Getty Images

Dopo il disastro Champions l'Italia si aggrappa ad Atalanta, Milan e Lazio per sorridere in Europa

Dopo il disastro Champions l'Italia si aggrappa ad Atalanta, Milan e Lazio per sorridere in Europa

Il 14/09/2017 alle 10:21Aggiornato Il 14/09/2017 alle 11:10

Due sconfitte esterne e uno 0-0 strappato per i capelli questo il misero bottino messo insieme all'esordio da Juventus, Napoli e Roma in Champions League: si tratta del peggior bilancio dall'ottobre 2013. Una chance per riprendersi però c'è in Europa League con Milan, Atalanta e Lazio. I biancocelesti e i rossoneri hanno impegni abbordabili mentre alla Dea serve l'impresa contro i Toffees.

Aggrappati all’Europa League. Dopo una due giorni di Champions da brividi in cui Juventus, Napoli e Roma hanno raccolto due bruttissime scoppole esterne e uno 0-0 strappato per i capelli, grazie alle prodezze di un Alisson formato supereroe, il nostro calcio si affida alla Coppa più snobbata per lanciare segnali di vita all’Europa pallonara.

La peggior due giorni dall’ottobre 2013

Per trovare tre italiane a secco di vittorie in un turno di Coppa Campioni bisogna risalire addirittura all’1-2 ottobre 2013 quando Milan e Juventus non andarono oltre il pari contro Copenhagen e Ajax e il Napoli di Benitez rimediò due scoppole a Londra dall’Arsenal di Arsene Wenger. Questa volta il piatto è ancora più misero, due ko e un pari senza reti che fanno il paio con la figuraccia della Nazionale contro la Spagna che ha chiuso ogni speranza di qualificazione diretta al Mondiale in Russia e spalancato le scure del playoff. Finora i contorni di questo settembre sono più cupi di un copione di un film horror ma la trama del film potrebbe cambiare se stasera Atalanta, Milan e Lazio nei loro primi impegni in Europa League invertissero la tendenza magari con un bell’en plein di vittorie che manca dal 5 novembre 2015 (Napoli-Midtjylland 5-0, Lech Poznan-Fiorentina 0-2, Rosenborg-Lazio 0-2).

Entusiasmo e coraggio, le armi dell’Atalanta

Il compito non è agevole soprattutto per l’Atalanta che, dopo 26 anni d’assenza si riaffaccerà in Europa, contro l’ostico Everton di Rooney, Klaasen e Sigurdsson. La squadra di Gasperini è stata inserita nel classico girone della morte ma se vorrà provare a passare lo scoglio dei gironi dovrà fare punti al Mapei Stadium, la sua casa europea (l’Atleti Azzurri d’Italia non rispetta i parametri UEFA, ndr) ed iniziare con un’impresa contro la squadra di Koeman sarebbe il miglior modo per alimentare i sogni di gloria. Papu Gomez e compagni la passata stagione hanno spesso imbrigliato tante big del nostro calcio, con un calcio fatto di pressione e ripartenze fulminee. La stessa aggressività, il medesimo coraggio unito all’entusiasmo di una delle tifoserie più fedeli d’Italia possono aiutare Gomez e compagni a ribaltare i pronostici e magari far diventare la Dea la mina vagante del gruppo E.

Ad Inzaghi mancano alternative ma la Lazio ha tutto per fare strada

Se l’Atalanta è un grosso punto interrogativo, la Lazio – galvanizzata dal trionfo in Supercoppa Italiana e dal roboante 4-1 ai danni del Milan – ha il dovere di tornare da Vitesse con tre punti. Inzaghi in conferenza stampa ha fatto capire che farà riposare qualche pezzo da novanta (De Vrij, Immobile, Lulic, Basta e Milinkovic Savic) ma anche con questo mini turnover i biancocelesti non possono fallire ed iniziare col piede giusto l’avventura europea. Il tecnico dopo aver valorizzato autentici oggetti misteriosi come Luis Alberto spera di ottenere risposte dai nuovi Caicedo, Marusic, Luiz Felipe e Di Gennaro mentre c’è curiosità per vedere Lucas Leiva nell’inedito ruolo di centrale della difesa a 3. L’importante sarà non commettere l’errore di prendere sottogamba l’avversario. La superficialità già in passato è costata batoste indigeste… Ricadere negli stessi sbagli sarebbe da puri masochisti.

Milan, il 3-5-2 e un nuove tandem d'attacco per ripartire di slancio

Condannato a vincere è anche il Milan di Vincenzo Montella di scena al Prater di Vienna, stadio in cui i rossoneri vinsero nel 1990 una Coppa Campioni e ne persero un’altra nel 1995 contro l’Ajax di Kluivert all’85’. Dopo la lezione impartita dalla Lazio, l’allenatore campano questa sera cambierà modulo dando il via all’era 3-5-2, modulo che dovrebbe permettere a Bonucci di tornare ad essere il totem difensivo insuperabile visto alla Juventus ed esaltare i laterali. Sulla carta sembra il vestito giusto ma sarà il campo che dovrà parlare. L’Austria Vienna sarà anche l’occasione per vedere se Biglia può essere quel metronomo che il Milan non ha dai tempi di Pirlo, se Cahlanoglu potrà imporsi ed essere la mezzala di qualità che può ispirare la manovra del Diavolo e soprattutto se André Silva e Kalinic possono essere la coppia funzionale e prolifica che potrà garantire i gol per alimentare le speranze di rincorsa Champions. Fassone e Montella nelle scorse settimane hanno sempre ribadito quanto il Milan punti a fare strada in Europa League, unico trofeo che il club rossonero non ha mai sollevato nella sua storia. E’ giunto il momento di mostrarlo.

Video - Montella: "Una sconfitta che può essere salutare, dobbiamo lavorare"

02:04
0
0