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Europa: dal campionato «poco allenante» segni di vita (e di Dzeko, soprattutto)

Europa: dal campionato «poco allenante» segni di vita (e di Dzeko, soprattutto)

Il 17/02/2017 alle 07:41

Sono tutti vivi, Napoli compreso e nonostante il risultato col Real Madrid. In attesa della Juventus, bene Fiorentina e Roma

L’eliminazione diretta è tutta un’altra musica. Champions League, andata degli ottavi. Europa League, andata dei sedicesimi. In attesa della Juventus, una sconfitta e due vittorie in trasferta. Gli abitanti del campionato «poco allenante» sono vivi. E lo è anche chi, come il Napoli, sembra ferito a morte. Scritto che si tratta di una semplice traccia, ecco i miei voti.

Napoli 5

Il Bernabeu non è uno stadio qualsiasi; e il Real, non proprio un avversario qualunque: a maggior ragione, quando lavora di squadra come mercoledì. Per questo, non ho capito l’intemerata di De Laurentiis. Signor presidente, avete giocato contro i campioni d’Europa e del Mondo, e contro una società che vanta un fatturato cinque volte superiore. Cosa avrebbe dovuto fare Sarri, di diverso? Diawara era titolare, idem Zielinski nel rispetto, assoluto, del suo mercato (suo di lei, presidente). Il Napoli non poteva che giocare in questo modo, e di gol in contropiede non ne ha presi, solo che di fronte aveva una sorta di Harlem Globetrotters che, spesso, gli ha rubato l’idea. La stoffa manageriale del boss non si discute, ma Cavani non lo cedette mica Mazzarri; e Higuain, mica Sarri. Con Bale fermo ai box, a Zidane sono bastati un reparto (il centrocampo) e qualche solista (Benzema, mezzo Cristiano). Sarri, lui, ha pagato l’eclissi di molti, da Koulibaly a Hamsik, da Callejon a Mertens: travi, non pagliuzze. Al di là dei numeri (tre reti a una, cinque palle-gol a due), è stata una resa più che onorevole, e non ancora definitiva. Certo, sarà dura, molto dura, ribaltare il 3-1 di Madrid: non tanto per i gol che servono, quanto per l’esigenza di non poterne subire.

Roma 8

Da Porto 0-3 a Villarreal 4-0 c’è l’attraversata del Mar Rosso, con Dzeko in versione Mosè. Una rondine non fa primavera, d’accordo, ma questa pesa come un’aquila. Nell’ultima edizione di Europa League, gli spagnoli eliminarono il Napoli e si arresero in semifinale al Liverpool. Vantano, inoltre, la miglior difesa della Liga. Della Roma mi è piaciuta la personalità: all’inizio, nel governare le operazioni; in avvio di ripresa, nel domare le baruffe agonistiche dei rivali. E di Spalletti, l’ingresso di Salah al momento giusto. C’è chi può e chi no. Emerson, poi tre volte Dzeko. Emerson, una «scoperta» del mister. Dzeko, il centravanti che è mancato al Villarreal (e al Borussia e allo stesso Napoli). Conosco Roma, il pericolo diventa l’euforia. Urgono damigiane di camomilla. E forza Florenzi, sempre.

Fiorentina 6

Su Federico Bernardeschi (23 anni ieri, auguri) ho investito molti aggettivi. La punizione con la quale ha stecchito Sommer li giustifica tutti. Occhio: non la prestazione. Il gesto tecnico. Un sinistro liftato e teso, con nido all’incrocio dei pali. Non aveva mai vinto, la Viola, in Germania. Paulo Sousa può coccolarsi un gioiello di rara bellezza e una partita di granitica sofferenza. I tedeschi hanno caricato a testa bassa e piano piano, per dirla con Brera, sono morti di sé medesimi. Prima che Bernarderschi-Michelangelo scolpisse il suo David, avrebbero meritato almeno un paio di gol, ma il calcio sa essere dispettoso. Oggi che ha lo stadio, e che stadio, il Borussia Moenchengladbach non ha più la squadra d’un tempo, e che squadra: Netzer e Bonhof, Heynckes e Simonsen.

Video - Quando Maradona e il Napoli giocarono in un Bernabeu senza spettatori

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