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Inter: lista della spesa infinita e sogni estivi, ma per parlare di mercato è ancora troppo presto

Inter: lista della spesa infinita e sogni estivi, ma per il mercato è ancora troppo presto

Il 14/03/2017 alle 14:32

In questi giorni si sprecano i nomi accostati all'Inter per il mercato estivo che verrà. Facendo una rapida cernita, siamo già a più di venti nomi accostati ai nerazzurri, e siamo ancora a metà marzo. Il processo di maturazione dell'Inter, prima del mercato, deve vivere però delle tappe intermedie fondamentali.

Kostas Manolas, Antonio Rudiger, Stefan De Vrij, Felipe, Alessandro Bastoni, Ricardo Rodriguez, Kevin Strootman, Gregory Krychowiak, Marco Benassi, Andrea Petagna. Stanchi? Continuiamo: Federico Bernardeschi, Domenico Berardi, Patrik Schick, Luis Muriel. Finita? Macché. Altro giro, altra corsa: Marco Verratti, Alexis Sanchez, Angel Di Maria, Dries Martens, Benjamin Henrichs, Sime Vrsaljko, Victor Lindelof. Sulla lista della spesa, vera o presunta, dell’Inter c’è di tutto e di spazio ce ne è ancora. “Venghino signori”, dunque.

Questi sono solo alcuni dei nomi che sono stati accostati ai nerazzurri negli ultimi mesi, e abbiamo già sforato quota venti. È vero ed incontestabile che le risorse a disposizione dei nerazzurri per fare mercato in estate siano davvero elevate e qualche colpo di prestigio arriverà per davvero. La nuova proprietà Suning ha voglia e possibilità per investire in maniera importante, e con ogni probabilità sarà così. Però fermiamoci, respiriamo, calmiamo gli istinti e gli isterismi da mercato compulsivo. E c’è anche dell’autocritica. E’ vero, fa parlare e fa sognare e tutto quello che volete, fa anche illudere a dire il vero, ma siamo solo a metà marzo, a metà campionato, con le gerarchie finali ancora da stabilire, ed ora lascia questo discorso un po’ il tempo che trova. Perché tra un’Inter in Champions League (sei punti con dieci giornate da giocare sono recuperabili) ed un’Inter in Europa League c’è una differenza abissale. Anche e soprattutto in termini di mercato. I progetti espansionistici in casa nerazzurra sono già partiti e sono certificati, le ambizioni aumenteranno ed è dunque lecito aspettarsi l’Inter ai vertici nei prossimi anni.

Giocatore Squadra di provenienza Ruolo Valore di mercato
Kostas Manolas (Gre) Roma Difensore centrale 30/35 milioni
Antonio Rudiger (Ger) Roma Difensore centrale 15 milioni
Stefan De Vrij (Ned) Lazio Difensore centrale 20 milioni
Felipe (Bra) Porto Difensore centrale 8/10 milioni
Alessandro Bastoni (Ita) Atalanta Difensore centrale 3/5 milioni
Ricardo Rodriguez (Sui) Wolfsburg Terzino sinistro 18/20 milioni
Kevin Strootman (Ned) Roma Centrocampista 15 milioni
Gregory Krychowiak (Pol) PSG Centrocampista 15/20 milioni
Marco Benassi (Ita) Torino Centrocampista 10 milioni
Andrea Petagna (Ita) Atalanta Attaccante 10 milioni
Federico Bernardeschi (Ita) Fiorentina Esterno d'attacco/trequartista 40 milioni
Domenico Berardi (Ita) Sassuolo Esterno d'attacco 20 milioni
Patrik Schick (Rep. Ceca) Sampdoria Attaccante 10/15 milioni
Luis Muriel (Col) Sampdoria Attaccante 10/15 milioni
Marco Verratti (Ita) PSG Centrocampista 40/50 milioni
Alexis Sanchez (Cil) Arsenal Attaccante 65 milioni
Angel Di Maria (Arg) PSG Esterno d'attacco 50 milioni
Dries Mertens (Bel) Napoli Esterno d'attacco/attaccante 40 milioni
Benjamin Henrichs (Ger) Bayer Leverkusen Terzino destro 10 milioni
Sime Vrsaljko (Cro) Atletico Madrid Terzino destro 15 milioni
Victor Lindelof (Swe) Benfica Difensore centrale/terzino destro 18 milioni

Bilancio e fair play finanziario

Però ci sono delle tappe intermedie da attraversare prima di intraprendere il mercato in entrata. Anzitutto i nerazzurri al 30 giugno 2017 dovranno chiudere un bilancio in pareggio, per rispettare i vincoli ed i paletti imposti dal Fair Play finanziario. Al 30 giugno 2016 il Gruppo FC Internazionale Milano aveva contabilizzato 59 milioni di perdite (va considerato però che la nuova proprietà Suning si era da poco insediata). Non dovrebbe essere però un problema per la proprietà cinese rientrare nei ranghi imposti dall’Uefa ed impostare un mercato di prestigio.

La conferma di Pioli

Il progetto e la crescita dell’Inter dovrà passare anche dalla conferma di Stefano Pioli. Perché, sempre in linea con l’isterismo ed il lunatismo locale, sono bastate le sconfitte con Juventus e Roma a far aleggiare sulla testa dell’allenatore emiliano i fantasmi di Antonio Conte e Diego Pablo Simeone, puntualmente accostato ai colori nerazzurri ogni qualvolta nei prati rispuntano i fiori e si fa primavera. Il ritmo tenuto dall’Inter di Pioli è da scudetto infatti: 16 partite in panchina e 37 punti, una media di 2,31 a partita. Dal suo insediamento, solo Juventus (40) e Napoli (39) hanno fatto meglio. Proiettando la media punti di Pioli all’intero campionato, dopo 28 giornate i nerazzurri sarebbero secondi a 64 punti, alle spalle della Juventus. Questo deve far capire che, prima delle venti voci di mercato, prima di Di Maria e di qualsiasi altro giocatore, l’Inter deve mettere a fuoco le sue certezze. Una di queste deve essere Pioli, poi per il resto ci sarà tempo.

Le cessioni

Terzo passaggio: le cessioni. Prima di farcire la rosa con nuovi acquisti di spessore, ci sono una serie di esuberi da piazzare. In scadenza al 30.6.2017, tra i big della rosa di Pioli, c’è Rodrigo Palacio, che l’Inter ringrazierà per il contributo passato ma lascerà andare senza grossi rimpianti. Il traffico in attacco potrebbe essere parzialmente sbrogliato con una partenza in prestito di Gabriel Barbosa, che viene poco impiegato e poco considerato in questo momento, nonostante il gol vittoria a Bologna. Capitolo difesa: tutti utili, nessuno indispensabile. Salutato Ranocchia, seppur in prestito, tutti gli altri (escluso forse il solo Miranda) non sono considerati incedibili. Anzi, una partenza magari ben monetizzata di Murillo farebbe sorridere i nerazzurri. A centrocampo invece la crescita di Kondogbia (coincisa con l'arrivo di Pioli) e l'affermazione di Gagliardini, escludono la necessità urgente di intervenire.

Video - Pioli non si accontenta: "Possiamo crescere ancora come squadra"

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