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La frustrazione controproducente di Spalletti e Sarri che fa male a Roma e Napoli

La frustrazione controproducente di Spalletti e Sarri che fa male a Roma e Napoli

Il 20/03/2017 alle 13:45Aggiornato Il 20/03/2017 alle 13:46

Il tecnico giallorosso se la prende con i giornalisti, quello azzurro con la Lega, ma le loro lamentele fanno male agli ambienti, già caldi, nei quali fanno calcio.

Inseguire sempre, da anni, senza mai riuscire a raggiungere la vetta (se non per qualche giornata), è frustrante di per sé. Diventa ancora più evidente quando i protagonisti esagerano in polemiche e nervosismi dei quali si farebbe volentieri a meno. Luciano Spalletti e Maurizio Sarri, rispettivamente secondo e terzo in classifica dietro alla Juventus con Roma e Napoli, nell’ultimo periodo stanno mostrando il lato crudo dei loro caratteri, andando spesso oltre… seppur abbiano il pregio di essere molto schietti e fare tutto alla luce del sole; davanti – se non proprio contro – la stampa.

Spalletti e quello "sfigato" fuori luogo

Nella conferenza alla vigilia di Roma-Sassuolo, il tecnico giallorosso se l’è presa con i giornalisti. Rei di aver pubblicato parole non gradite al toscano, questi si è scagliato contro di loro in modo veemente: “Io non sono sfigato, ho raggiunto un livello alto. Si parla di episodi, si fa l’articolo, il titolo. Io non posso essere sfigato, professionalmente. Gli sfigati siete voi”; il tutto a corollario di una (probabile) battuta del cronista che riprendeva quel “Sarò io che porto sfiga” dichiarato dallo stesso Spalletti dopo la gara con il Lione. Una querelle che segue quella tra il tecnico e il presidente Palliotta, dalla quale traspare ormai una certa incompatibilità, nonostante le parole di forma esternate da ambo le parti.

Sarri, i numeri non ti danno ragione

Fa seguito Maurizio Sarri, che ormai ha sdoganato la parolaccia in quasi tutte le sue esternazioni televisive e dopo la vittoria di Empoli, questa volta senza locuzioni pesanti, se l’è presa con i “lunch match”: “Diciamo le cose come stanno – ha attaccato il tecnico azzurro – abbiamo giocato in un orario in cui nessuno vuole giocare. Tutto lo pensano, ma la differenza è che io lo dico: a me fa schifo giocare alle 12.30. Comporta una serie di problemi!”. Boom, ecco la prima stilettata alla lega, alle tv, all’organizzazione della serie A. Poi rincara la dose, difendendo Spalletti e la Roma, uscita a suo dire dall’Europa League per colpa del calendario troppo denso. “Che rispetto c’è stato per la Roma, uscita col Lione quasi esclusivamente per responsabilità della Lega con quel calendario? La Roma non è stata tutelata, è stato un signore Spalletti a non dirlo”. A braccetto, quasi a volersi alleare all’altra seconda forza del campionato contro un nemico unico (il sistema, la Lega), più potente e, lo dice il campo, ad oggi più forte (la Juventus).

Queste due uscite, non le prime, né le ultime probabilmente, trasmettono chiara insofferenza da parte dei due allenatori, evidentemente non sereni. Spalletti, prima dei “problemi” coi giornalisti, aveva “richiamato” a una maggiore vicinanza alla squadra il presidente stesso, dicendo di non essere stato coinvolto nel progetto per la Roma del futuro. Crepe di un rapporto mai decollato che potrebbe finire ancora peggio (giornalisti o no). Sarri, alla seconda stagione da inseguitore della Juventus, dall’iniziale e divertente ironia toscana è passato a una costante – più o meno condivisibile– lamentela verso i “poteri forti”, senza a volte fare i conti con la realtà.

Squadra Partite alle 12.30
Atalanta 4
Bologna 3
Cagliari 3
Empoli 3
Inter 3
Sampdoria 3
Sassuolo 3
Udinese 3
Crotone 2
Fiorentina 2
Genoa 2
Juventus 2
Lazio 2
Milan 2
Napoli 2
Palermo 2
Pescara 2
Roma 2
Torino 2
Chievo 1

Osservando questa tabella si può notare come il Napoli sia una delle squadre che meno hanno giocato all’orario che a Sarri “fa schifo”. Ciò evidenzia ancor di più come il suo sfogo, al pari di quello spallettiano, sia effettivamente esagerato e al contempo controproducente per la serenità del proprio ambiente, che non ha bisogno di sentirsi sempre sotto attacco per vincere partite e puntare a fare ancora meglio di quanto stia facendo.

Video - Spalletti: "Se non si vince per 6-7 anni, normale cambiare giocatori e tecnico"

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