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Juventus, l’importanza di Dybala al di là dei gol

Juventus, l’importanza di Dybala al di là dei gol

Il 20/03/2017 alle 07:25

Fondamentale sarà il recupero di Dybala. Segna meno (8 gol a 14), ma rimane l’interruttore. Accende, stana, confonde: Pjaca batte altri sentieri. Piano piano, e Pjanic Pjanic, la Juventus si è ritirata sotto la tenda

Gli scudetti passano anche per vittorie come questa di Marassi. Nessuno è perfetto, e nemmeno i marziani del Barcellona lo sono: l’importante è precisarlo, fino alla fine. Se ai quarti delle coppe abbiamo portato una squadra su sei, la Juventus e stop, uno dei motivi risiede nella modestia di un campionato al quale manca, terribilmente, Milano.

La Juventus è la Juventus. Mai, o assai di rado, un Luna park. Lo fu con Conte, il primo anno, poi sempre meno. Con Allegri è diventata una cassa di risparmio. Quadrata, organizzata, con una «portanza» che a volte sembra avarizia e a volte calcolo.

E se poi da un primo tempo così ricavi la miseria di un gol e perdi Dybala, è possibile che la Nemesi ti aspetti al varco. Soprattutto se ti chiami Juventus, appunto. Ma era una Nemesi distratta, persino sullo «svenimento» di Dani Alves, agli sgoccioli, e così Sampdoria zero Juventus uno. Di grande, il risultato: grandissimo, addirittura. Non il resto. O per la precisione: non tutto il resto.

Voce dal fondo: non sei mai contento. A occhio, visto lo show di Allegri, non sono il solo. Veniva da sette gare utili, la Samp, e Giampaolo è un allenatore che, in passato, fu molto vicino proprio a Madama. Predilige le vie centrali e, per questo, sacrifica le fasce. Corsie che Dani Alves e Cuadrado a destra e Asamoah a sinistra avevano governato con perizia.

I primi 25’ mi hanno ricordato, a grandi linee, Juventus-Milan: polvere da sparo contro polvere. Higuain non timbra, in campionato, da quattro partite. Non è un caso, ma bisogna che aggiusti la mira, calendario alla mano, e magari non faccia il portiere come ha fatto su Mandzukic. Le diffide hanno suggerito un robusto turnover in difesa. Alla ripresa, Allegri non aveva più jolly da giocarsi, Giampaolo uno: Schick. L’ha messo, si è infortunato, è uscito.

Fondamentale sarà il recupero di Dybala. Segna meno (8 gol a 14), ma rimane l’interruttore. Accende, stana, confonde: Pjaca batte altri sentieri. Piano piano, e Pjanic Pjanic, la Juventus si è ritirata sotto la tenda. Le staffette Cuadrado-Lemina e Higuain-Lichtsteiner erano avvisi ai naviganti. Catenaccione palleggiato e al diavolo le rime baciate. Quagliarella, ecco, avrebbe avuto bisogno del miglior Muriel e non della sua ombra.

Il Barcellona alterna momenti Federer a scorci un po’ così. Le montagne russe con il Paris Saint-Germain ne incarnano la disordinata grandezza. Servirà tutta un’altra Juventus: lo sanno, lo sappiamo. Favorita resta la pregiata sartoria di Messi, per quanto nell’arco di due partite le differenze si accorcino. Dopo le Nazionali, il calendario s’impenna: il 2 e il 5 aprile a Napoli (la seconda in coppa), poi Chievo e Barça l’8 e l’11 allo Stadium. Sono nodi cruciali, urge un pettine robusto. Per Spalletti, «la Juve sa adattarsi incredibilmente bene all'avversario. Se gli altri fanno 5, lei fa 5,5; se fanno 7, lei fa 7,5; e se fanno 9, spesso riesce a fare anche 9,5». Cosa ne pensate?

Video - Ecco il momento del sorteggio di Juventus-Barcellona

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