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Cambiare tutto per non cambiare niente: alla Juventus serve una nuova rivoluzione?

Cambiare tutto per non cambiare niente: alla Juventus serve una nuova rivoluzione?

Il 19/06/2017 alle 23:46Aggiornato Il 19/06/2017 alle 23:48

Tra le due finali del 2015 e del 2017, la Juventus ha cambiato ben otto titolari: è forse necessario cambiare tutto di nuovo per tornare a giocarsi una finale di Champions League? certi equilibri sembrano logori ed una mezza rivoluzione, seppur dolorosa, potrebbe servire.

Cambiare tutto – o quantomeno molto – per non cambiare nulla. Prendersi un rischio per tornare in alto più forti. Prendete queste due formazioni, quelle schierate da Massimiliano Allegri nelle due finali di Champions League giocate dai bianconeri nel 2015 (vs Barcellona) e nel 2017 (vs Real Madrid).

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon; Lichststeiner, Barzagli, Bonucci, Evra (dal 44’ s.t. Coman); Marchisio, Pirlo, Pogba; Vidal (dal 34’ s.t. Pereyra); Morata (dal 40’ s.t. Llorente), Tevez. (Storari, Ogbonna, Padoin, Sturaro). All.: Allegri.

2015, Juventus-Barcellona lineup, Champions League final, LaPresse

2015, Juventus-Barcellona lineup, Champions League final, LaPresseLaPresse

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; Barzagli (dal 22' s.t. Cuadrado), Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic (dal 26' s.t. Marchisio); Dani Alves, Dybala (dal 33' s.t. Lemina), Mandzukic; Higuain. (Neto, Benatia, Lichtsteiner, Asamoah). All. Allegri

2017, Juventus-Real Madrid lineup, Champions League Final, LaPresse

2017, Juventus-Real Madrid lineup, Champions League Final, LaPresseLaPresse

Come nel quiz della celebre Settimana Enigmistica, potremmo giocare al “trova le differenze”: solo tre giocatori, a cui va aggiunto il subentrante Claudio Marchisio, erano presenti in entrambe le finali. Cosa vogliamo dire con questo? Semplicemente che la Juventus in questi due anni si è presa dei rischi, ha cambiato tanto ed è riuscita a ripetersi, tornando in finale pur priva di Pogba, di Pirlo, di Tevez, di Vidal, che all'apparenza sembravano incedibili. L’esito, inutile ricordarlo, è stato nefasto, ma non è questo ora il punto del discorso. La possibilità, ventilata, è che la Juventus possa ripetere questo processo di mutazione in questa e nelle prossime sessioni di calciomercato.

L’addio di Dani Alves, ormai prossimo al concretizzarsi da notizie recenti, è solo il primo tassello di una semi-rivoluzione che potrebbe coinvolgere l’attuale rosa juventina. Un passo che, seppur doloroso, potrebbe essere necessario per porre le basi su un futuro altrettanto vincente. Spesso è necessario saper anticipare la conclusione di un ciclo, apporre i giusti correttivi prima che il tempo prenda il sopravvento. I sei scudetti consecutivi sono storia, sono un capolavoro sportivo. Però con questi equilibri e con questa rosa la possibilità di vincere in Europa in futuro, o quantomeno tornare a giocarsi la finale, è difficile. Come se questa generazione juventina si fosse già giocata il suo bonus e fosse necessario un “repulisti” per riprendere il cammino. E probabilmente ci vorrà del tempo, ma sarà necessario.

Bonucci può essere il sacrificato?

Sulla lista dei partenti, per primo, c’è Dani Alves che ormai ha scelto di salutare Torino e con ogni probabilità finirà in Premier League. Gianluigi Buffon, che non è eterno, si appresta a giocare la sua ultima stagione da calciatore professionista e al 99% arriverà Wojciech Szczęsny a fare un'annata di studio alle spalle del maestro. Un’altra grana tra le mani della dirigenza juventina è quella legata a Leonardo Bonucci: le ultime rivelazioni (pubblicate da Repubblica) hanno portato alla luce ciò che è accaduto nello spogliatoio di Cardiff durante l’intervallo della finale, con il litigio tra Bonucci, Barzagli ed Allegri. Che si aggiunge al precedente episodio durante Juventus-Palermo, partita in cui lo stesso Bonucci litigò con Allegri e venne escluso da Porto-Juventus, andata degli ottavi di finale.

Un primo scricchiolio, dunque, che fece presagire un rapporto non idilliaco tra Bonucci ed Allegri. L’episodio di Cardiff rincara la dose sulle possibili tensioni anche con il resto dei compagni. Se a ciò si aggiunge la tentazione inglese, ecco che ci sono più indizi a comporre una prova: l’anno scorso il difensore centrale della nazionale vacillò di fronte alle offerte del City di Guardiola; la Juve non le prese nemmeno in considerazione e la possibilità svanì sul nascere. Alla luce di quanto riportato in precedenza, non è detto che avvenga lo stesso quest’anno: ottenuto il rinnovo e l’adeguamento con il Chelsea, Antonio Conte darà il via alla campagna di rafforzamento della sua squadra. Non è un mistero che l’allenatore salentino nutra una stima incondizionata nei confronti di Bonucci e che lo porterebbe volentieri con sé. Lo scenario è presto fatto e potrebbe vedere Bonucci lontano da Torino, soprattutto se in sede arriverà l'offerta giusta.

Le frasi sibilline di Allegri

Sotto questo aspetto, le recenti dichiarazioni di Max Allegri a Calcio e Finanza lasciano aperta una possibilità che la cessione di un big non sia utopia.

" In passato quando mi sono state annunciate cessioni importanti, pesanti nella gestione del gruppo, sono sempre stato realista ma mai pessimista. Io credo che la nostra capacità debba essere soprattutto quello di far emergere la parte buona nella negatività. Per questo ho sempre lavorato in base ai piani della società pur mettendo di fronte la proprietà alla realtà tecnica di un gruppo che anche in base alle loro scelte può perseguire, centrare o fallire, determinati risultati"

Rugani in rampa di lancio

Con Chiellini e Barzagli non più nel pieno della giovinezza, verrebbe sicuramente il turno di Daniele Rugani, che ha concluso il suo apprendistato alla scuola bianconera ed è ufficialmente pronto per un posto in pianta stabile da titolare. Con lui c'è Mattia Caldara, già preso per il 2018/2019 e granitico in Under 21 in coppia proprio con il biondo classe 1994, e Mehdi Benatia, che è stato riscattato e che ha dato buone garanzie durante la stagione in corso. L'addio di Dani Alves aprirebbe un cast interessante sulla fascia destra: Bellerin, De Sciglio, Darmian, sono tanti i nomi che già circolano. E anche a centrocampo potrebbe muoversi qualcosa: l'interesse del Barcellona per Miralem Pjanic, nel caso non si concretizzasse l'opzione Verratti, non esclude l'addio anche del bosniaco. Siamo nel campo dell'eventuale - e va specificato - ma non del fantamercato. Sugli esterni, sono forti le candidature di Douglas Costa e di Keita Balde Diao: due frecce dall'uno contro uno facile, con la capacità di creare superiorità numerica, di fare male.

Delle basi e delle idee di correttivi per ripartire ci sono, il rischio probabilmente è necessario: cambiare tutto per non cambiare niente. Magari non essere competitivi subito ai massimi libelli in Europa, accettare una stagione di riassestamento per tornare più forti, più rodati e più compatti.

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