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I 10 libri sportivi per l'estate

I 10 libri sportivi per l'estate
Di Eurosport

Il 25/06/2015 alle 14:04

Il clou della stagione sportiva è alle spalle, ma per prepararsi alla prossima è bene leggere i testi del momento, quelli che vi consigliamo

Arrigo Sacchi, "Calcio totale". Mondadori

Si è ritirato da quasi 15 anni, ma resta uno degli opinionisti più influenti nel panorama calcistico italiano. Sacchi, dopo svariate pubblicazioni a lui dedicate, decide di prendere la palla al balzo e raccontarsi in prima persona. Ne esce una rilettura della propria carriera sincera, emozionata e imperdibile per tutti gli appassionati di calcio. La storia del “suo” Milan, ma anche della gavetta che ha preceduto quell’enorme capolavoro sportivo. Un libro che non può mancare nelle vostre librerie sportive.

Mario Sconcerti, "Storia del gol". Mondadori

Dopo “Storia delle idee del calcio”, il popolare giornalista torna a ripercorrere l’evoluzione dello sport più bello al mondo. E lo fa trovando una chiave di lettura inedita e sorpendente. Quella del gol, il momento principale in una partita di calcio. Il modo migliore per ripercorrere nuovamente la storia del pallone, aprendo la narrazione a un pubblico sempre più vasto.

Nicola Rizzoli, "Che gusto c'è a fare l'arbitro". Rizzoli

Essere arbitro non è sempre una vocazione. Talvolta può essere una scoperta, un’avventura cominciata un po’ per caso per poi rivelarsi una scalata ricca di soddisfazioni. Nicola Rizzoli, di professione architetto, racconta la sua carriera arbitrale, iniziata a 16 anni perché “per poter ribattere con cognizione a un arbitro bisogna conoscere il regolamento”. Il bolognese era un calciatore e con questa mentalità ha approcciato una nuova strada, questa volta senza il pallone tra i piedi ma sempre con quel desiderio irrefrenabile di tornare a giocare. Con il passare degli anni, passando di categoria in categoria, Rizzoli si rende conto che come calciatore non avrebbe mai raggiunto i livelli toccati da arbitro. Con l’umiltà che lo contraddistingue il fischietto bolognese racconta aneddoti, riti scaramantici, momenti bui e tappe fondamentali della sua crescita: una vera e propria scuola di vita in un viaggio culminato il 13 luglio 2014, quando il miglior arbitro del mondo ha diretto la finale dei Mondiali nel tempio sacro del Maracanà.

Nicola Rizzoli

Nicola Rizzoli Reuters

Massimo Marianella, "Dove ti porta il calcio". Mondadori

Non poteva esserci modo più originale per raccontarsi. Il telecronista di Sky ripercorrere alcune tappe fondamentali della propria carriera, tratteggiando i ritratti dei campioni a lui più cari. E lo fa impreziosendo il tutto con la documentazione su città e stadi nei quali ha lavorato. Con dettagli utili per ogni turista e spiegazioni storiche che possono incuriosire anche i neofiti. Meraviglioso.

Mike Agassi, "Indoor". Piemme

Non è il sequel di un capolavoro della letteratura sportiva come Open, ma nemmeno un progetto editoriale da respingere come mera operazione commerciale. Dominic Cobello, che ha reso su carta il racconto di un autore analfabeta (causa incidente in giovane età), non ha il talento artistico del Pulitzer J.R. Moehringer che ha curato la stesura di Open, eppure sa coinvolgere un appassionato alla saga della famiglia Agassi. Indoor non è Open perché è una superficie diversa in cui la lettura, come la racchetta, soffre maggiormente la pressione dell’aria prima di colpire la palla, pardon, lo spettatore. Indoor non è Open e i due libri si somigliano soltanto nella prima scelta narrativa: un flashforward tennistico dalla finale degli US Open 2002 (Indoor), quando Agassi fu surclassato dal serve&volley del suo eterno rivale Pete Sampras («Ho insegnato io ad Andre lo stile di gioco basato su servizio e volée, ma a compromettere le mie lezioni ci ha pensato l’uomo che ha allenato mio figlio dopo di me, e parlo di Nick Bollettieri»), al secondo turno di Flushing Meadows 2006 (Open) fra Agassi e Marcos Baghdatis. Il campo è lo stesso, l’Arthur Ashe, la prospettiva contraria e nelle loro biografie Mike e Andre sembrano proprio divisi dalla rete del Centrale: da una parte c’è l’ex-pugile iraniano col suo famoso Drago; dall’altra il figlio, che ha già servito e ora è pronto a incassare/ricevere sul piatto corde le palline della macchina-cannone. Indoor non è Open, ma Mike e Andre Agassi si danno la mano ancor prima del match-point: «Ogni padre ha un sogno per i suoi figli, e farà di tutto per trasformare il sogno in realtà. C’è chi vuol avere un figlio dottore: io volevo che i miei figli diventassero campioni di tennis. E con Andre il mio sogno - e credo, spero, anche il suo sogno - si è realizzato".

