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Milan, che schiaffo: la Uefa è pronta a dire no al Voluntary Agreement

Milan, che schiaffo: la Uefa è pronta a dire no al Voluntary Agreement

Il 07/12/2017 alle 08:03Aggiornato Il 07/12/2017 alle 14:23

Indiscrezione della Gazzetta dello Sport che a 24 ore dal pronunciamento della commissione Fair Play della Uefa preannuncia la decisione di Nyon di dire no al voluntary agreement richiesto dal Milan. I rossoneri saranno sottoposti a delle sanzioni, in vista di un'eventuale partecipazione alle Coppe Europee a partire dalla prossima stagione che saranno definite in primavera.

Venerdì a Nyon la commissione fairplay della Uefa si riunirà per decidere se dare il benestare o meno alla richiesta di voluntary agreement avanzata dal Milan ma, secondo quanto anticipa la Gazzetta dello Sport, i vertici del massimo organismo bocceranno questa richiesta. Una brutta mazzata per il club rossonero sia a livello di credibilità internazionale per la nuova proprietà cinese (il business plan avanzato da Fassone per rientrare del debito non è stato ritenuto credibile e la Uefa in primis non è convinta della reale consistenza patrimoniale di Yonghong Li e soci, ndr) ma soprattutto a livello pratico perché costringerà il Milan a tirare la cinghia e lo obbligherà a sottostare a tutta una serie di sanzioni che verranno decise nella primavera del 2018.

Le ragioni del no

Un mese fa i rossoneri erano stati la prima società a chiedere alla Uefa l’adesione al voluntary agreement (un vero e proprio accordo volontario, che permette a un club fuori dai vincoli del fair play di derogare alla norma che prevede per le società perdite non superiori ai 30 milioni di euro nell’ultimo triennio) ma la commissione del fair play, presieduta dall’ex primo ministro belga Ybes Leterme, non ha dato il benestare per due criticità sostanziali:

  • Le incertezze su Yonhong Li e sulla sua reale solidità finanziaria della cordata cinese che gestisce il Milan
  • Il rifinanziamento del debito con Elliott di oltre 303 milioni di euro

Su questo punto in particolare l’Uefa è stata irremovibile: niente voluntary agreement senza la chiusura immediato del rifinanziamento del debito con il fondo di investimento americano (che la scorsa primavera ha prestato 123 milioni al club e 180 milioni a Yonghong Li, da rimborsare con gli interessi entro il mese d’ottobre del 2018). Insomma, alla base del no della Uefa c’è l’assenza di una reale consistenza patrimoniale degli azionisti, perché è solo su queste basi che si può garnatire una una continuità aziendale e un futuro allo stesso club. Nel Milan la Uefa ha visto più incertezze che solide certezze e per questo ha espresso parere negativo.

Cosa succede ora?

Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, il Milan allo stato attuale potrebbe addirittura avere qualche difficoltà a rientrare nei requisiti richiesti per il settlement agreement, l'accordo fin qui concesso a tutti i club che sono finiti nel mirino della UEFA per i loro conti e a cui hanno dovuto sottostare anche Roma e Inter negli anni scorsi. Le reali sanzioni della Uefa però si scopriranno solamente in primavera. In teoria chi non rispetta i vincoli del FFP rischia una serie di sanzioni e limitazioni anche in sede di campagna acquisti che, a seconda della gravità, possono articolarsi così:

  • Multa
  • decurtazione di punti nella competizione in corso o in quella successiva trattenuta degli introiti ricavati da una competizione Uefa (spesso congelata)
  • divieto di iscrizione di nuovi giocatori alle competizioni Uefa limitazione del numero di giocatori che un club può iscrivere alle competizioni Uefa (dentro questa voce è compreso anche il limite al valore della rosa da una stagione all'altra)
  • squalifica o esclusione dalle competizioni organizzate dalla Uefa revoca di un titolo conquistato sul campo o di un premio Insomma per il Milan la strada per rientrare dal debito e tornare grande è ancora più tortuosa.
  • revoca di un titolo conquistato sul campo o di un premio

Insomma, staremo a vedere ma per il Milan, la strada per tornare grande e riguadagnare la fiducia dell'Uefa è ancora più tortuosa.

Video - Fassone: "Dalla Uefa richieste oggettivamente impossibili, ma no a funerali anticipati"

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