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Paulo Dybala: "La vita di un calciatore è bella sul campo ma dietro le quinte siamo uomini soli"

Dybala: "La vita di un calciatore è bella sul campo ma dietro le quinte siamo uomini soli"

Il 06/12/2017 alle 12:30Aggiornato Il 06/12/2017 alle 12:48

Paulo Dybala, la vita di un calciatore fuori dal campo, i sogni di un ragazzo e i desideri di un campione. A queste domande risponde la Joya su Vanity Fair spulciando tra i ricordi, segnando già i nuovi obiettivi. Volare con la testa pur avendo i piedi ben piantati in terra, su un rettangolo verde.

Paulo Dybala si confessa a Vanity Fair, un viaggio alla scoperta delle peculiarità del Dybala uomo, più di quelle che caratterizzano la Joya come calciatore.

Un’intervista introspettiva che parte dai ricordi del calciatore argentino fino ad arrivare al presente e agli obiettivi con la Juventus e con la nazionale.

" Dio ci dà un dono, ma poi quel dono va lavorato. Ne ho visti tanti di fenomeni nei settori giovanili. Ragazzi di cui dicevano: Se solo avesse avuto la testa, avrebbe potuto essere Maradona o Messi. Ecco, io ho lavorato soprattutto per evitare questo"

Ogni gol è per papà Adolfo

" È morto per un tumore, quando avevo 15 anni. Fu un dolore fortissimo. Nei mesi precedenti non riusciva più a venirmi a trovare e il club mi fece andare a casa per un po’ di tempo. Sei mesi erano troppo pochi e mi venne la tentazione di mollare tutto.(…) Forse un giorno lo ritroverò o forse no, a papà però penso sempre e gli dedico tutti i miei gol"

I calciatori sono uomini soli

Dybala continua a raccontare e spulciare gli istanti della carriera e quando gli viene chiesto come si possa diventare un calciatore vincente, la Joya non ha dubbi: il rovescio della medaglia non è sempre bellissimo.

" Quando abbiamo un pallone tra i piedi, noi calciatori siamo felicissimi. Quello che succede dietro, nel retropalco, spesso non è proprio bellissimo. Chi diventa un calciatore quando arriva al mio livello? Il più delle volte un uomo molto solo"

Il ragazzo di Laguna Larga che sogna il Pallone d’Oro

Ogni ragazzino che inizi a giocare a calcio sogna la nazionale, i mondiali e...il Pallone d’oro. Non potrebbe essere da meno chi, come Dybala, conosce le proprie potenzialità e sa bene come usarle al meglio per raggiungere gi obiettivi fissati.

" Quando ci riunivamo intorno al fuoco, da bambini, d’estate con i miei amici, espressi il desiderio di vincere il Pallone d’Oro (…) Vincerlo sarebbe un messaggio importante per tanti bambini. Per tutti quelli che nati in un piccolo posto lontano dai grandi centri possono sperare di poter raccontare una storia simile alla mia"

Dybala e la nazionale albiceleste, un sogno mondiale

Dai desideri individuali a quelli di squadra, quelli mondiali. Si perchè lui in Russia ci sarà e sarà pronto a dimostrare di che pasta è fatto. E pensare che qualche anno fa avrebbe potuto far parte della compagine azzurra...

" Mi è stato chiesto di vestire l’azzurro e sono stato molto grato. Avevo 19 anni e rispondere "no, grazie" fu dura. Ma sono argentino e sarebbe stato un inganno"

Video - È l'anno di Dybala: tra Juventus e Argentina la Joya vuole tutto

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