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Inter sospesa tra immobilismo e strategia del silenzio, ma il derby cinese preoccupa la piazza

Inter sospesa tra immobilismo e strategia del silenzio, ma il derby cinese preoccupa la piazza

Il 15/07/2017 alle 23:27

Il tifo rossonero vive dell’esaltazione del momento per una campagna acquisti faraonica, quello nerazzurro è imprigionato in uno stato di perenne attesa: perché Bonucci non è stato considerato una priorità?

Il calcio d’estate è quello delle parole e dei sogni. Le parole dei dirigenti tentano di spiegare le strategie di un club, ma al tifoso non bastano. Il tifoso ha bisogno di sognare e per farlo ha bisogno del calciomercato, sotto l’ombrellone o la sera, tornato dal lavoro, durante un happy hour con gli amici. A Milano gli umori sono agli antipodi. Il tifo rossonero vive dell’esaltazione del momento per una campagna acquisti faraonica, quello nerazzurro è imprigionato in uno stato di perenne attesa, sospeso tra la speranza che arrivi qualche colpo altisonante (manca un mese e mezzo al termine della sessione estiva) e la depressione per ciò che non sta avvenendo.

Eppure fino a poche settimane fa, i cinesi con il portafoglio gonfio sembravano essere quelli dell’Inter mentre dei colleghi rossoneri si sapeva poco o nulla. Di sicuro nessuno poteva prevedere un all-in di tali proporzioni da parte del Diavolo, con il rischio di spendere tutto e subito prima che tra un anno l’Uefa bussi alle porte di Milanello per chiedere il conto in materia di Fair Play Finanziario. A quel punto, sarà fondamentale presentarsi con una qualificazione alla Champions League 2018-2019 in tasca per evitare guai…

Walter Sabatini, Inter, Serie A 2016-2017

Walter Sabatini, Inter, Serie A 2016-2017LaPresse

L’Inter ha adottato una strategia diversa, come ha spiegato anche Walter Sabatini. Alla base della rosa della scorsa stagione vanno aggiunti pochi rinforzi mirati, anche perché non è detto che spendere tanto e rivoluzionare sia sinonimo di successo (per Joao Mario e Gabigol furono spesi 75 milioni di euro, ndr). Quello che, però, preoccupa la piazza è il semi-immobilismo che stona con le macerie del settimo posto ereditato da Spalletti. In fondo, si è tanto favoleggiato – forse anche troppo – sulla famigerata potenza economica di Suning, ma finora non si è ancora visto niente di tutto questo.

Da sempre il pubblico dell’Inter è un esempio di fedeltà incondizionata, di gente che anche in stagioni sulla carta non molto promettenti fa registrare 40mila abbonati. Il Milan, per risvegliare l’entusiasmo, ha rifatto la squadra e i 15mila abbonamenti di un anno fa lieviteranno sensibilmente. Come il primo Berlusconi, la nuova proprietà cinese ha puntato sul tutto e subito, un po’ come faceva Massimo Moratti a costo di sbagliare. Del resto anche oggi il suo modo di ragionare non è cambiato: “Prenderei Ibra…”. Suning non ha mai fatto una campagna acquisti 'alla Moratti', ma Sabatini spiega:

" Se ci sarà la possibilità di prendere qualcuno con ingaggio alto ma che merita, Suning non si tirerà certo indietro"

Chi altro, se non ad esempio Bonucci, l’avrebbe meritato? Non sono trattative che si fanno dall’oggi al domani e il Milan si è mosso con ampio anticipo sul difensore, ma quel che si domandano in molti è il motivo per cui l’Inter, di fronte alla palese volontà del giocatore di lasciare la Juventus, non abbia tentato di fare una controfferta. Sarebbe stato un doppio dispetto alle rivali di sempre, sarebbe stata una mossa per riaccendere un entusiasmo da tempo sopito. Oltre a Dalbert, i nomi che si fanno per l’attacco sono Martial e Keita: giocatori molto importanti, ma la necessità prioritaria dei nerazzurri dovrebbe essere rinforzare una difesa che nell’ultima Serie A ha incassato 49 gol. Bisogna dunque solo aspettare per capire dove porterà la nuova strategia del silenzio: il popolo nerazzurro, per antonomasia popolo di romantici e sognatori, all'arrivo di Suning fantasticava tornando con la mente all’estate 1997 e al Fenomeno Ronaldo, ma questa volta sarebbe bastato Leonardo Bonucci, una certezza in un ruolo chiave che, tanti anni fa, prima di diventare il campione di oggi, si è fatto le ossa...nell'Inter.

Video - L'imperativo di Spalletti: "Riportare l'Inter dentro la sua storia"

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