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L'esplosione di Bernardeschi ed Emerson: le critiche sono diventate elogi

L'esplosione di Bernardeschi ed Emerson: le critiche sono diventate elogi

Il 17/02/2017 alle 11:35

Dopo un lungo periodo di appennamento, Bernardeschi ed Emerson - ognuno a modo loro e con le proprie caratteristiche - si sono presi rispettivamente la Fiorentina e la Roma smentendo critiche e malelingue. Ora valgono oro per i due club, che comunque faranno di tutto per trattenerli.

Federico Bernardeschi ed Emerson Palmieri hanno vissuto notti magiche nell’ultimo turno di Europa League: se l’uno ha regalato la vittoria alla Fiorentina in quel di Gladbach con una punizione arcuata di rara bellezza, l’altro ha aperto le danze all’Estadio de Ceramica di Villarreal con un destro mozzafiato sotto il “sette”. Storie di riscatto e resurrezione le loro, così uguali e così diverse: storie che meritano di essere raccontate per la morale che portano in dote…Mai fidarsi dei giudizi affrettati nel mondo del calcio.

Bernardeschi, l’anatroccolo è diventato cigno

Abbiamo da poco scollinato la metà di febbraio e il ragazzo di Carrara ha già autografato 13 gol stagionali. L’ultimo, bellissimo, con quella punizione dalla parabola radiocomandata pennellata con il suo sinistro fatato: non è un caso se a Firenze lo chiamano Brunelleschi, dopotutto. Già sei i gol da fuori area di Bernardeschi, meglio di lui nei top-5 campionati europei solo un certo Lionel Messi (9 centri). Da quando Paulo Sousa l’ha spostata da esterno (destro) di centrocampo a trequartista libero di svariare il ragazzo è esploso mettendo a referto nove gol in sedici presenze. Strano percorso quello del classe 1994 predestinato: dopo fruttuosa gavetta in B con la maglia del Crotone (attaccante esterno del tridente di Massimo Drago) e convincente inizio sotto l’egida di Paulo Sousa, il ragazzo s’era un po’ smarrito disputando una seconda parte di stagione anonima senza incantare (per usare un eufemismo) a Euro 2016, dove sprecò la chance offertagli da Conte contro l’Irlanda. Risolti gli equivoci tattici, il “Berna” si è trasformato da brutto anatroccolo in cigno anche perché rinfrancato dall'essere stato responsabilizzato ulteriormente. Già, quel “dieci” sulle spalle gli dona proprio e chissà che per la piazza di Firenze non si trasformi nel nuovo Antognoni…Calciomercato permettendo!

Emerson Palmieri, da bidone a super star

" Emerson non mi è mai piaciuto e non avevamo fiducia in lui, gli manca personalità"

Parole e musica di Maurizio Zamparini, risalenti all’estate del 2015, quando il Palermo non riscattò il cartellino di Emerson Palmieri dal Santos rifiutandosi di versaare 1,7 milioni di euro nelle casse del club brasiliano. Fu a quel punto che sul terzino sinistro con trascorsi anonimi nel Palermo piombò come un falco Walter Sabatini, portandolo alla corte di Garcia. Dopo un lungo periodo di apprendistato all’ombra di Lucas Digne, prima, e Juan Jesus, dopo, il ragazzo di Santos si è preso la Roma perché è sensibilmente migliorato la fase difensiva e al contempo affinato le sue spiccate doti offensive beneficiando del nuovo ruolo di quarto di centrocampo a sinistra. Nelle ultime partite Emerson è salito ulteriormente di colpi, fino a risultare praticamente imprendibile per i malcapitati avversari del Villarreal giovedì sera. Merito anche di Luciano Spalletti e del suo notevole lavoro compiuto sull’ex oggetto misterioso del calcio italiano, scaricato con ogni probabilità troppo frettolosamente da Zamparini.

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