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Fabio Aru risponde a Nibali: "Vincenzo non ci sarò ma la nostra sfida è solo rimandata"

Aru risponde a Nibali: "Vincenzo non ci sarò ma la nostra sfida è solo rimandata"

Il 21/04/2017 alle 18:28Aggiornato Il 21/04/2017 alle 18:29

Il campione sardo non sarà ufficialmente al via del Centenario del Giro d'Italia che partirà il 5 maggio da Alghero. Alla notizia Vincenzo Nibali, suo ex capitano in Astana, aveva dedicato qualche pensiero proprio ad Aru attraverso la Gazzetta dello Sport e oggi, il cavaliere dei quattro mori, ha voluto rispondere a Nibali con lo stesso mezzo in una lettera veramente emozionante.

Non ci sono possibilità di vedere Fabio Aru al via del Giro d’Italia che partirà proprio dalla sua Sardegna il prossimo 5 maggio. Il cavaliere dei quattro mori ha cercato fino alla fine di essere parte del plotone che prenderà il via da Alghero ma con un comunicato stampa, l’Astana, non gli ha dato il via libera: Aru non potrà mettersi il dorsale del Giro.

Quello che può fare però, è allenarsi piano piano per non perdere la forma e cercare di restare su il morale dopo tutto, l’intero plotone è dalla sua parte e spera in un suo repentino recupero. Il suo ex capitano Vincenzo Nibali, alla notizia del forfait, aveva scritto una lettera ad Aru e il giovane Sardo, con lo stesso mezzo, ha risposto a Nibali attraverso la Gazzetta dello Sport.

" Vincenzo, ho letto e riletto la tua lettera. E ho pensato a lungo a quanto sarebbe bello risponderti con un bel: Sì, ci sarò anch’io al via del Giro 100. Purtroppo la vita spesso ci mette di fronte a dure prove. Io e te Vincenzo, usciti da casa poco più che ragazzini per inseguire il sogno di diventare campioni, lo sappiamo bene quante volte avremmo voluto dire ‘basta’ e tornare a divertirci con i nostri amici d’infanzia. Eppure siamo sempre riusciti a buttare il cuore oltre l’ostacolo e crederci fino alla prossima gara e poi alla successiva e poi a quella dopo ancora…"
Fabio Aru and Vincenzo Nibali

Fabio Aru and Vincenzo NibaliImago

" Domenica 2 aprile ero da poco partito con i miei compagni per un bell’allenamento, nei dintorni di Sierra Nevada. Il Giro nella testa e ogni azione e pensiero rivolti al 100% verso questo obiettivo. Poi, come dicevi tu, succede l’imponderabile e tutto sembra svanire come neve al sole. Con il cuore in mano devo dirti che vorrei con tutto me stesso poterti sfidare sulle salite del Giro 100, sull’Etna e sul Block Haus, fino allo Stelvio. Purtroppo questo infortunio mi ha costretto a stare fermo (senza bici) ormai da più di due settimane. Ti faccio solo l’esempio che quando ho staccato a fine 2016 sono stato senza pedalare per 3 settimane scarse… e poi ho ricominciato da zero"
" Le terapie stanno andando bene, la professionalità di chi mi sta assistendo sta portando a ottimi risultati e, sono certo (anche il professor Combi sembra essere fiducioso), ancora qualche giorno e l’infortunio sarà recuperato. Da lì però a potermi allenare dovrà passare ancora qualche giorno di adattamento graduale, e ormai saremo ai primi di maggio o quasi. Da ragazzo intelligente e sensibile quale mi hai sempre dimostrato di essere, credo che anche tu possa capire che venire al Giro dopo 3 settimane fermo e senza allenamenti non sarebbe serio, né per la mia squadra (che mi ha sempre dato grande fiducia) né per i miei tifosi, che mi sono stati incredibilmente vicini in queste difficili settimane e a cui devo davvero tantissimo"
2016, Fabio Aru, Ciclismo, Giro d'Italia, LaPresse

2016, Fabio Aru, Ciclismo, Giro d'Italia, LaPresseLaPresse

" Il sogno del Giro 100 purtroppo è finito per me con quella maledetta caduta. Ora è tempo di recuperare bene e poi pensare a una stagione che ha ancora molte gare in calendario. Al Giro (ammesso che riesca a guardarlo serenamente in tv…) farò il tifo per i miei compagni, Michele Scarponi in primis, è diventato il capitano della mia squadra. Però ti posso dire, caro Vincenzo, che spero sinceramente che anche tu possa fare bene, magari alleandoti con ‘Scarpa’ o con gli altri forti italiani, che sono tanti, per vedere il tricolore sventolare più in alto di tutte le altre bandiere, in Piazza Duomo a Milano. E, in quanto alla sfida tra noi (leale e rispettosa, ma sportivamente ‘cattiva’), che tutti aspettavano di vedere sulle salite del Giro, è solo rimandata…"

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