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Dino Salvoldi è l'uomo dei record: il segreto dietro questa giovane Italia che vince è lui

Dino Salvoldi è l'uomo dei record: il segreto dietro questa giovane Italia che vince è lui

Il 22/09/2017 alle 21:46

Il commissario tecnico delle nazionali femminili di ciclismo ha totalizzato, da quando è in carica nel 2001, ben 207 medaglie tra Mondiali, Olimpiadi, Europei e Coppa del Mondo, su strada e su pista. Se c'è un segreto dietro a tutte queste vittorie, è sicuramente lui.

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C'è un numero che fa paura, quando si parla di Dino Salvoldi. Ma è allo stesso tempo un numero che quasi lo infastidisce ogni qual volta viene rispolverato o gli viene ricordato. Ebbene, Salvoldi è commissario tecnico della nazionale femminile su pista dal 2001 e lo è diventato anche per la disciplina su strada dal 2005 in poi. In questi 16 anni di lavoro, le sue nazionali hanno conquistato complessivamente 207 medaglie. Sì, avete letto bene, 207 medaglie tra strada e pista, tra Mondiali, Europei, Olimpiadi e Coppa del Mondo. Segno che, se esiste un segreto alle spalle di questa nazionale femminile che vince ovunque, probabilmente risponde proprio al nome di Edoardo "Dino" Savoldi, che abbiamo incontrato a Casa Italia a Bergen dopo la scorpacciata di medaglie. Lui, però, preferisce non sbandierare la statistica.

" Questa delle medaglie è una storia che si ripete ogni anno. Non mi fa impazzire in realtà che si ricordi ogni volta il numero di medaglie che ho vinto, anzi mi infastidisce un po', ma fa parte della statistica: sono numeri e tali restano. Penso però che sia più giusto gratificare le ragazze che queste medaglie le conquistano per strada o in pista."
Pirrone Paternoster

Pirrone PaternosterGetty Images

Non si può però sorvolare sulle capacità di un commissario tecnico silenzioso, schivo, di poche parole, ma sempre vincente. Nella sua ottica di allenatore, non sono i numeri o le medaglie a contare, quanto più la crescita delle giovani ragazze che dalla categoria Junior porta ai cancelli del professionismo, chiavi in mano.

" In questo biennio, con le annate 1998 e 1999, questo gruppo di ragazze ha vinto dieci campionati del mondo tra strada e pista, più diversi campionati europei, con prestazioni cronometriche importanti. Chi ci conosce sa che di segreti non ce ne sono, c'è un metodo di lavoro che porta risultati in modo trasversale in tutte le discipline. Se vogliamo individuare proprio un segreto è l'allenarsi insieme, in un gruppo. Questo fa veramente la differenza."

Quindi sì, forse un piccolo segreto c'è, ma tutte queste medaglie sono frutto del lavoro, della fatica, dei ritiri in altura. Le annate 1998 e 1999, negli ultimi due Mondiali di Doha e Bergen, hanno portato in dote 6 medaglie: tre a cronometro, con l'argento di Lisa Morzenti nel 2016 e la doppietta (oro ed argento) di Elena Pirrone ed Alessia Vigilia lunedì scorso a Bergen. Su strada, l'oro di Elisa Balsamo a Doha e la doppietta odierna di Pirrone e Paternoster.

" Non c'è casualità in questi risultati. E, per il mio punto di vista, non è solo il numero delle medaglie che va considerato ma anche quante sono le atlete che abbiamo portato sul podio. Questi numeri non sono frutto del talento individuale di poche atlete o di poche individualità."

E la gara in linea delle juniores, chiusa con un oro ed un bronzo, era stata preparata proprio così: anche in questo frangente, non esiste casualità.

" Senza presunzione, però era stata preparata proprio così. Il nostro piano era rimanere al riparo nei primi due giri per poi scorpire le carte e saggiare la resistenza delle nostre avversarie con un attacco individuale tra i -25 ed i -30 km al traguardo. Elena è partita ai -31. Se poi non fosse andato bene il piano A, avremmo provato un attacco di squadra nel finale."
Elena Pirrone

Elena PirroneGetty Images

Elena Pirrone ed Elisa Paternoster chiuderanno a fine stagione la loro parentesi da Juniores e passeranno professioniste con il Team Astana, una formazione a forte matrice italiana. Ciò che manca, secondo Salvoldi, è uno step intermedio nel ciclismo femminile.

" Manca una categoria di mezzo, che tra gli uomini si chiama Under 23, ma che può essere rappresentata anche dalla Continental e dalle Professional. Qui c'è un salto abissale, è come se al migliore dei nostri Junior si chiedesse dalla prossima stagione di chiudere il Tour sui tempi di Contador oppure di finire la Liegi accanto a Sagan. Vorrei proteggere questo gruppo di atlete in questo passaggio"

Video - Pirrone e Paternoster, doppia medaglia: "Ci siamo tolte una bella soddisfazione"

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