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Rossi e Bordin chiudono il cerchio: "the Italian Job" infallibile anche in Ungheria e Moldavia

Rossi e Bordin chiudono il cerchio: "the Italian Job" infallibile anche in Ungheria e Moldavia

Il 13/06/2017 alle 17:38Aggiornato Il 19/06/2017 alle 16:51

Dopo i successi di Conte in Inghilterra, Ancelotti in Germania e Carrera in Russia, arrivano anche quelli dei connazionali rispettivamente alla guida di Budapest Honvéd e Sheriff Tiraspol. Roberto Bordin a Eurosport: "La nostra scuola funziona così bene all'estero perché si basa su professionalità e professionismo".

E fanno 5. Cinque allenatori italiani ad aver vinto il campionato all'estero, segnatamente in Europa, al termine della stagione appena mandata agli annali. Dopo Antonio Conte in Inghilterra col Chelsea, Carlo Ancelotti in Germania col Bayern Monaco, Massimo Carrera in Russia con lo Spartak Mosca, ecco anche - in rapida successione - Marco Rossi, eroe tra i magiari per aver riportato al successo (a sorpresa) la cara vecchia Honvéd della leggenda Ferenc Puskás, e Roberto Bordin, che in Moldavia (o, meglio, in Transnistria, regione orientale al confine con l'Ucraina che, da anni, rivendica la propria autonomia) - alla guida dello Sheriff Tiraspol, ha ottenuto il "double", andandosi a prendere titolo e coppa nazionale.

Uno Sheriff italiano nel cuore della Transnistria

E' stato proprio l'ex Atalanta e Napoli, l'ultimo, in ordine cronologico, ad aver alzato le braccia al cielo. E, di fatto, a non essersi mai fermato: in Moldavia, infatti, è cambiata la calendaristica del campionato e, dopo l'ultima stagione a cavallo tra il 2016 e il 2017, si torna all'antico, all'annata "solare", con il prossimo campionato che ripartirà già dal prossimo 1° luglio. Neanche il tempo per godersi il successo... "Già, ma ho tanta voglia di continuare a mettermi in discussione e a lavorare coi ragazzi - spiega mister Bordin ad Eurosport Italia -. Penso che il successo dei tecnici italiani all'estero stia proprio nell'atteggiamento. Non solo tattico ma anche preofessionale: siamo tutti dei gran perfezionisti, il che viene particolarmente apprezzato dai giocatori che hai a disposizione. Il gruppo è entusiasta, ti segue, capisce di potersi sempre migliorare".

Mister Roberto Bordin, vincitore - al termine della stagione 2016-2017 - di campionato e coppa in Moldavia, alla guida dello Sheriff Tiraspol

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Il "double" di Bordin

Una vita da "secondo" per Roberto Bordin. Sempre al fianco di mister Andrea Mandorlini, con cui ha condiviso le esperienze di Bologna, Padova, Sassuolo, CFR Cluj (in Romania) e, soprattutto, Hellas Verona. Con gli scaligeri, ben 5 anni, dal 2010 al 2015. Bordin si era talmente calato nella parte di "assistente", che aveva pure creato un'applicazione che ricrea una sorta di lavagna tattica multimediale.

Verona-Pro Vercelli, Serie B 2012-2013 - Roberto Bordin, l'allora secondo di Andrea Mandorlini sulla panchina degli scaligeri (LaPresse)

Verona-Pro Vercelli, Serie B 2012-2013 - Roberto Bordin, l'allora secondo di Andrea Mandorlini sulla panchina degli scaligeri (LaPresse)LaPresse

La prima esperienza da primo (e scusate il gioco di parole) allenatore, arriva a marzo con la Triestina, in Serie D: Bordin, chiamato sulla panchina alabardata a marzo, salva la squadra attraverso lo spareggio playout contro la Liventina. Poi si è fatto sentire un procuratore moldavo, che mi ha invitato a Tiraspol. Non mi sarei più aspettato di andare ad allenare all'estero, ma una volta giunto là, viste le strutture, i 18 campi di allenamento, lo stadio di ultima generazione e la professionalità del club, ho subito accettato la proposta", racconta Bordin.

Lo Sheriff Tiraspol 2016-2017 allenato da Roberto Bordin

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Il Tiraspol - in mano alla compagnia attiva su più fronti, dal ramo energetico a quello del tabacco, passando per sport e televisione, la Sheriff, di cui il nome - è il club più titolato di Moldavia: "Le risorse a disposizione sono nettamente superiori rispetto alle contendenti ma vincere non è mai facile - prosegue l'allenatore sanremese -. Noi stessi, negli ultimi mesi, abbiamo avuto di momenti altalenanti, che ci hanno fatto condividere la prima posizione con il Dacia Chișinău". Per assegnare il titolo c'è stato bisogno dello spareggio, giocato allo Zimbru Stadion di Chișinău (lo stadio "Wembley" di Moldavia) proprio contro la squadra allenata dall'attuale ct moldavo, l'ex Genoa Igor Dobrovolsky. Dopo l'1-1, c'è stato bisogno dei calci di rigore: tre realizzazioni a zero per lo Sheriff e titolo al sicuro per i gialloneri, che già avevano trionfato 5-0 nella finale di Coppa contro lo Zaria Balti.

Un finale di stagione in cui è stato fondamentale l'apporto di una giovane punta su cui ha già messo gli occhi mezzo campionato russo, Vitalie Damașcan, classe '99: "Fisico, prolifico, è l'attaccante che tutti vorrebbero e che, con noi, è stato capace di 5 reti nelle ultime 6 partite. E' la promessa del calcio moldavo, farà strada", spiega Bordin, che ha appena prolungato col team giallonero: "I miei sogni sono legati a quelli dello Sheriff. Uno su tutti: arrivare per la prima volta nei gironi di Champions. Speriamo, ora, in un sorteggio clemente nei preliminari".

Marco Rossi, l'Ungheria e la Honvéd. Prossima fermata, Repubblica Slovacca

Tre giorni, prima, lo straordinario successo in terra magiara di Marco Rossi, che dopo anni di lavoro, ha chiuso - da vincente - il suo ciclo con la Budapest Honvéd (l'ex, leggendaria Kispest di Ferenc Puskás). L'ex allenatore Lumezzane e Pro Patria, dopo aver condotto il club al suo 14esimo titolo (l'ultimo dei quali conquistato nel 1993), si è accordato con gli slovacchi del DAC Dunajska Streda.

Un successo ottenuto in lingua spagnola, con la quale si è sempre espresso nelle conferenze stampa, coi gol dell'ex Parma e Juve Davide Lanzafame e Márton Eppel, centravanti della nazionale magiara.

Ora, l'esperienza in Slovacchia, che fa il paio con quella appena intrapresa, nella vicina Repubblica Ceca da Andrea Stramaccioni sulla panchina dello Sparta Praga. E, mentre Claudio Ranieri si sta accordando coi francesi del Nantes, anche Devis Mangia è tornato in pista. In Romania, con l'Universitatea Craiova. Se, Juve a parte, le squadre italiane in Europa, continuano a procedere a singhiozzo, i nostri tecnici regnano. E continueranno a farlo.

Video - I 10 comandamenti di Antonio Conte: un vincente nato

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