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Albertini: "Tavecchio via? Non sta a me dirlo, soluzione ai problemi non può essere immediata"

Albertini: "Tavecchio via? Non sta a me dirlo, soluzione ai problemi non può essere immediata"

Il 14/11/2017 alle 18:35

Lo ha detto Demetrio albertini, dirigente sportivo, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Gran Galà del Calcio. Sulle possibili dimissioni di Ventura: "Non mi aspettavo niente"

"Volevamo essere qui a celebrare la nostra Nazionale. Per la prima volta ci troviamo a vivere un momento difficile ma nel calcio può succedere. Il Gran Galà del Calcio è una festa e tale deve rimanere". Lo ha detto Demetrio albertini, dirigente sportivo, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Gran Galà del Calcio.

" Non si sa come sarebbero andate le cose. Col senno di poi è inutile giudicare, soprattutto quando arriva il risultato. Bisogna capire le cause e avere il coraggio di parlare. Adesso bisogna essere razionali, cercando di condividere un percorso"
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Sull'idea Ancelotti

"Ancelotti sarebbe un bel nome. Se fosse disposto non so. Non lo contatto io", ha aggiunto Albertini. "Ci sono tanti nomi validi su cui puntare. Io dico solo una cosa: essere ct è molto diverso da essere allenatore; Conte lo è stato e poi ha mollato perché gli mancava qualcosa. Ribadisco la scelta spetterà al presidente Tavecchio". "Come si esce da questa situazione? Serve un bel progetto sportivo reale. Lo pensavo prima quando era in Federazione e lo dico adesso che ho intrapreso un nuovo percorso, dunque parlo da tifoso e appassionato di calcio. È sempre più difficile pensare a un progetto quando le tre leghe professionistiche non collaborano tra loro e addirittura due sono commissariate, Impossibile pensare di cambiare il nostro calcio domani, è un lavoro lungo. Bisogna darsi degli obiettivi come in Spagna, Francia e Inghilterra".

Dimissioni di Ventura?

" Ormai ho un percorso diverso e ne sono fuori. Dimissioni di Ventura? Io non mi aspettavo niente. Era talmente forte il dispiacere che tutto passa in secondo piano. L'assenza dell'Italia dal Mondiale è qualcosa di forte, in questo caso in negativo. Falliti gli obiettivi primari. Se fossi Tavecchio? Non lo sono. Ormai sono un imprenditore, difficilmente mi dimetterei ma forse chiuderei"

Su Tavecchio

In questo momento qualsiasi giudizio è strumentalizzata dall'amarezza del momento. L'analisi andrà fatta a mente fredda e con razionalità. Gli ultimi Mondiali siamo andati male e il prossimo non ci saremo? Saranno i vertici della Federazione a fare le opportune valutazioni. Penso al lavoro fatto da campioni come Pirlo e Buffon che hanno dato tanto in questi anni. Purtroppo al momento è difficile pensare con positività. Non sta a me dire se Tavecchio dovrà andare via. Andiamo avanti così con una riflessione seria, capire dove si vuole andare e con che tempistiche. Di certo la soluzione non può arrivare dall'oggi al domani". Lo ha detto Damiano Tommasi presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, a margine della conferenza stampa di presentazione del Gran Galà del Calcio, analizzando la situazione del calcio italiano all'indomani dell'esclusione della Nazionale dai prossimi Mondiali. Tommasi ha fatto eco a quanto dichiarato da albertini nello stesso evento: "Deve esserci un progetto, il calcio non è casualità". E sulla possibilità di un cambio in panchina: "Il ct è l'ultimo dei problemi. Non si può pensare di risolvere la situazione così. Chi pensa di farlo in questo modo non ha capito quanto sia grave il momento".

Video - I veri motivi per cui l'Italia ha mancato la qualificazione al Mondiale

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