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L'addio di Massa, Alonso a Le Mans, mistero Renault: le 10 istantanee del Gp del Brasile

L'addio di Massa, Alonso a Le Mans, mistero Renault: le 10 istantanee del Gp del Brasile

Il 13/11/2017 alle 16:12Aggiornato Il 14/11/2017 alle 11:25

I fatti, le indiscrezioni, il dietro le quinte del Gp del Brasile a Interlagos, penultima tappa del Mondiale in cui Felipe Massa ha dato l'addio, per la seconda volta, ai suoi tifosi.

Red Bull-Renault ad alta tensione

Se la Ferrari ha vinto il Gp e la Mercedes ha fatto paura, con Lewis Hamilton che andava il doppio di tutti gli altri, in casa Red Bull il week end brasiliano è stato denso di contrapposizioni col partner Renault. I problemi alle componenti della power unit emerse negli ultimi due Gp hanno alzato la tensione alle stelle, con Helmut Marko segnalato quasi a contatto fisico con gli ingegneri francesi nella giornata del venerdì. Secondo l'austriaco il team è stato costretto ad abbassare il regime di rotazione dei motori, ma ad avvelenare i pozzi sono stati soprattutto i kappaò sulle componenti delle Toro Rosso, funzionali al team ufficiale Renault in classifica Costruttori. Red Bull ci vede della malafede, ma il punto vero è capire se l'incremento prestazionale sia inversamente proporzionale alla perdita di affidabilità. Soprattutto in chiave 2018.

Massa saluta senza lacrime

Sospiro di sollievo quando Felipe Massa si è tolto il casco, dopo l'appassionante e prolungato duello con Alonso, sfoggiando un sorriso tirato ma vero. Felipe è pilota amato da tutti, e meritava un'ovazione come quella tributatagli dalla torcida di Interlagos fra abbracci, sorrisi e strette di mano coi quasi ex colleghi. In un'atmosfera di disteso appagamento. Un'altra caregnata come quella del 2016 non l'avrebbe retta nessuno.

Sfida a quattro per la Williams 2018

Detto di Massa, la corsa per il suo sedile nel 2018 resta aperta a quattro ipotesi. Robert Kubica è quello che tutti vorrebbero, Todt e Liberty Media compresi. Tanto che qualcuno ha suggerito di metterlo in macchina già ad Abu Dhabi per dare pepe ad una gara pressoché inutile. Ma c'è sempre da capire se accetteranno un pilota scomodo come il polacco nel clan Stroll - vero azionista forte del team -, più incline ad una figura di secondo piano come Di Resta. Ma in trattativa ci sono anche Wehrlein, che vede il suo futuro in Mercedes messo pesantemente in dubbio da Ocon, e Daniel Kvyat, mortificato non poco da Toro Rosso (che potrebbe confermare Hartley-Gasly per il 2018) e con qualche sponsor russo pesante alle spalle.

Le licenze di Alonso

Gran gara di Fernando Alonso, che ha sfruttato dal primo giro all'ultimo metro il Drs per tenere il ritmo di Felipe Massa e chiudere a punti. Ma dello spagnolo si è parlato anche e soprattutto per altro. Dopo aver praticamente costretto McLaren a mollare Honda per restare a Woking, l'asturiano non ha comunque smesso di guardarsi intorno. Provata l'esperienza della 500 Miglia di Indianapolis in partnership coi nipponici quest'anno, Fernando ha annunciato l'intenzione di disputare nel 2018 la 24 Ore di Le Mans, forse con una Toyota. Di certo prenderà parte alla prima tappa del campionato Imsa, la 24 Ore di Daytona con Lando Norris e Phil Hanson sulla Ligier JS P217 del team United Autosports. "La Tripla Corona - ha ribatito Fernando - è un progetto importante per me, una nuova sfida". Ma se a maggio McLaren poteva avere interesse a mitigare le frustrazioni del suo pilota con una Honda in America, quest'anno il team inglese e Renault avranno molte più remore a concedere licenze di questo tipo.

Fernando Alonso (McLaren) - Grand Prix of Mexico 2017

Fernando Alonso (McLaren) - Grand Prix of Mexico 2017Getty Images

McLaren c'è e Honda non rompe più

Curioso che nel momento in cui McLaren ha lasciato Honda, i motori giapponesi abbiano finalmente iniziato a trovare un minimo di affidabilità mentre i Renault hanno cominciato a rompere ovunque. Qualcuno ci avrà letto oscuri presagi. Non Fernando, che dei giapponesi non ne può più. Va comunque detto, al di là dei motori, che la McLaren è divenuta, da barzelletta del Circus, a macchina in grado di entrare stabilmente nel Q3 e in zona punti. C'è chi sostiene che il telaio di Woking sia fra i tre/quattro migliori del Mondiale, all'altezza dei top team. Al 2018 la sentenza.

