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Peter Sagan re dei 3 mondi: Bergen è il record di una lunga storia iridata

Peter Sagan re dei 3 mondi: Bergen è il record di una lunga storia iridata

Il 25/09/2017 alle 08:48Aggiornato Il 25/09/2017 alle 09:53

Dalla Monument Avenue al Golfo Persico, lo slovacco riscrive in Norvegia la storia del ciclismo perché nessuno aveva mai vinto tre mondiali consecutivi. Contro Kristoff, "in trasferta", la vittoria più intensa per centrare il primato e cancellare l'espulsione dal Tour... E si riparte dalla solita "maledetta" Sanremo.

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Richmond, Doha, Bergen: è il giro del mondo di Peter Sagan in tre maglie iridate. Dalla Monument Avenue al Golfo Persico, lo slovacco riscrive in Norvegia la storia del ciclismo perché nessuno aveva mai vinto tre mondiali consecutivi: meglio dei belgi Ronsse, Van Steenbergene e Van Looy e degli italiani Bugno e Bettini, che si sono tutti fermati a due. A 27 anni, Sagan è già leggenda vivente.

Richmond, la riforma

La prima volta di Sagan mondiale cancellò una sindrome da eterno secondo che non aveva ancora vinto una Classica Monumento, stravolgendo le regole del ciclismo per iniziare a farne la storia. Eravamo oltreoceano e Peter era già questo straordinario performer delle due ruote, il corridore più puro della generazione duepuntozero. Dal Big Sur di Jack Kerouac alle terre estreme di Into the Wild, Sagan rovesciava la regola della sconfitta con la logica del lieto fine, scaricando una fiamma di tremila metri fra i canyon della Virginia.

Peter Sagan, Richmond 2015

Peter Sagan, Richmond 2015Imago

Doha, la consacrazione

Con la calma della prima maturità e la classe del riformista, il secondo mondiale consacrò invece una stagione di magnifici capolavori iridati. Fiandre, Tour de France (3 successi di tappa e quinta maglia verde), prima edizione dei Campionati Europei e volata regale di Doha: Sagan batte Boonen e Cavendish nel vento mediorientale, eroe dei due mondi su un podio che segna la storia del ciclismo classico-moderno. Richmond è il mondiale della “nascita”, Doha è il mondiale della consacrazione, Bergen è il mondiale della rivalsa.

Mondiali 2016, Doha; Peter Sagan

Mondiali 2016, Doha; Peter SaganGetty Images

Bergen, il primato

Secondo alla "maledetta" Sanremo, espulso dal Tour de France senza il record di Zabel, Sagan aspetta settembre per centrare la centesima vittoria da professionista, al Grand Prix Cycliste de Québec, e fare il primato dell’iride. Lo slovacco si nasconde tra i fiordi e a poca strada dal traguardo è ancora nella pancia del gruppo, mentre Moscon e Alaphilippe provano ad abolire la fuga. Bergen però, si sapeva, è una questione tra velocisti oltre che casa Kristoff, tant’è che Sagan deve attendere il fotofinish per scoprire d’aver battuto il norvegese al colpo di reni.

Un altro sprint e una bellissima dedica a Michele Scarponi che non c'è più e ci manca così tanto. Bergen è stato il suo mondiale più sofferto e quello di un record che a Innsbruck, tra un anno, metterà in palio un’iride di pretendenti scalatori. Chissà che Sagan non voglia stupirci un’altra volta trasformando il suo fisico sulla strada del mito. In fondo, Peter Pan ci ha insegnato ch'esistono certi bellissimi sogni a occhi aperti.

Video - Sagan nella leggenda! Campione del mondo per la terza volta di fila

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