Getty Images

Edicola: Ventura out, Tavecchio non si dimette e vuol tenersi la presidenza puntando su Ancelotti

Edicola: Ventura out, Tavecchio non si dimette e vuol tenersi la presidenza puntando su Ancelotti

Il 15/11/2017 alle 08:30Aggiornato Il 15/11/2017 alle 08:50

Secondo la stampa italiana oggi il Consiglio Federale sancirà la fine dell'avventura di Giampiero Ventura che sarà esonerato. Chi si attende però anche le dimissioni di Tavecchio e un azzeramento dei vertici della Figc potrebbe rimanere deluso: il presidente non ha intenzione di mollare la poltrona e per tenersi la sedia punta sull'ingaggio di Ancelotti e sul taglio degli extracomunitari. Basterà?

La resa dei conti. Quest’oggi a Roma ci sarà l’atteso incontro a Via Allegri nella sede della Federcalcio in cui Carlo Tavecchio insieme a tutte le componenti del Consiglio Federale (presidente della LND, Assoallenatori, AIA, Assocalciatori e Lega Pro) proverà a stilare un nuovo programma credibile e serio per rifondare il calcio italiano e farlo uscire dalla pagina più nera della sua storia.

Tavecchio non lascia e prova a tenersi la poltrona puntando su Ancelotti

Sui giornali sportivi e non solo quasi tutti si chiedono come sia possibile che dopo 24 ore da una figuraccia di proporzioni omeriche né il ct della Nazionale, né il numero uno della Figc abbiano fatto un passo indietro. Il Corriere dello Sport in questo senso è quello che uso i toni più netti e apre l’edizione odierna con una foto di Tavecchio e la domanda ‘Te ne vai o no?’. Il presidente della Federcalcio ed attuale commissario straordinario della Lega Serie A, nonostante l’invito del presidente del Coni, Giovanni Malagò non ha nessuna intenzione di dimettersi ed è convinto di poter uscire da questo ciclone senza ucire dalla stanza dei bottoni. Come? Semplice, in primis dando il benservito a Giampiero Ventura che ha intenzione di adire alle vie legali ma in ogni caso sarà, salvo cataclismi, messo alla porta in giornata poi giocandosi la carta Carlo Ancelotti: il commissario tecnico che metterebbe d’accordo tutti e al quale verrebbe offerto un lungo contratto fino al 2022. Secondo la Gazzetta dello Sport però Ancelotti per accettare di essere il timoniere dell’Italia chiederebbe non tanto carta bianca ma un rinnovamento totale e reale dei vertici della Figc. Questa è l’incognita più grossa per Tavecchio che non a caso lavora anche su altri fronti (Mancini, Allegri, Conte o Allegri). Il nemico maggiore di Tavecchio, non è tanto il consiglio federale (secondo il Corriere dello Sport nemmeno Damiano Tommasi proporrà la sfiducia nel confronto nel numero uno di Via Allegri) bensì il tempo: il Coni, il ministro dello sport e anche tutto il paese si attende risposte chiare e nette per uscire dalla crisi.

Tetto agli stranieri e Maldini in Figc

Tra le scelte coraggiose che Tavecchio ha intenzione di mettere in campo per tenersi il timone della Figc ed uscire dalla tempesta oltre a un ct forte è una serie di riforme urgenti con cui aprire la nuova stagione del calcio italiano e che andrebbbero in tre direzioni:

  • Limitazione all’uso degli extracomunitari
  • Taglio delle squadre professionistiche
  • Convincere Paolo Maldini ad entrare nelle sfere federali e fare in modo che abbia un ruolo importante in questo nuovo corso.

Basterà tutto ciò ad evitargli le forche caudine dell’addio? Lo scopriremo a breve…

La nostra opinione

Cambiare tutto per non cambiare nulla. Si può rispolverare il celebre aforisma del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa per spiegare il momento attuale che sta vivendo il calcio italiano e il rischio di una ripartenza con ancora Tavecchio al timone. Dopo una disfatta del genere era lecito attendersi un ammissione di colpevolezza da chi solo, ad agosto, ha deciso tra le altre cose di prolungare il contratto a un ct che non era ancora certo di aver portato l’Italia al Mondiale. Tavecchio però è un uomo tenace e che in questi anni ha saputo attrarsi un grande consenso nella stanza dei bottoni del calcio e proprio questo da qui nasce la consapevolezza di poter uscire da questo ciclone ancora al comando della Figc e della Serie A. Se però ciò avvenisse sarebbe francamente increscioso e un pessimo segnale per il futuro. Come si può fare la rifondazione (Luca Lotti, dixit) con al comando le stesse persone che da oltre 30 anni sono al ponte di comando del calcio italiano? Non è semplicemente possibile è per questo è auspicabile che al di là delle maggioranze di palazzo questa volta ci sia un azzerramento dei vertici attuali e il coraggio di fare un cambiamento radicale. E’ sacrosanto che tra le condizioni che Ancelotti pretenda per accettare di succedere a Ventura sulla panchina della Nazionale ci sia un rinnovamento dei vertici della Figc… Tavecchio, i suoi alleati e le varie componenti del calcio italiano non possono far finta che non sia successo nulla lunedì sera e che basti un colpo di spugna o un paio di provvedimenti per ripartire. Qui per una volta sarebbe doveroso che ci sia il fegato di assumersi la responsabilità, tagliare i ponti col passato e ripartire con nuove persone e una politica nuova che non guardi in faccia a nessuno e persegua il bene comune. Se cambierà solo il ct ma il presidente della Figc rimarrà al proprio posto, sinceramente sarebbe un grave smacco e un clamoroso autogol.

Video - Albertini: "Siamo l'unico Paese ad avere due Leghe commissariate"

02:10
0
0