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Martinelli ci crede: “Fabio Aru mai stato così forte: non è venuto al Tour per giungere secondo"

Martinelli ci crede: “Aru mai stato così forte: non è venuto al Tour per giungere secondo"

Il 09/07/2017 alle 11:57

Dal nostro partner OAsport.it

Alla vigilia del tappone alpino del Tour de France (7 GPM, di cui 3 hors categorie) Giuseppe Martinelli, DS dell’Astana capitanata da Fabio Aru, ha espreso le proprie sensazioni alla Gazzetta dello Sport.

" Fabio non si accontenterebbe del secondo posto a Parigi. Ha già provato tutte le sensazioni, ha vinto la Vuelta ed è arrivato secondo e terzo al Giro. Sa bene quale sia l’enorme differenza che passa tra il successo e il resto. Il trionfo ti fa entrare in una elite molto ristretta. Con il secondo posto arrivi dove sono giunti in tanti che però non hanno vinto. No, non si accontenterebbe."

Forte la sensazione che questo sia il Fabio Aru più forte di sempre:

" Ne avevo già parlato prima del Tour, ero andato a ruota libera e forse mi ero sbilanciato troppo. Ma lo conosco come pochi, l’ho portato qui, corre con questa maglia da cinque anni ormai. Confermo che ho proprio questa sensazione."

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Lo scatto alla Planche des Bes Filles è a detta di Martinelli il tratto che può maggiormente esaltare le caratteristiche del Cavaliere dei Quattro Mori:

" L’ha fatto quando gli altri erano a tutta e nel punto più duro. Anzi, ho avuto l’impressione che Froome proprio in quel momento avesse detto ai compagni di non accelerare ulteriormente. Era uno scatto fatto per vincere, non per voltarsi e guardare a che punto fossero gli altri. Si è visto subito."

Sugli avversari per la maglia gialla, secondo Martinelli è sbagliato considerare solo Froome

" Oltre a Froome temo Romain Bardet. E intanto firmerei se dopo la tappa di oggi Fabio si trovasse secondo in classifica dietro a Froome, magari avendo guadagnato qualcosina sugli altri. Siamo pronti ma bisognerà affrontarla con la testa, sbilanciandosi e attaccando il giusto."

Di sicuro c'è ottimismo per la terza settimana

" Ci faremo trovare pronti. In quei venti giorni di stop ha svolto dei lavori che non aveva mai fatto. Cinque ore al giorno di stretching, di esercii, di tante cose che hanno rafforzato il suo fisico. Come se avesse una nuova riserva di energia nascosta, pronta a essere spesa. Nella seconda settimana bisognerà gestirsi bene. L’ultimo appuntamento con la crono di Marsiglia non penso che sarà decisivo per la maglia gialla, ma per le altre posizioni del podio."

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