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Donnarumma, Raiola, e quel "ma" che cambia tutte le cose

Donnarumma, Raiola, e quel "ma" che cambia tutte le cose
Di Eurosport

Il 20/03/2017 alle 21:45

Nella dichiarazione strappata al portiere del Milan a margine del suo arrivo in Nazionale - "Sono milanista ma al mio futuro ci penserà il mio procuratore" -, cambiano tutti gli scenari di mercato. Chi puntava sul 'tifo' del ragazzo si ritrova inequivocabilmente con un coltello che è passato nella mani di Mino Raiola. E questo per il Milan, in questo momento, non può essere una buona notizia.

" Sono legato al Milan, ma al mio futuro ci penserà il mio procuratore. Sono Milanista, spero di restare a lungo al Milan e, come ho detto, della mia situazione se ne occupa il mio agente"

Quindici giorni fa un bacio alla maglietta che aveva fatto sciogliere i tifosi minalisti, oggi parole d’affetto tanto rapide quanto chiare: il futuro di Gianluigi Donnarumma è nelle mani di Mino Raiola.

La verità infatti, al momento nascosta tra le righe, è che il futuro di Donnarumma è più lontano dal Milan di quanto non si voglia far credere. E le ragioni sono molto semplici: senza chiusura in tempi rapidi della trattativa con la nuova proprietà cinese – e a questo punto viene inevitabile aggiungere ‘misteriosa’ di fronte alle due precedenti paroline – il futuro del giovane fenomeno rossonero, conoscendo le capacità del suo procuratore, è verso lidi con altre ambizioni e ben altri portafogli.

Gli scenari

Donnarumma va infatti in scadenza nel giugno del 2018 e Mino Raiola ha il coltello dalla parte del manico. In un’ipotesi di permanenza in maglia rossonera anche nella prossima stagione, a fine anno Gigio si libererebbe a parametro zero, condizione che permetterebbe al giocatore di spuntare cifre esorbitanti in termini contrattuali e che permetterebbe di vendersi di fatto al miglior offerente, sia questo estero che – checché ne voglia quel bacio – italiano...

Di contro invece, se dovesse chiudersi in tempi brevi il passaggio di consegne alla nuova proprietà, in egual modo Raiola potrebbe battere cassa, spingendo sulla volontà del nuovo gruppo di non perdere una tale stella su cui il ‘nuovo Milan’ vorrebbe costruire il suo futuro. Opzione questa certamente preferibile da parte del tifo rossonero, ma che è intrinsecamente legata – appunto – al successo di una trattativa che più misteriosa di così pare difficile definire. E che non aiuta certo gli sviluppi del progetto sportivo futuro.

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Dovessero infatti rimanere così le cose, questo Milan – un Milan a budget ridotto e con ogni probablità per il quarto anno consecutivo fuori dalla Champions League – non potrebbe permettersi di rispondere alle offerte economiche dei club che dominano nel continente, e con cui Mino Raiola da sempre si rapporta. Uno scenario pericoloso per i rossoneri, perché non riuscire ad arrivare a un accordo rischierebbe appunto una situazione in stile Pogba-Juventus, quando Raiola portò via dallo United il futuro campioncino a parametro zero salvo poi riconsegnarlo ai Red Devils 4 anni dopo ma alla cifra di 100 milioni di euro.

Ecco perché in quel “ma” successivo al “Sono milanista” di Gianluigi Donnarumma si nasconde un intero mondo. Una dichiarazione tanto sussurrata quanto chiara riguardo a un futuro ancora tutto da scrivere. E dove non dipenderà, sfortunatamente per il Milan, quel bacio allo stemma.

2017, Gianluigi Donnarumma, Milan, LaPresse

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