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Cassani in esclusiva: "Meritavamo la medaglia. La squalifica di Moscon? È colpa mia"

Cassani in esclusiva: "Meritavamo la medaglia. La squalifica di Moscon? È colpa mia"
Di Eurosport

Il 24/09/2017 alle 21:43Aggiornato Il 24/09/2017 alle 23:44

Il ct della nazionale azzurra, Davide Cassani, in esclusiva a Eurosport al termine del Mondiale di Bergen: "Avremmo meritato una medaglia per come abbiamo corso, ma siamo una squadra giovane, in crescita e con un movimento forte alle spalle. La squalifica di Moscon? Mi prendo la responsabilità, ho sbagliato io. Non capiterà più".

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Davide Cassani intervistato in esclusiva al termine del Mondiale di Bergen: il ct della nazionale traccia il suo commento sulla corsa, sulle potenzialità future della squadra e sulla crescita del movimento, testimoniato dalle tante medaglie vinte a livello juniores. Sullo spinoso caso della squalifica di Gianni Moscon per traino è chiaro: "Ho sbagliato io, mi prendo la responsabilità".

Guarda l'intervista esclusiva al ct Davide Cassani:

La medaglia sfumata

" La squadra italiana meritava una medaglia per come ha corso, sono stati tutti bravissimi. Trentin è arrivato a un passo da una medaglia che avrebbe meritato lui e tutta la squadra. Con percorsi del genere è difficile inventarsi qualcosa di particolare, soprattutto in una giornata come questa dalle buone condizioni meteo. A questo livello, fare differenza è molto molto difficile: hanno provato un po' tutti ad attaccare e fare selezione, noi compresi, ma non è servito. L'ho capito subito che sarebbero arrivati 30 corridori in gruppo all'arrivo e che avrebbe vinto un corridore che aveva nel palmares una Sanremo o un Fiandre. E infatti, hanno fatto primo e secondo..."

Le prospettive di un'Italia in crescita

"L'Italia sta vivendo un momento positivo. Bettiol e Moscon hanno 20 anni, abbiamo ragazzi dell'89 e del '90 come Trentin e Viviani, corridori che in questo 2017 hanno dimostrato di sapersi migliorare. Oggi siamo arrivati quarti al mondiale: non possiamo essere contenti, ma è un grande risultato se visto in prospettiva, anche se guardiamo alla medaglie che abbiamo vinto a livello junior. Vuol dire che c'è una base, un movimento in crescendo su cui lavorare".

Moscon? "Ho sbagliato io"

" Ho sbagliato io, Moscon non c'entra niente. Mi prendo la responsabilità. C'è stata una caduta, lui è riuscito a rimontare, poi gli ho passato la borraccia, è rimasto attaccato 6-7 secondi. Ho sbagliato io, sono situazioni che durante le corse capitano, ma prometto che non capiterà più. Era un momento concitato e delicato, una situazione in cui si può sbagliare. E io ho sbagliato."

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Scarponi, l'angelo custode

"Michele Scarponi è stato il nostro angelo custode. L'ultima volta che ho parlato con lui è stato al Giro delle Alpi e abbiamo discusso proprio del campionato del mondo. Gli avevo detto che avrebbe dovuto correre un altro anno perché ad Innsbruck mi sarebbe servito uno come lui. Era necessario per noi dedicare questo campionato a lui, averlo sulla nostra ammiraglia, e stato il nostro decimo uomo. La cosa bella è che uno come Sagan gli abbia dedicato la vittoria: Peter è una grande persona".

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Il pensiero è già a Innsbruck

"Sarà un mondiale diverso, dove arriveranno solo grandi scalatori. Ci sarà un dislivello di 5000 metri, una salita di 7-8 km, con un muro vero e proprio, dove i corridori arriveranno uno alla volta. Ho già parlato con Aru e Nibali, e con tutti gli scalatori che devo convocare. Anche Moscon può fare molto bene, con un anno di esperienza in più. Ma punto anche su Pozzovivo, Caruso e Rosa: sarà una squadra simile a quella di Rio, con scalatori puri".

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