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Milano-Sanremo: Kwiatkowski di potenza beffa Sagan dopo più di 7 ore. La Classicissima è da record

Milano-Sanremo: Kwiatkowski di potenza beffa Sagan dopo più di 7 ore. La Classicissima è da record

Il 18/03/2017 alle 18:23

Il Polacco Michal Kwiatkovski batte e beffa in volata il campione del mondo Peter Sagan alla Milano-Sanremo. A poco è valso il grande attacco sul Poggio dello slovacco che sfiora di un soffio la vittoria alla Sanremo, traguardo che continua a sfumare. L'edizione 2017 è anche quella dei record tra velocità, potenza e ore di gara.

Un finale pazzesco, cinematografico e al cardiopalmo quello che ha contraddistinto la Classicissima di primavera, la Milano-Sanremo.

Sul traguardo di Via Roma in una volata ad altissimo livello tecnico e ad un’intensità mostruosa, Michal Kwiatkowski (Team Sky) ha battuto, e beffato, il campione del mondo Peter Sagan (Bora HansGrohe), terza piazza per Julian Alaphilippe (Quick-Step Floors).

Un terzetto che di fatto ha caratterizzato l’intera classica di 291 km. Si, perché se la corsa non si è accesa all’inizio, lasciando partire e riprendere fughe e piccoli attacchi, il finale è stato decisamente scoppiettante.

Il campione del mondo di Doha è partito sul Poggio, proprio nel punto in cui doveva attaccare a circa 5 km dal traguardo e se all’inizio l’azzurro Sonny Colbrelli, fresco di vittoria nella prima frazione della Parigi-Nizza, aveva provato il contrattacco al campione Slovacco, solo Michal Kwiatkowski e Julian Alaphilippe sono riusciti a tenerne la ruota fino in fondo.

Ma c’è di più. Non solo i tre sono riusciti a fare “il vuoto” per una buona parte di salita ma il loro alzarsi sui pedali per risalire il Poggio ha stabilito uno dei record di velocità di scalata: 5 primi e 55 secondi alla media di 37.52 km/h, record che prima apparteneva al solo Kwiatkowski, registrato nel 2016.

Sanremo dei record, non solo di velocità e di potenza ma l’edizione del 2017 è stata anche quella che ha superato le 7 ore di corsa. Non accadeva dal 2008 quando sul traguardo della città dei fiori, alzava le braccia al cielo un certo Fabian Cancellara.

Altra curiosità, lo svizzero in quell’anno centrò la doppietta nelle prime due classiche: vinse la Strade Bianche e appunto la Sanremo. Lo stesso avvio della stagione 2017 di Michal Kwiatkowski. Nel 2008 Cancellara si piazzò secondo alla Parigi-Roubaix, alle spalle di Tom Boonen che quest’anno proprio al velodromo di Roubaix proverà a cogliere il suo ultimo sigillo della carriera. E se i dati non fossero solo coincidenze, forse anche Kwiato potrebbe pensare al colpaccio.

Con l’attacco sul Poggio, però, il protagonista della Sanremo è stato decisamente Peter Sagan per potenza, velocità, intelligenza e lettura di gara. Il campione del mondo è riuscito perfettamente a capire il momento propizio per attaccare la salita e per evitare di portare in volata un plotone di tante, troppe unità che avrebbero aumentato l’incertezza della corsa. Lo stesso slovacco, sull’Aurelia, continuava a guardarsi le spalle e a controllare i compagni di fuga Kwiatkowski e Alaphilippe conscio che nonostante mancassero pochi chilometri, la corsa si doveva decidere subito, dato il calibro dei tre contendenti.

Ma il polacco, recente vincitore alla Strade Bianche, ha rimescolato le carte. Sul rettilineo finale, a meno di 500 metri dal traguardo, si è posizionato prendendo la ruota di Sagan, cercando di sfruttare la scia del campione del mondo. Intuizione, azione e vittoria, manuale d’uso a cura di Michal Kwiatkowski.

Il portacolori del team Sky, rinato quest'anno dopo un 2016 difficile, è il primo polacco della storia a conquistare la Classicissima. Per Sagan, invece, continua a la maledizione di una Sanremo inarrivabile, sempre così vicina ma mai troppo per presa. E continua anche la maledizione della maglia iridata: l'ultimo campione del mondo a vincere la Sanremo resta, di fatto, Beppe Saronni nel 1983.

Video - Michal Kwiatkowski batte Sagan in volata e vince la Sanremo

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