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Christopher IV Tour: la normalità evolutiva di Froome per dimenticare Armstrong

Christopher IV: la normalità evolutiva di Froome per dimenticare Armstrong

Il 23/07/2017 alle 21:02Aggiornato Il 24/07/2017 alle 00:36

Posto che nel nuovo ciclismo conta più la crono di un'impresa in salita, Chris Froome ha vinto il suo quarto Tour de France con una versione più "umana" che, sì poco passionale, ci separa (finalmente) dagli orrori dell'era-Armstrong. Il britannico e la Sky trionfano a Parigi in difesa della maglia gialla: la svolta sarà Tom Dumoulin che può battere Froome coi suoi stessi "modernissimi" mezzi.

Non era mai accaduto che Chris Froome vincesse la Grande Boucle senza successi di tappa e senza prima aggiudicarsi il Giro del Delfinato. 2013: un anno dopo aver scortato Wiggins fino agli Champs-Élysées, Froome vince il primo Tour con le sue celebri frullate di Ax 3 Domaines e Mont Ventoux e due atti di forza a cronometro fra Chorges e il record di Mont-Saint-Michel, a 54 km/h di media dietro a Tony Martin. Due edizioni più tardi, nel 2015, Froome chiude di fatto il Tour già alla decima tappa con quella mostruosa salita di Pierre Saint-Martin. Infine, l’anno scorso, un’altra doppietta in discesa dai Pirenei (Bagnères-de-Luchon) e contro il tempo stravincendo in progressione la cronoscalata alpina di Megève.

Chris Froome sur les Champs-Elysées

Chris Froome sur les Champs-ElyséesGetty Images

Due Tour in linea di "normale" evoluzione

Un'estate fa, ci eravamo già accorti del nuovo Froome che rivinse il Tour senza quelle "disumane" scalate che tanto avevano infiammato la cultura del sospetto, mostrando una certa fantasia prima di normalizzare la corsa con la cura della maglia gialla. Oltre all’attacco in discesa dal Col de Peyresourde, Chris stupì i cronisti con una straordinaria "invenzione" a ventaglio, beffando la volata di Montpellier in coppia con Sagan. Giù in picchiata e faccia al vento, esposto al mistral del sud della Francia: l’anno scorso, Froome vinse il Tour al netto delle salite e così anche ques'anno.

Una versione di Froome più "umano"

Il sacrificio dello spettacolo per cancellare Armstrong

Le sprint de la 17e étape entre Chris Froome, Romain Bardet et Rigoberto Uran

Le sprint de la 17e étape entre Chris Froome, Romain Bardet et Rigoberto UranGetty Images

Su un campione al di sopra di ogni sospetto

Proprietà di squadra, cura della maglia gialla

Meno crono, più discesa, stesso vincitore

Christopher Froome vince il Tour de France per la quarta volta in 5 anni ed è stato Nibali, nel 2014, a negargli la più grande delle imprese (Indurain 1991/95). Meglio di lui Anquetil, Merckx e Hinault (5). Meglio di Thys, Bobet e Greg LeMond (3). Certi credevano bastasse limitare i chilometri di crono (siamo passati dai 101,4 km. di Wiggins 2012 ai 36,5 di questa edizione!) o disegnare un Tour tatuato sulla pelle di Bardet, con quei tanto chiacchierati traguardi in discesa, per la nouvelle vague del ciclismo moderno. Invece Froome ha vinto "di conserva" un altro Tour studiando gli avversari, adattandosi a ogni nuovo svolgimento.

Tour de France 2017, Chris Froome brinda in maglia gialla

Tour de France 2017, Chris Froome brinda in maglia giallaGetty Images

4 Tour di un'era apertissima: avanti Dumoulin

Se in un lustro di Tour, Froome è caduto solo nel fango spettrale del pavé (sparito dai disegni), chi può riuscire dove hanno fallito i vari scalatori, di scatto da grimpeur o in progressione regolare? Tom Dumoulin coi suoi stessi mezzi, veloce come il vento a cronometro, incrollabile in salita. L'olandese ha sfiorato la Vuelta e ha vinto a maggio il Giro d'Italia mentre al Tour, l'anno scorso, è uscito di classifica per battere Froome sia sul tempo che sui Pirenei. Vincerà contro Dumoulin? Così umano e completo, normale e assoluto, perfetto ed esclusivo, Chris Froome pedalerà molto lontano sulle strade del mito.

Video - Chris Froome brinda con un cameraman, Magrini: "Già il secondo bicchiere, Grande Chris"

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