Ricciardo, che sorpassi

Menzione d'onore per Daniel Ricciardo; mortificato dal team che ha eletto Verstappen a figliol prodigo, penalizzato dai problemi Renault, scornato dall'essere stato messo sul mercato dal 2019, in Brasile l'australiano ha tirato fuori gli artigli. La sua rimonta non ha avuto il ritmo disumano di quella di Lewis Hamilton, ma i suoi sorpassi - quasi mai di potenza e quasi tutti in staccata - hanno lasciato il segno. Passare in frenata partendo da distanza impossibile è la sua specialità, in quel tipo di manovra non teme rivali. Buona parte del tanto invocato show è venuta da lui.

Paradosso Force India: meglio non fare punti

Con la posizione al sicuro in classifica costruttori, in casa Force India emerge un paradosso: fare altri punti vorrebbe dire pagare una quota maggiore della tassa sui punti da riconoscere a fine stagione. Quindi in teoria converrebbe non classificarsi o classificarsi fuori dalla zona punti. Per fortuna però i piloti tengono alla competizione interna, e se Ocon è rimasto vittima di Grosjean al primo giro, Perez ha lottato fino alla fine innalzando leggermente la tassa punti del suo team.

Regolamenti: schermaglie Ferrari-Liberty

Dopo la riunione parigina e gli aggiornamenti successivi, anche a Interlagos c'è stato spazio per le trattative sui regolamenti post 2020. Marchionne aveva reiterato nei giorni precedenti il week end la vecchia formula della minaccia di addio della Ferrari dalla F1, minaccia usurata eppure sempre in grado di toccare il nervo scoperto di chi non può permettersi di perdere le rosse. "Liberty Media vuol fare buone cose - ha detto il presidente Fca - ma non possiamo lasciare che la F1 diventi la Nascar". Chasey- dopo aver ribadito la propria intenzione di introdurre motori più potenti e più equilibrati nelle prestazioni e tetto ai budget - ha teso nuovamente la mano a Maranello. Certo fin qui le parti sono distanti sia sulla definizione dei motori sia soprattutto sull'entità del budget. Sarà una trattativa lunga, che troverà il suo epilogo quando si troverà il giusto punto di equilibrio fra la voglia di competizione degli americani e le peculiarità gerarchiche dei team.

Race winner Sebastian Vettel of Germany and Ferrari celebrates in parc ferme during the Formula One Grand Prix of Brazil at Autodromo Jose Carlos Pace on November 12, 2017 in Sao Paulo, Brazil

Race winner Sebastian Vettel of Germany and Ferrari celebrates in parc ferme during the Formula One Grand Prix of Brazil at Autodromo Jose Carlos Pace on November 12, 2017 in Sao Paulo, BrazilGetty Images

Haas con motore Alfa Romeo?

Se poche settimane fa il management Haas aveva risposto picche alla richiesta Ferrari di almeno un sedile per Leclerc e/o Giovinazzi nel 2018, la situazione interna al team americano resta fluida. Tanto che la partnership con Ferrari potrebbe addirittura portare a marchiare Alfa Romeo i motori delle macchine attualmente guidate da Grosjean e Magnussen.

Marmorini studia per Aston Martin-Red Bull. Porsche valuta la F1

Restando sui motori, Aston Martin si prepara allo sbarco in Formula 1 come main sponsor Red Bull a partire dall'anno prossimo, possibilmente come motorista dal 2021, quando entreranno in vigore i nuovi regolamenti attualmente oggetto di serrata trattativa fra i team e Liberty Media. Per questo è stato ingaggiato l'ex motorista Ferrari Luca Marmorini, incaricato proprio di studiare a fondo i regolamenti una volta partoriti. Ma un altro marchio storico, Porsche, ha trovato il modo di far parlare di sé con una animazione 3D apparsa su Motorsport tv di una vettura di F1 con livrea della casa tedesca. Qualche voce era girata già a Monza, il vicepresidente Lutz Meschke è tornato a paventare l'ipotesi di un rientro nel Circus. Come team ufficiale o come costruttore. Ovviamente, anche in questo caso, non prima del 2021.

Video - Briatore: "Alonso è il miglior pilota di tutti i tempi"

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