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Rastelli e Gazzoli, medaglie mondiali e rammarico: "Bene argento e bronzo, peccato aver perso l'oro"

Rastelli e Gazzoli, medaglie mondiali e rammarico: "Bene argento e bronzo, peccato aver perso l'oro"

Il 23/09/2017 alle 15:15Aggiornato Il 23/09/2017 alle 15:16

I due azzurri hanno occupato il secondo ed il terzo gradino del podio nella gara in linea degli Uomini Junior. IUna medaglia in linea mancava dal 2008, quando Cattaneo fu secondo a Varese. Negli occhi e nelle parole degli azzurri filtra rammarico per una gara da protagonisti in cui è sfuggita ma medaglia più preziosa, vinta dal danese Johansen.

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Due medaglie (la sesta e la settima di questa spedizione norvegese), ma qualche sorriso in meno. Un giorno dopo, è sempre l'Italia a dominare cromaticamente il podio. Solo i gradini di merito sono un po' diversi. E' la Danimarca a prendersi l'oro, mentre la formazione junior allenata da Rino De Candido si "accontenta" di argento e bronzo. Nei volti di Luca Rastelli e di Michele Gazzoli si percepisce rammarico per ciò che poteva essere e non è stato, ossia l'oro. Un oro che all'Italia manca dal 2007, quando vinse Ulissi. Una medaglia nella prova in linea junior maschile era assente nel palmares azzurr A mente fredda, la soddisfazione per aver centrato una medaglia mondiale prenderà il sopravvento, e lo sanno anche loro.

Luca Rastelli è un giovanissimo (29/12/1999) passista scalatore cremonese, precisamente di Boschetto, in fuga nella seconda parte di gara e davvero vicino a coronare il sogno iridato. Ha scelto di fare del ciclismo la sua ragione di vita,lasciando la scuola, pur avendo iniziato relativamente tardi in bicicletta: dopo aver praticato il nuoto da ragazzino, ha deciso solo nel 2013 di salire in bicicletta, direttamente tra gli Esordienti. Quattro anni dopo è già argento mondiale:

" Ancora non ho realizzato che sono vice-campione del mondo, però quando sei di fianco alla maglia iridata sul podio un un po' sei deluso"

Un oro che è sfuggito durante l'ultimo giro, quando Johansen ha preso il largo: "Il danese è partito nell'ultimo giro, prima della Salmon Hill. Eravamo in sette-otto ed io ero un po' dietrocome posizione nel gruppetto. Pensavo andassimo insieme a prenderlo, non volevo andare fuorigiri da solo per inseguirlo, ho aspettato un po' e forse ho sbagliato proprio lì. Perché lui aveva una gran gamba e infatti non sono più riuscito a riprenderlo. Mi sono giocato il tutto per tutto sull'ultima salita, ho provato a fare il mio ritmo. Sono rimasto con Colnaghi, eravamo in fuga insieme, ma lui era molto stanco, ho scelto di andare via con il mio passo per riprenderlo, ma non ci sono riuscito. Nel finale ho tenuto duro, ho stretto i denti, quando ho visto il triangolo rosso mi sono detto "qui ti giochi tutto", ho spinto sulle gambe che non avevo nemmeno più e non mi hanno ripreso".

Nel suo argento c'è tutto l'orgoglio di un paese, Boschetto, che lo ha tifato con orgoglio:

" Sono uno dei pochi ciclisti della mia città, sono venuto qui per rappresentarla e per rappresentare tutti quegli amici che mi hanno tifato. Grazie a loro ho tenuto duro di gambe e di testa, soprattutto nel finale. Ripeto, non ho ancora realizzato bene cosa sia successo: di certo osservare dal podio una piazza intera che ti applaude è una soddisfazione enorme"

Dietro di lui, a regolare il gruppo che pochi attimi prima aveva risucchiato Filippo Zana, è arrivato Michele Gazzoli. Il bresciano è campione europeo in carica su strada e su pista, ma ha rischiato veramente di non correrlo questo mondiale. A fine agosto, durante i mondiali su pista a Montichiari, praticamente a casa sua, cade e si rompe la clavicola durante la prima prova dello scratch. Viaggio all'inferno e ritorno, in tempo per conquistare la maglia azzurra con pochi allenamenti nelle gambe. E, chiaramente, per mettersi al collo anche un bronzo mondiale, esultando convinto che il compagno Rastelli fosse oro:

" Siamo usciti dalla curva tutti sfilacciati, con Rastelli davanti: mi sono detto, "ha vinto!" però vedevo che non alzava le mani, le ho alzate prima io di lui, e poi mi ha fatto segno che era arrivato secondo"

Michele frequenta il Liceo Petrarca a Brescia, l'anno prossimo farà parte della continental Polartec-Kometa di Basso e Contador: "Ivan mi ha visto, ha parlato con il mio procuratore, le nostre volontà e le loro erano le stesse. Penso sia la scelta migliore perché voglio crescere piano piano, senza bruciare le tappe. Se vinco bene, se no sono più forti gli altri". Da buon velocista, è cresciuto nel mito di Mario Cipollini: "E' il primo corridore che ho seguito per davvero, conosco a memoria ogni passaggio del mondiale di Zolder 2002, vinto da lui. Lui è un'icona, è stato il primo ciclista rivoluzionario prima che arrivasse Peter Sagan. Ha cambiato questo sport con una mentalità aperta".

Video - Super Italia: Rastelli argento e Gazzoli bronzo nella gara juniores

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