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Hamilton scrive la storia nel tempio della velocità. Ferrari, il peggio è passato

Hamilton scrive la storia nel tempio della velocità. Ferrari, il peggio è passato

Il 04/09/2017 alle 08:14Aggiornato Il 04/09/2017 alle 11:36

Lewis recordman di sempre e nuovamente in testa al Mondiale. Ferrari strapazzata e in difficoltà, ma il campionato è aperto.

Se a Spa aveva avuto il privilegio di raggiungere Michael Schumacher a quota 68 pole positions, non poteva che essere l'altrettanto leggendario tempio della velocità di Monza il giusto palcoscenico per l'ingresso nella storia della Formula 1 di Lewis Hamilton, da sabato recordman assoluto della specialità. Un record agguantato nella maniera più consona: in condizioni estreme, in casa del 'nemico', all'ultimissimo tentativo e dando una vita a tutti, compagno di squadra in primis. Vero che Senna e Schumacher, disputando meno Gp all'anno rispetto ad ora, avevano meno occasioni nell'arco di una stagione. Ma il computo totale parla ugualmente chiaro: Lewis scrive la storia, e il prossimo capitolo è la lunga sfida Mondiale con Sebastian Vettel da qui ad Abu Dhabi.

Un dominio che vale la vetta

Perché rimessi al loro posto gli almanacchi, l'inglese della Mercedes ha rimesso la testa sul campionato gestendo come doveva la gara, dominando su tutti e tenendo a giusta distanza il compagno di team, risalito rapidamente al secondo posto dopo qualifiche e partenza rivedibili. Avrebbe voluto portarsi a casa il Grand Chelem - la tripletta pole, giro veloce e vittoria - negatogli da un superbo Ricciardo, ma ha comunque rimesso il proprio casco giallo in vetta alla classifica Mondiale. Quando il gioco si è fatto duro, Hamilton ha centrato una quaterna di pole e vittorie fra Spa e Monza che ha ridimensionato definitivamente le eventuali velleità mondiali di Bottas e rimesso dietro la Ferrari, più in difficoltà del previsto sulla pista di casa.

Vettel, missione compiuta. Ma quelle gomme...

A Maranello accusano il colpo, ma un terzo posto di Vettel alle spalle delle due Mercedes era il risultato più prevedibile alla vigilia e sperabile dopo la disfatta nelle qualifiche. Il mezzo secondo accusato venerdì pomeriggio dalle Mercedes aveva già dato segnali chiari sulle gerarchie in pista, eppure il tracollo sulle Full Wet nel Q3 e le difficoltà sulle Soft in gara non erano così preventivati. Bravo Sebastian a superare velocemente Stroll e Ocon ed a tenere poi un ritmo sufficiente a contenere Ricciardo, ma nel ritmo gara la rossa ha mostrato il fiatone, e i 36” di distacco finale dalla Mercedes hanno riattizzato le ire presidenziali.

Ricciardo monumentale: quante rimonte quest'anno

Daniel Ricciardo che, partito dal fondo dello schieramento dopo le penalizzazioni, ha rimontato fino quasi a insidiare Vettel con l'ennesima rimonta. Diversi i podi insperati centrati quest'anno, letteralmente monumentale il 4° posto di Monza. Anche perché ottenuto con notevoli velocità sul dritto su una pista ritenuta proibitiva. Con la perla di un sorpasso da specialista, alla sua maniera, su Raikkonen. Peccato non aver potuto vedere all'opera anche Verstappen, la cui gara è stata distrutta da Massa alla prima curva dopo una partenza a missile.

Italian Grand Prix 2017 - Monza, Italy - September 3, 2017 Red Bull's Daniel Ricciardo in action

Italian Grand Prix 2017 - Monza, Italy - September 3, 2017 Red Bull's Daniel Ricciardo in actionGetty Images

Ferrari, il peggio è passato. Ora al lavoro sulla qualifica

Tornando alla Ferrari, oltre al terzo posto di Vettel, il bicchiere mezzo pieno è rappresentato dall'aver scavallato l'ultima pista ostica alla SF70-H. A dispetto della passione popolare, la specificità di Monza ha tagliato le gambe alla rossa, anche rispetto alle impressioni positive lasciate a Spa, ed esaltato la potenza Mercedes, le Frecce d'Argento quanto i team clienti. Bisogna del resto tornare a Baku, altro circuito con tantissimo dritto, per ritrovare Force India e soprattutto la problematica Williams così in forma, anche al netto delle ottime prestazioni di Ocon e Stroll. Il peggio per Maranello è passato, ora si va a Singapore per vincere (occhio anche alla Red Bull) e poi sarà un testa a testa sugli ultimi sei circuiti. Con l'obiettivo di trovare cavalli per l'ultima power unit da omologare, come ha fatto notare con malcelata irritazione Sergio Marchionne. E soprattutto con la necessità di migliorare in qualifica, laddove il Mondiale in buona parte si vincerà il sabato. Troppe volte quest'anno la Ferrari non ha potuto giocarsi le possibilità di vittoria per non essere partita davanti, l'ultima volta a Spa. Un vantaggio che Maranello non può lasciare a Mercedes se vuole lottare fino alla fine.

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