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La ripartenza di Delio Rossi: "La mia nuova vita in Bulgaria: ecco come risollevo il Levski Sofia"

La ripartenza di Delio Rossi: "La mia nuova vita in Bulgaria: ecco come risollevo il Levski Sofia"

Il 10/10/2017 alle 16:47Aggiornato Il 12/10/2017 alle 15:09

In esclusiva al nostro sito, il tecnico riminese racconta la sua esperienza in Bulgaria tra vita in albergo, traduttori, tattica e splendori del passato da rispolverato: "Una corte sfrenata del presidente, un affetto smisurato dei tifosi e il sogno di fermare la corsa del Ludogorets con l'organizzazione italiana".

Suona il telefono della stanza d'albergo nel cuore di Sofia. E' Galina Kostova, direttrice amministrativa e ambasciatrice internazionale (in occasione dei sorteggi di Nyon) del Levski. Parla italiano e spiega quale sarà scaletta di giornata di una settimana anomala - per via della pausa di campionato dovuta alle nazionali. Più che altro, spiega a che ora ci si ritroverà, tutti insieme, per la cena che avrà luogo con patron Spas Rusev, proprietario della compagnia telefonica di bandiera Vivacom, che da lì a breve tornerà da Londra, sua residenza da una ventina d'anni. Seduti al tavolo del convivio, Delio Rossi - che nel frattempo ha ringraziato Galina e ha attaccato il ricevitore - gli parlerà del suo lavoro quotidiano al Levski, delle esigenze della rosa e di un mercato in perenne evoluzione.

Un Delio a Sofia

Non ha saputo resistere il tecnico riminese: da buon uomo del popolo, la sua prima esperienza all'estero - giunta all'età di 57 anni - ha deciso di intraprenderla nella "Squadra del Popolo", così come il Levski Sofia (che si rifà all'eroe del risorgimento bulgaro Vasil Levski) è conosciuto in patria, in cui può vantare 26 campionati vinti, altrettante coppe nazionali e 3 Supercoppe. L'ultimo trionfo nel torneo domestico, però risale alla stagione 2008-09. Era prima della rivoluzione Ludogorets Razgrad, piccola società di provincia che, a un certo punto, ha incrociato i destini del mega imprenditore Kiril Domuschiev (con interessi nel settore farmaceutico, immobiliare, edile e mercantile), che ha riscritto le gerarchie del calcio bulgaro, riempiendo la squadra di brasiliani e vincendo un titolo dietro l'altro. Il blasone (non solo del Levski, si pensi anche al Cska), è rimasto roba da annali. E la gran parte del tifo del paese est europeo, proprio non lo vuole accettare: vorrebbe ristabilire le gerarchie dall'oggi al domani "E questo non è proprio possibile", spiega in esclusiva a Eurosport Italia, proprio Delio Rossi.

Delio Rossi, allenatore del Levski Sofia 2017-2018

Delio Rossi, allenatore del Levski Sofia 2017-2018From Official Website

La concorrenza di Cska e Ludogorets

" Loro hanno sempre qualcosa in più, hanno disponibilità economiche enormi per un campionato come la Parva Liga. Il mio presidente mi ha ingaggiato dopo una corte che nemmeno io e mia moglie ci siamo fatti. E alla fine ho accettato. Per arrivare a certi livelli, però, ci vorrebbe una controrivoluzione: di organizzazione e di mentalità. Qui il calcio è ancora molto fisico, istintivo, e la tattica può dare molto a una realtà come il Levski. Non mi è stato chiesto di vincere subito il campionato. Anche perché non sono un mago e la squadra, prima di ricominciare a correre, deve riprendere a camminare."
Delio Rossi, allenatore del Levski Sofia 2017-2018

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E la Bulgaria?

" Non ho patito la mancanza di una panchina dopo l'esonero a Bologna di fine 2015. Sono un uomo di 57 e ormai ho capito come bilanciare le emozioni. Però ci tenevo a fare un'esperienza all'estero, perché allenare è l'unica cosa che so fare. Il giornalismo? No, non fa per me, non sarei riuscito a riciclarmi come molti miei colleghi. Preferisco il campo, il lavoro quotidiano col gruppo e la panchina. Qui ho poco tempo per vivere la capitale Sofia perché passo dalla mia camera d'albergo al campo di allenamento e viceversa, senza stop. Un giorno, però, ho chiamato la mia famiglia e ci siamo fatti, tutti insieme, una bella passeggiata. L'entusiasmo della gente, mi è rimasto nel cuore. Gliel'ho letto nell'affetto e negli occhi, perché non capisco una parola di bulgaro. Ma un giorno lo imparerò. "

Il suo interprete, messogli a disposizione dalla società, ha 32 anni, si chiama Todor Simov, è responsabile dell'accademia giovanile del Levski e, a 17 anni, giocava in Italia, tra i dilettanti calabresi della Rossanese, di cui era attaccante. Nelle conferenze stampa pre e post partita segue Delio come un'ombra fedele.

Delio Rossi, allenatore del Levski Sofia 2017-2018

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Tra tattica, spiegazioni da maestro, nuovi arrivi e... Valeri Bojinov

Ad ogni incontro coi giornalisti locali, Delio Rossi spiega approfonditamente ogni sua scelta, con estrema calma e "ratio". Alla sua corte è arrivato qualche nome importante: nel suo 4-2-3-1, il trequartista più fantasioso è l'ex Wigan, Newcastle e Manchester United Gabriel Obertan, francese, che agisce in compagnia dell'olandese ex Feyenoord Jorge Cabral e dello slovacco Roman Prochazka.

Là davanti, l'ex Salernitana, il romeno Sergiu Buș. In difesa, il centrale islandese (fuori, però, dal giro della nazionale dei miracoli che ha appena staccato il pass per Russia 2018), Hólmar Örn Eyjólfsson. Nelle ultime ore, sono rimbalzate le voci di un possibile colpo a sorpresa: il tesseramento di Valeri Bojinov, ancora osannato in Bulgaria e fresco di rescissione col Losanna dopo dissidi col tecnico degli elvetici Fabio Celestini:

" Bojinov l'ho lanciato io nel calcio italiano. Ma io credo nella realtà - chiosa Rossi - non nelle fantasie. E nemmeno vivo di ricordi. Se il presidente lo vorrà, Valeri può allenarsi con noi per restare in forma in attesa di una futura occasione di mercato". E l'Italia? "Sto bene qui ora, seguo sempre la Serie A: ogni anno che passa, la spaccatura tra grandi e piccole si fa sempre più netta. Supportare più di 18 squadre è impresa ardua. "

Un po' come far brillare nuovamente il "blu Levski" nel calcio moderno. Per quanto non impossibile, con l'organizzazione della "scuola italiana". Da sabato si ricomincia: avversario di turno (in trasferta) è l'Etar Veliko Tarnovo.

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