Mirko Nuzzolo e Enrico Turcato, "Stranieri". Ultra

Un’inchiesta che si legge tutta d’un fiato e fissa una fotografia onesta dello stato dell’arte nello sport italiano focalizzandosi sul movimento calcistico. Dati impietosi, che spiegano meglio di tanti altri concetti perché la nostra Serie A stia vivendo stagioni così difficili. Dai campioni che arrivavano dall’estero e facevano sognare i tifosi alle plusvalenze che tolgono il posto ai più costosi prodotti dei nostri vivai. Consigliato anche agli addetti ai lavori.

Paul Pogba

Paul PogbaEurosport

Stefano Discreti e Alvise Cagnazzo, "Tutti pazzi per Pogba". Ultra

Scrivere una biografia di un ragazzo di 22 anni può sembrare una forzatura, e in realtà lo è, ma quello che c’è all’interno di questo libro è molto più di un semplice racconto della carriera di Paul Pogba. Il lavoro di Discreto e Cagnazzo è utile per tutti, per chi Pogba ce l’ha, per chi l’ha perso e per chi potrebbe comprarlo. Si avvale di contributi importanti e di interviste autorevoli che bene danno la dimensione del personaggio cui siamo di fronte. Stefano e Alvise analizzano con onestà le caratteristiche del nuovo fenomeno del calcio mondiale, senza però avere le fette di salame sugli occhi: nel libro sono infatti descritti i limiti del suo gioco (il colpo di testa) e alcune delle ragioni del suo essere sempre uomo mercato (Mino Raiola). Da non perdere poi i capitoli sul #6, il numero scelto da Pogba e che fu di Scirea, e l’alfabeto del francese: chicche succulenti all’interno di un libro davvero ben fatto, e splendidamente illustrato dai disegni di Davide Laugelli.

Gianni Galleri, "La città del football". Urbone

Un libro fatto su misura per chi ama il calcio inglese e tutti i segreti della Londra del calcio. “La città del football” di Gianni Galleri, blogger e fondatore di London Football, è un viaggio nella City del pallone, dove ogni angolo nasconde sorprese e storie da raccontare. Un’avventura storico-calcistica che guida il lettore lungo tutti gli stadi più importanti del football londinese: Highbury, Stamford Bridge, White Hart Lane, Craven Cottage, Upton Park. Londra non è soltanto il calcio ricco e seguito della Premier. Ci sono le divisioni inferiori, la Championship, la non-League. Si parte con l’Arsenal dei record si arriva al ritorno nella Football League (il professionismo inglese) dell’Afc Wimbledon. Curioso l’ultimo capitolo, che parla di soprannomi, andandone a scovare alcuni veramente particolari.

Nick Bollettieri, "Cambiare gioco". Mondadori

C’è chi dice che Nick Bollettieri sia il più grande allenatore di tennis di ogni tempo. C’è invece chi crede, iniziando da quell’incendiario di John McEnroe, che questo furbo italiano non capisca niente di tennis perché non sa nemmeno giocare a tennis. La verità è che Nick Bollettieri ha dedicato al tennis sei decenni della sua vita diventandone il miglior imprenditore, fondando da pioniere un’Academy indipendente (la NBTA) e trasformando, prima e meglio d’ogni altro, i giovanissimi talenti in professionisti della racchetta. Nick Bollettieri non è certo uno che nasconde sotto l’inchiostro i trucchi del mestiere, il suo networking per accattivarsi simpatie illustri, come la famiglia Rockefeller, e una certa dose di audace fortuna per fare il “grande break”. Così, Bollettieri ha unito in matrimonio il talento e i demoni di Andre Agassi fino a Wimbledon ’92, ha allenato Jim Courier che è autore della prefazione, Pete Sampras, Boris Becker e giocatrici straordinarie come Monica Seles, Mary Pierce, Martina Hingis, Maria Sharapova («Era come la Seles, non voleva mischiarsi coi suoi pari, lei, anzi, con loro non voleva neanche parlare») e le sorelle Williams. Al Vincere sporco di Brad Gilbert, Bollettieri ha preferito Cambiare gioco perché «Il talento non è e non sarà mai l’unico fattore determinante per diventare il miglior tennista del mondo»: Marcelo Rios, «il giocatore più talentuoso che si sia mai allenato alla IMG Academy», ne è l’esempio. Com’è lontano quel giorno in cui Fred Perry disse: «Mi raccomando, fatti vedere sempre in giro con una bella donna». Nick ne ha sposate otto e in materia aneddotica nessun Changing the Game, perché all’autobiografia di questo «Mezzo pazzo in maniche corte, occhiali da sole, tutto abbronzato che spara a raffica palline da tennis da sotto la rete» (cit. Aaron Krickstein) non occorre certo il lievito della terza età per raccontare una vita semplicemente inimitabile.

Nick Bollettieri

Nick BollettieriEurosport

Marco Bellinazzo, "Goal economy". Baldini e Castoldi

Capire il calcio dei nostri giorni è sempre più difficile. I confini dello sport sono stati oltrepassati ormai da tempo e una guida alla lettura economica è fondamentale per districarsi in concetti tanto strombazzati ma poco chiari come il Fair Play finanziario. Meccanismi complessi attraverso cui ci guida l’autorevole firma del Sole 24 Ore. Da non perdere.

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