso alla ripartenza. Attenzione però, perché Ancelotti, come scrive oggi il Corriere, potrebbe essere anche l’asso nella manica di Carlo Tavecchio per restare alla guida della Federcalcio. È chiaro ed inevitabile che, a Carletto oppure a chiunque altro prenda possesso della carica di commissario tecnico, non si potranno chiedere risultati o risposte immediate. Sarà un processo lungo, lento, che richiederà pazienza e lavoro certosino. In primis perché, prima di marzo, un eventuale nuovo allenatore avrà pochi punti di contatto con la rosa. Ma poco importa il risultato: conterà più che altro mettere la prima pietra di un percorso che porterà la nouvelle vague italiana verso l’esordio in Nations League (settembre 2018, sorteggio a gennaio 2018) e successivamente all’inizio delle qualificazioni per Euro 2020, nel marzo 2019. A questo appuntamento sarà fondamentale presentarsi con un gruppo collaudato, al lavoro da almeno un anno con il commissario tecnico designato.

L'ipotetica nuova formazione dell'Italia: si riparte al 4-3-3

Ipotesi nuova Italia 4-3-3, Eurosport

Chi resta?

Prima di buttare il bambino con l’acqua sporca, va considerato che qualcosa da salvare in questa nazionale c’è. Se tre senatori hanno già comunicato il loro addio (Buffon, De Rossi e Barzagli), di sicuro ci sarà Leonardo Bonucci, ora 30enne e probabile nuovo capitano. Non impossibile la presenza anche di Giorgio Chiellini, che al prossimo Europeo del 2020 avrà però 36 anni e non ha ancora chiarito la sua posizione in merito al futuro in maglia azzurra ma è più probabile che il classe 1984 propenda per l'addio. Il discorso legato alla vecchia guardia si esaurisce sostanzialmente qui, ma sono diversi i nomi che continueranno a gravitare in orbita azzurra anche in futuro: partendo dall’attacco, che avrà Andrea Belotti come uomo cardine in attacco. È forse questo il reparto più leggero, che avrà ancora Ciro Immobile e poi tanti punti di domanda, a partire dalla resa di Simone Zaza, che si è espresso ad altissimi livelli in questi primi mesi con il Valencia e dovrà confermare questo stato di forma fino ad una possibile promozione di Cutrone, che sta bruciando le tappe anche in Under 21. Una ripartenza dovrà poi contare inevitabilmente sulla linea dei nati negli anni ’90: quindi Donnarumma, Perin, Rugani, Spinazzola, Zappacosta, Romagnoli, Florenzi, Jorginho, Gagliardini, Verratti, Bernardeschi, El Shaarawy, Insigne. Tolto lo scudo protettivo dei senatori, ciascuno di questi giocatori è atteso ad un salto di qualità notevole: si fonderà qui la base della nuova Italia.

Florenzi - Italy-Sweden - FIFA 2018 World Cup Playoff - LaPresse

Florenzi - Italy-Sweden - FIFA 2018 World Cup Playoff - LaPresseLaPresse

Chi esce?

Detto della vecchia guardia (Buffon, De Rossi e Barzagli), sono tanti i nomi che potrebbero essere messi da parte, un po’ per età ed un po’ per dare davvero inizio ad un nuovo corso. Difficile ci sia spazio per giocatori come Candreva, Parolo, Astori, D’Ambrosio ed Eder, giocatori a cavallo dei 30 anni, non indispensabili, che arriverebbero ai prossimi appuntamenti non più giovanissimi. Da valutare gli uomini Premier come Darmian e Gabbiadini, entrambi relativamente giovani ma sicuramente non brillanti nei playoff e poco convincenti in generale nell'ultimo periodo. Diverso il discorso per Marchisio, una volta colonna del centrocampo ed ora ai margini dopo i numerosi infortuni: anche per lui sarà difficile ritrovare spazio in azzurro.

Chi potrebbe entrare?

Lo spazio per sperimentare c’è, l’orizzonte resta fisso sulla pausa dei campionati a marzo, da cui comincerà un nuovo cammino azzurro. Sono diversi i giocatori in rampa di lancio, a partire da Mattia Caldara, inspiegabilmente ignorato dopo aver concluso in estate il suo ciclo in Under 21. In queste stagioni a Bergamo ha sicuramente mostrato sicurezza ed affidabilità tali da garantirgli uno spazio in nazionale. Tanto nomi possono poi rientrare in corsa: ad esempio Andrea Conti, frenato da un infortunio grave ma già sulla via del rientro, così come Emerson Palmieri, brasiliano di nascita ma di passaporto italiano, vicino a tornare in campo dopo la rottura dei legamenti il 29 maggio scorso nel Totti-day. Il rendimento con la Juventus potrebbe anche rivalutare la figura di Mattia De Sciglio, risucchiato in una spirale negativa che gli ha fatto perdere un posto che in azzurro sembrava per lui sicuro. Più ricca la scelta a centrocampo: Pellegrini, che tanto bene sta facendo con la Roma, è una pedina che entrerà in pianta stabile in nazionale maggiore. Insieme a lui, vanno presi in considerazioni giovani in rampa di lancio come Barella, Locatelli, ma soprattutto Federico Chiesa, che è più che mai pronto per una maglia da titolare anche tra i grandi. Fame e voglia di emergere contraddistinguono il figlio di Enrico fin dai suoi primi passi in Serie A e la nazionale maggiore è un porto d’approdo inevitabile.

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C’è anche Brian Cristante, classe 1995, rinato sotto la cura di Gasperini dopo le esperienze disastrose al Benfica, al Palermo ed al Pescara, come centrocampista a cui far riferimento per le future convocazioni. Fuori dal giro anche Benassi, storico capitano dell’ultima Under 21, che potrebbe comunque sperare di recuperare una maglia tra i grandi. Non è da escludere nemmeno che un giocatore di qualità come Bonaventura, libero da problemi fisici, possa far parte del gruppo.

Una base su cui lavorare c'è, l'orizzonte è ampio ma è fondamentale non perdere tempo ulteriore. La tappa intermedia sarà Euro 2020, il primo traguardo da non sbagliare, per una generazione che non sarà già più giovane, il Mondiale invernale in Qatar nel 2022.

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