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Crisi è crisi... Ma il calcio italiano, intanto, mai così bene in Europa

Crisi è crisi... Ma il calcio italiano, intanto, mai così bene in Europa

Il 08/12/2017 alle 09:53Aggiornato Il 08/12/2017 alle 10:12

Con 6 squadre su 6 tra Champions ed Europa League alla seconda fase degli scontri diretti, il calcio italiano scrive un piccolo record. Un risultato mai riuscito prima da quando anche la Coppa UEFA/Europa League ha una fase a gironi (2003/04); e che per "somiglianza" ci riporta al 1993/94, quando tutte le italiane presenti in Europa nelle 3 coppe arrivarono fino ai sedicesimi.

La Serie A è ancora comissariata, la FIGC è senza un presidente, la Nazionale è ancora senza un allenatore, il bando per la vendita dei diritti tv è slittato di un altro mese, eppure il calcio italiano non è mai stato così in salute.

No, non siamo impazziti. E sì, siamo a conoscenza della situazione più che mai critica del pallone nostrano. Eppure, nella stranezza dei numeri, c’è da sottolineare l’incredibile record di questa stagione.

Mentre buona parte del Paese ancora si piange addosso, il calcio italiano in Europa fa registrare un piccolo, grande record: tutte le squadre qualificate dalla scorsa Serie A alle competizioni europee – partendo e considerando anche i vari preliminari – sono passate alla seconda fase, quella degli scontri a gironi.

A febbraio dunque rivedremo le stesse 6 formazioni italiane che partirono a luglio con il preliminare di Craiova-Milan, passando per l’altro preliminare, quello del Napoli col Nizza, e poi completato appunto da questo filotto che arriva nonostante la retrocessione degli azzurri in Europa League.

Milan-Rijeka - 2017 - Europa League

Milan-Rijeka - 2017 - Europa LeagueLaPresse

Una rarità che non avevamo mai registrato prima nella storia, soprattutto da quando entrambe le competizioni UEFA – ovvero Champions League prima e Coppa UEFA/Europa League poi (2003/04) – sono diventate, nella prima fase, competizioni a gironi.

Il calcio italiano si era avvicinato a questo traguardo nel 2015/16, quando tutte le iscritte alla fase a gironi riuscirono a passare il turno. Ma a “tradire” il ‘filotto’, se così lo possiamo definire, fu la Sampdoria, eliminata ad agosto nei preliminari di Europa League (e in un certo senso anche la Lazio, che sempre eliminata ai preliminari di Champions, fu retrocessa in EL - salvo poi però, appunto, passare il girone).

O qualcosa di altrettanto simile ci fu nel 2002/03, l’anno storico della finale di Champions League tutta italiana, con 3 squadre su 4 – Milan, Inter e Juventus – a comporre l’elite d’Europa; ma a rovinare anche qui il ‘filotto’ ci fu il Chievo, eliminato al primo turno di Coppa UEFA dalla Stella Rossa Belgrado.

Juventus-Milan, finale di Champions League tutta italiana, Manchester 2003

Juventus-Milan, finale di Champions League tutta italiana, Manchester 2003Getty Images

E dunque, il caso più simile di en-plein italiano in Europa, risale addirittura alla stagione 1993/94, con Milan in Coppa Campioni, Toro e Parma in Coppa delle Coppe, Cagliari, Juventus, Inter e Lazio in Coppa UEFA. Tutte queste squadre riuscirono a passare almeno il primo turno e arrivarono tutte almeno ai sedicesimi di finale delle rispettive competiziponi. Un anno che fu di gloria, conclusosi con la vittoria delle due milanesi, rispettivamente in Coppa Campioni e Coppa UEFA, ma soprattutto un’estate di gloria, con l’Italia di Sacchi che si fermò solo ai calci di rigore nella finale dei mondiali di Pasadena contro il Brasile.

Emozioni che certamente non potremo vivere tra i prossimi giugno e luglio. Perché questa, più che un termomento di salute, sembra davvero una delle ennesime e incredibili anomalie dell’imprevedibile storia del calcio.

*Si ringrazia l’intera redazione di Eurosport per il ‘brainstorming’ e la collaborazione nella produzione di questo articolo.

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